Articoli marcati con tag ‘Garibaldini’

Il 2 giugno scorso redassi un manifesto che cominciava con queste parole:“L’Italia è molto oltre la crisi di nervi. L’Italia che festeggia oggi la nascita della Repubblica – uno dei pochi momenti della sua storia in cui il popolo è stato sovrano, attuando una rivoluzione istituzionale, che si legava al “vento del Nord”, la grande speranza suscitata dalla Resistenza – si trova a fronteggiare,quasi inerte, una crisi drammatica ”. La crisi cui alludevo non  riguardava soltanto l’economia,o le istituzioni, o l’informazione:la crisi era – ed è, tanto più oggi, a sei mesi di distanza –una crisi di sistema. Siamo nel pieno di una decadenza morale e intellettuale, politica e antropologica degli italiani. Come gli eventi del 14 dicembre – tra il Parlamento e la piazza – hanno dimostrato, noi italiani,come in altre stagioni della storia,ci troviamo in una situazione di contrapposizione radicale. Lo scontro è durissimo, e grazie alla prepotenza del tiranno – forte del suo strapotere finanziario e mediatico – si acuisce settimana dopo settimana.

Chi mette in dubbio il valore dell’Unità

NESSUNA CERTEZZA ci è rimasta; basti dire, che mentre ci accingiamo a celebrare i 150 anni di esistenza dello Stato unitario,una forza politica la mette sotto accusa, quasi fosse uno dei grandi mali del Paese, negandone provocatoriamente il valore storico e il significato politico. La Sinistra è spappolata e tenta in qualche modo di raccogliere le sparse membra per rilanciarsi,ma l’impresa appare difficilissima. Le forze di opposizione sono esitanti, e nel momento del redde rationem hanno rivelato la loro debolezza, mostrando quanto grande sia lo spazio tra le dichiarazioni e l’azione:il tycoon a capo del governo,in grado di comprare non soltanto i voti, ma l’anima dei suoi avversari, ride, ride,non cessa di ridere, mentre continua la sua campagna acquisti. Se vi è chi riesce a comprare è perché esiste un mercato sul quale si possono reperire uomini e donne in vendita. Si è sostenuto sovente che il trasformismo è uno dei mali d’Italia; ma qui si tratta d’altro: qui siamo all’infamia, che mostra la pochezza di un’intera classe politica e l’impotenza delle istituzioni,la complicità di una parte dei media; qui siamo alla vendita e acquisto dei voti in Parlamento. In passato e ancora oggi,specie nel Mezzogiorno, certi personaggi politici facevano campagna elettorale col pacco di pasta o con le mille lire tagliate a metà. Ora la compravendita è giunta in Parlamento, gettando ignominia su quel consesso,ma anche su quei partiti che hanno accolto nelle loro file individui non spregevoli, ma spregevolissimi. Ennesimo, certo non ultimo segnale di un degrado ogni giorno più evidente e pericoloso, che dalle istituzioni giunge ai singoli e viceversa. Il catalogo è lungo,tra inefficienze e nefandezze,menzogne e sprechi, iniquità sociali e bassezze morali. Quanto c’è dell’oggi, legato essenzialmente alla figura malefica del Cavaliere e quanto dei nostri ieri nella politica messa in atto da un gigantesco “Partito della Devastazione”? Da dove giungono le miserie odierne?In tal senso giunge opportuno il bel libretto di Paul Ginsborg, lo studioso inglese che da poco ha ottenuto la cittadinanza italiana(pur conservando – e fa bene! –la sua d’origine): Salvare l’Italia (Einaudi) si intitola, significativamente. Un titolo che suona classico, stentoreo, ma non retorico:e io condivido il messaggio che esso contiene e che evoca grandi spiriti, da Cattaneo a Rosselli, da Pisacane a Gramsci.Oggi si tratta di tentare, precisamente,di opporre un ideale “Partito della Salvezza” al partito in atto “della Devastazione”. Ginsborg, con arguzia e ricca informazione, ripercorre molti fili della storia di questo sfortunato Paese, sovente connettendoli a una trama europea. Salvare l’Italia da quali pericoli? – si chiede. Sono quattro:

1) “Una Chiesa troppo forte in uno Stato troppo debole”;

2) il clientelismo,mai debellato e anzi mai affrontato seriamente come un male cronico, gravissimo;

3) “la ricorrenza della forma dittatura”;

4) la “povertà delle sinistre ”.

Il raffronto tra il duce e Berlusconi

LA VICENDA della formazione unitaria, i limiti del Risorgimento,gli errori e le miopie delle classi politiche che si sono succedute nel corso di un secolo e mezzo; le timidezze delle forze di una sinistra che pare aver rinunciato alla “bellezza della lotta”, che costituisce un elemento di fondo del suo background. Particolarmente stimolante il raffronto, tra Mussolini e Berlusconi, e numerando somiglianze e differenze; certo,nota Ginsborg, questo raffronto che fino a qualche tempo fa suscitava riprovazione e quasi scandalo, oggi sta diventando quasi un esercizio obbligato:troppi i punti di contatto, anche nella distanza temporale e nella mutata temperie storica. Ginsborg prova anche – esercizio da lui, come da altri studiosi, già compiuto nel saggio intitolato proprio a Berlusconi (Einaudi,2003) – a sondare le ragioni del successo di questo falso modernizzatore,che seduce le casalinghe avvinghiate al televisore che ogni sera racconta inesistenti famiglie felici, imprenditori capaci, giovani di successo,donne belle e fortunate… A questa Italia passiva e plaudente al sorriso del Cav, che la modella e a sua volta la rispecchia,il nostro nuovo concittadino Paul oppone un’altra Italia: una“nazione mite” ma combattiva,che riscopra la politica dal basso,che sia quasi una guerriglia autenticamente democratica,una Italia di cittadini attivi e non più passivi e inerti. Il Risorgimento,non da prendersi come modello alla lettera, offre buoni spunti in tal senso. E in fondo,come ho scritto io stesso su questo giornale, oggi “non possiamo non dirci garibaldini”.

Angelo D’Orsi – Il Fatto Quotidiano – 7 Gennaio 2011

Volontari e Corpi Garibaldini

Immagini delle divise storiche dei garibaldini, diversificate per età, impiego e appartenenza a piccoli nuclei d’intervento

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9 febbraio 2011
15:00a17:00

Roma – Sacrario dei caduti – 1849/1870

Mercoledi 9 Febbraio 2011, ore 15,00 – Roma, via Garibaldi n°29/e

faremo memoria  della Proclamazione della Repubblica Romana del 1849.

Hanno aderito: l’Associazione Nazionale Garibaldina (A.N.G.), l’Associazione culturale “Gruppo Laico di Ricerca”, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (A.N.P.I.), il Comitato di Quartiere Monteverde Quattro Venti,  studenti e professori delle scuole romane

Saranno presenti la banda musicale dei vigili Urbani del Comune di Roma e il coro del liceo Bertrand Russel di Roma

E’ nostra intenzione promuovere, iniziando da questo appuntamento, un percorso con i giovani studenti delle scuole romane, al fine di stimolare ed orientare il loro interesse verso la storia del Risorgimento e la formazione dei principi costituenti il nostro ordinamento repubblicano, e fare memoria degli uomini e delle donne che hanno contribuito a realizzarli. In questo primo incontro i ragazzi potranno, aiutati e coordinati dagli insegnanti, fotografare, filmare, intervistare, elaborare un resoconto giornalistico della celebrazione suddetta, cui potrà seguire un nostro intervento successivo, se richiesto, in forma di visita guidata nei luoghi delle battaglie per la difesa della Repubblica Romana o con interventi nella/e classi interessate.

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Il vasto e complesso fenomeno che si sviluppò nelle regioni meridionali italiane nel settembre-
ottobre 1860, mentre era ancora in atto l’assedio di Gaeta, e che durò con crescente intensità
per quasi sette anni per poi lentamente affievolirsi, fu il segno più evidente del disagio delle
popolazioni rurali del Meridione di fronte al nuovo Stato nazionale che si andava delineando
dopo la fine del Regno delle Due Sicilie.

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Il primo risveglio degli studenti dell’Archiginnasio di Roma (successivamente denominato Università di Roma La Sapienza) è legato a un documento, di cui non rimane traccia, presentato al Papa Pio IX in Quirinale………

(All’interno dell’articolo: per  la citazione riguardante l’Inno degli Studenti si rimanda al documento presente nel sito)

15 gennaio 2011
16:00

Sabato 15 Gennaio 2011 alle ore 16,00

appuntamento a Roma, Piazza San Pancrazio n° 7 (sala polifunzionale della Parrocchia di San Pancrazio)

Scambieremo con i presenti opinioni e proposte, utili per elaborare la programmazione delle attività per il 2011-2012. L’incontro è aperto a tutti


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Gli alunni della Scuola Gaetano Grilli di Roma

verso il 150° dell’Unità d’Italia

Per merito ed iniziativa delle insegnanti della V^ classe, costrette ad operere in un contesto scolastico privato del racconto del nostro Risorgimento, gli alunni della “Grilli” hanno risposto con entusiasmo al richiamo degli ideali repubblicani, rendendosi protagonisti del filmato che qui riproduciamo

 

Il Risorgimento visto da noi…

Cronaca della Repubblica Romana del ‘49

Alcuni meritevoli Insegnanti della Scuola Secondaria di I° grado “Giuseppe Sinopoli” di Roma hanno organizzato nel 2009 una visita al Gianicolo con gli alunni delle classi III/A/F/H.

Ragazzi e Professori, accompagnati da alcuni soci garibaldini, hanno potuto ripercorrere gli eventi legati alla Repubblica Romana del 1849, nei luoghi  stessi ove avvennero le furiose battaglie in difesa del nuovo stato repubblicano.

I ragazzi della Sinopoli, seguiti dai loro Insegnanti, hanno redatto le pagine seguenti con ottima capacità di sintesi; ne è scaturito così un eccellente lavoro, utile ed importante per conservare la memoria storica del nostro Risorgimento, ma soprattutto perché ha creato nei giovani interesse e passione per uno degli eventi che, più di altri,   ha contribuito a costruire la coscienza civile e democratica del nostro paese.

Gli articoli scritti dagli alunni della scuola media Statale “Giuseppe Sinopoli” di Roma

Primo articolo     Logo Pdf

Secondo articoloLogo Pdf