Articoli marcati con tag ‘Collezione Leandro Mais’
Da quel 3 maggio 2018, data del nostro articolo su questa pagina (Museo Garibaldi a Roma – Un sogno?), sono passati più di otto anni. Otto anni che si sommano ai precedenti tre, primo tentativo di proposta di donazione al Comune di Roma da parte del compianto collezionista, ricercatore e amico Leandro Mais, risalente al marzo 2015.
In questi undici anni si sono alternati al governo della Città di Roma ben quattro Sindaci (Ignazio Marino, Francesco Paolo Tronca, Virginia Raggi, Roberto Gualtieri), rispetto ai quali la nostra Associazione non si è mai stancata di “perorare la causa”, interloquendo ora con l’uno ora con l’altro Sovraintendente alla Cultura di turno. Mi piace qui ricordare che, malgrado le difficoltà burocratiche che costantemente si sono frapposte all’iter di approvazione, solo poche persone dell’Amministrazione Capitolina, sia politiche che amministrative, hanno creduto nel progetto di acquisizione della collezione e al suo impiego in un Museo dedicato a Giuseppe Garibaldi. A queste persone rivolgo a nome dell’Associazione Garibaldini per l’Italia e mia personale un sentito ringraziamento.
Ora che in data 25/06/2026 si è giunti, da parte dell’attuale amministrazione comunale, all’approvazione della donazione, è nostro più fervido auspicio che i locali destinati all’esposizione dell’intera collezione Leandro Mais siano collocati nella sede adeguata all’importanza del materiale storico-artistico, e agli avvenimenti storici collegati territorialmente (Interno di Villa Doria Pamphili: Arco dei Quattro Venti o, in alternativa, all’interno della Palazzina Corsini, dove esiste già una biblioteca) evitando la sua frammentazione, come desiderato dal donatore Mais.
Ci auguriamo che l’attuale Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si adoperi con tutti i mezzi che la sua carica comporta perché questo “Sogno” si attui finalmente nella sua più completa realizzazione.
Paolo Macoratti
- Deliberazione Giunta Capitolina n. 206 del 25/06/2026: “Accettazione della donazione di cimeli, documenti ed opere d’arte di tema garibaldino già pertinenti alla collezione di Leandro Mais da parte della Sig.ra Maria Pia Rosati Mais in favore della Sovrintendenza Capitolina.” La delibera autorizza l’accettazione della donazione di circa 4.400 beni mobili del valore complessivo di 2.000.000 euro, da destinare alla Sovrintendenza Capitolina, con formalizzazione tramite atto pubblico ai sensi dell’art. 782 del codice civile. I beni saranno inventariati e catalogati dalla struttura consegnataria. Il testo integrale è consultabile qui: https://www.comune.roma.it/servizi2/deliberazioniAttiWeb/showPdfDoc?fun=deliberazioniAtti&par1=R0NE&par2=NjQxNw==
QUANDO E COME INIZIO’ LA MIA COLLEZIONE
https://www.garibaldini.org/g-p-i-edizioni/
Nel lontano 1978, nasceva, derivata da un’altra precedente passione, quasi per gioco, questa nuova collezione, che tanto doveva espandersi nei successivi anni in maniera a me stesso inaspettata. Negli anni giovanili, il mio primo hobby era stata la filatelia, seguita e curata in tutte le forme: dalla classica collezione delle varie emissioni a quella così detta “tematica”, nella quale ogni filatelista è libero di costruire il soggetto prescelto e la relativa ricerca, in maniera autonoma e personale. Dal 1953 al 1977 mi interessai alla “tematica a soggetto artistico”, partecipando a varie mostre e scrivendo diversi articoli su riviste filateliche. Nel 1978, seguendo sempre il sistema delle tematiche, decisi di realizzare una ricerca su un personaggio storico che mi aveva sempre affascinato, e del quale avevo, anni prima, acquistato la magnifica edizione degli scritti (ed. Cappelli Bologna 1932): Giuseppe Garibaldi. Iniziai con lo stendere un “canovaccio” cronologico della vita dell’Eroe nonché di tutti i personaggi, amici o nemici, che avevano avuto contatto direttamente o indirettamente nello svolgimento della sua vita eccezionale. La ricerca e le notizie dei tanti personaggi (trovati riprodotti nei francobolli di tutto il mondo) mi portarono a dover consultare non solo l’enciclopedia, ma libri, giornali ed opuscoli d‘epoca che, per il loro particolare interesse storico ed artistico, decisi di reperire sul mercato. Fu così che cominciarono ad allinearsi nella mia libreria un numero sempre maggiore di volumi, opuscoli, giornali ecc.
Così, nel 1982, anno centenario della morte dell’Eroe, “Vita di Garibaldi nei francobolli di tutto il mondo” veniva esposta al pubblico nella bellissima mostra di Palazzo Barberini in Roma, curata dallo S. M. E. (Stato Maggiore Esercito – n.d.r.). La passione collezionistica garibaldina cominciava a prendere forma attraverso il continuo reperimento di materiale vario, fino ad ingrandirsi attraverso le seguenti sezioni: Cimeli, lettere autografe, documenti, buoni per sottoscrizioni patriottiche, fotografie d’epoca; e poi, raccolta di foto moderne di lapidi e monumenti, sculture e pitture originali d’autore, cammei, oggettistica d’antiquariato, album numeri unici, giornali e riviste, manifesti, dischi e spartiti, giochi e soldatini, curiosità e fumetti. Nel 1994 si aggiunse alla preesistente raccolta l’archivio degli eredi del dr. Enrico Albanese, comprendente, fra l’altro, lettere autografe di Garibaldi, fotografie inedite, documenti riguardanti le varie Campagne cui prese parte l’Albanese, e documenti e lettere con firma autografa di importanti personalità dell’epoca. Inoltre, la Camicia rossa indossata da Garibaldi il 29 agosto 1862 e una grande ciocca di capelli e barba del Generale, tagliati dal Dr. Albanese il 27 agosto 1874.
Leandro Mais
PREMESSA
Il presente Catalogo è stato fortemente voluto da Maria Pia Rosati, vedova del grande ricercatore e collezionista Leandro Mais, che ne aveva desiderato la realizzazione con il nobile scopo di donare alle generazioni future la sua raccolta, acquisita in cinquanta anni di attività, trasferendola in un museo romano dedicato a Giuseppe Garibaldi. L’aggettivo grande, usato per meglio definire le qualità di Leandro Mais come ricercatore e collezionista, è ben giustificato! Infatti, il suo interesse per Garibaldi e per il Risorgimento volontario e garibaldino non si è limitato solo ad acquisire testimonianze di valore storico-artistico o venale sull’argomento, come farebbe un qualsiasi collezionista interessato ad arricchire la sua raccolta, ma si è spinto oltre: nel valore simbolico degli oggetti, antichi o recenti; nell’indagine minuziosa, finalizzata a trarre dal “pezzo” conferme o smentite di una storia, certamente già scritta, ma ancora da perfezionare attraverso dettagli e curiosità. Mais ha fatto di più: è sceso anche nell’intimità dei personaggi risorgimentali, nelle loro storie, nelle loro vite, nei loro ideali, nei loro sacrifici, nelle loro morti eroiche. E così il ricercatore, partendo dal più piccolo e insignificante oggetto o scritto, non solo ne ha estratto il contenuto, portandolo alla luce, ma ne ha valorizzato l’esistenza, l’importanza e l’utilità. Un’operazione finalizzata certamente al proprio arricchimento culturale, ma anche, e di conseguenza, a quello dell’intera comunità nazionale e internazionale. Il suo metodo d’indagine, minuzioso e approfondito, gli è stato utile per mettere in pratica innate doti di abile disegnatore e incredibile amanuense, come è possibile constatare nelle pagine dei due album di francobolli dedicati alla vita di Giuseppe Garibaldi, commentati a mano con una scrittura minuscola, ordinata e precisa, già di per sé opera d’arte! La cecità, che lo ha colpito negli ultimi anni della sua esistenza, non gli ha impedito comunque di continuare, malgrado la grave menomazione, ad acquisire oggetti ed opere, studiandole attraverso il solo tatto e le descrizioni di Maria Pia Rosati, che lo ha costantemente assistito e aiutato in questo lavoro e nella vita quotidiana. Organizzare l’immensa mole della collezione in un catalogo che rispondesse al duplice obiettivo di ordinare razionalmente il materiale, evidenziando note e commenti che Mais aveva tracciato per ogni “pezzo”, non è stata impresa semplice. Ci è riuscita una piccola e affiatata squadra di volontari e tecnici, che ha realizzato, in soli nove mesi, un lavoro che avrebbe richiesto almeno due anni di applicazione. La spiegazione va ricercata nella nascita, tra i componenti del gruppo, di un’insolita dedizione, scaturita dalla lettura delle lettere, dalle descrizioni degli oggetti, dall’unicità di certuni scritti; dalla presenza muta, ma viva, di tanti personaggi che hanno costruito la nostra storia. Così, oltre all’ammirazione per il gran lavoro di ricerca del Mais, per il suo metodo d’indagine, per la serietà dei suoi approfondimenti, sempre corredati da preziose testimonianze, non possiamo non riconoscergli il merito di averci avvicinato alla comprensione del valore e della grandezza dell’“uomo Garibaldi”, del suo mito e delle sue vicende eroiche, sollecitando in noi il rispetto e la profonda riconoscenza per tutto quel popolo che, nel tempo, ha partecipato con impegno e sacrificio alla lotta per la realizzazione dell’Unità d’Italia.
Paolo Macoratti