QUANDO E COME INIZIO’  LA MIA COLLEZIONE

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Nel lontano 1978, nasceva, derivata da un’altra precedente passione, quasi per gioco, questa nuova collezione, che tanto doveva espandersi nei successivi anni in maniera a me stesso inaspettata. Negli anni giovanili, il mio primo hobby era stata la filatelia, seguita e curata in tutte le forme: dalla classica collezione delle varie emissioni a quella così detta “tematica”, nella quale ogni filatelista è libero di costruire il soggetto prescelto e la relativa ricerca, in maniera autonoma e personale. Dal 1953 al 1977 mi interessai alla “tematica a soggetto artistico”, partecipando a varie mostre e scrivendo diversi articoli su riviste filateliche. Nel 1978, seguendo sempre il sistema delle tematiche, decisi di realizzare una ricerca su un personaggio storico che mi aveva sempre affascinato, e del quale avevo, anni prima, acquistato la magnifica edizione degli scritti (ed. Cappelli Bologna 1932): Giuseppe Garibaldi. Iniziai con lo stendere un “canovaccio” cronologico della vita dell’Eroe nonché di tutti i personaggi, amici o nemici, che avevano avuto contatto direttamente o indirettamente nello svolgimento della sua vita eccezionale.   La ricerca e le notizie dei tanti personaggi (trovati riprodotti nei francobolli di tutto il mondo) mi portarono a dover consultare non solo l’enciclopedia, ma libri, giornali ed opuscoli d‘epoca che, per il loro particolare interesse storico ed artistico, decisi di reperire sul mercato. Fu così che cominciarono ad allinearsi nella mia libreria un numero sempre maggiore di volumi, opuscoli, giornali ecc.

           Così, nel 1982, anno centenario della morte dell’Eroe, “Vita di Garibaldi nei francobolli di tutto il mondo” veniva esposta al pubblico nella bellissima mostra di Palazzo Barberini in Roma, curata dallo S. M. E. (Stato Maggiore Esercito – n.d.r.). La passione collezionistica garibaldina cominciava a prendere forma attraverso il continuo reperimento di materiale vario, fino ad ingrandirsi attraverso le seguenti sezioni: Cimeli, lettere autografe, documenti, buoni per sottoscrizioni patriottiche, fotografie d’epoca; e poi, raccolta di foto moderne di lapidi e monumenti, sculture e pitture originali d’autore, cammei, oggettistica d’antiquariato, album numeri unici, giornali e riviste, manifesti, dischi e spartiti, giochi e soldatini, curiosità e fumetti.  Nel 1994 si aggiunse alla preesistente raccolta l’archivio degli eredi del dr. Enrico Albanese, comprendente, fra l’altro, lettere autografe di Garibaldi, fotografie inedite, documenti riguardanti le varie Campagne cui prese parte l’Albanese, e documenti e lettere con firma autografa di importanti personalità dell’epoca. Inoltre, la Camicia rossa indossata da Garibaldi il 29 agosto 1862 e una grande ciocca di capelli e barba del Generale, tagliati dal Dr. Albanese il 27 agosto 1874.

Leandro Mais

 

PREMESSA

Il presente Catalogo è stato fortemente voluto da Maria Pia Rosati, vedova del grande ricercatore e collezionista Leandro Mais, che ne aveva desiderato la realizzazione con il nobile scopo di donare alle generazioni future la sua raccolta, acquisita in cinquanta anni di attività, trasferendola in un museo romano dedicato a Giuseppe Garibaldi. L’aggettivo grande, usato per meglio definire le qualità di Leandro Mais come ricercatore e collezionista, è ben giustificato! Infatti, il suo interesse per Garibaldi e per il Risorgimento volontario e garibaldino non si è limitato solo ad acquisire testimonianze di valore storico-artistico o venale sull’argomento, come farebbe un qualsiasi collezionista interessato ad arricchire la sua raccolta, ma si è spinto oltre: nel valore simbolico degli oggetti, antichi o recenti; nell’indagine minuziosa,  finalizzata a trarre dal “pezzo” conferme o smentite di una storia, certamente già scritta, ma ancora da perfezionare attraverso dettagli e curiosità. Mais ha fatto di più: è sceso anche nell’intimità dei personaggi risorgimentali, nelle loro storie, nelle loro vite, nei loro ideali, nei loro sacrifici, nelle loro morti eroiche. E così il ricercatore, partendo dal più piccolo e insignificante oggetto o scritto, non solo ne ha estratto il contenuto, portandolo alla luce, ma ne ha valorizzato l’esistenza, l’importanza e l’utilità. Un’operazione finalizzata certamente al proprio arricchimento culturale, ma anche, e di conseguenza, a quello dell’intera comunità nazionale e internazionale. Il suo metodo d’indagine, minuzioso e approfondito, gli è stato utile per mettere in pratica innate doti di abile disegnatore e incredibile amanuense, come è possibile constatare nelle pagine dei due album di francobolli dedicati alla vita di Giuseppe Garibaldi, commentati a mano con una scrittura minuscola, ordinata e precisa, già di per sé opera d’arte! La cecità, che lo ha colpito negli ultimi anni della sua esistenza, non gli ha impedito comunque di continuare, malgrado la grave menomazione, ad acquisire oggetti ed opere, studiandole attraverso il solo tatto e le descrizioni di Maria Pia Rosati, che lo ha costantemente assistito e aiutato in questo lavoro e nella vita quotidiana. Organizzare l’immensa mole della collezione in un catalogo che rispondesse al duplice obiettivo di ordinare razionalmente il materiale, evidenziando note e commenti che Mais aveva tracciato per ogni “pezzo”, non è stata impresa semplice. Ci è riuscita una piccola e affiatata squadra di volontari e tecnici, che ha realizzato, in soli nove mesi, un lavoro che avrebbe richiesto almeno due anni di applicazione. La spiegazione va ricercata nella nascita, tra i componenti del gruppo, di un’insolita dedizione, scaturita dalla lettura delle lettere, dalle descrizioni degli oggetti, dall’unicità di certuni scritti; dalla presenza muta, ma viva, di tanti personaggi che hanno costruito la nostra storia. Così, oltre all’ammirazione per il gran lavoro di ricerca del Mais, per il suo metodo d’indagine, per la serietà dei suoi approfondimenti, sempre corredati da preziose testimonianze, non possiamo non riconoscergli il merito di averci avvicinato alla comprensione del valore e della grandezza dell’“uomo Garibaldi”, del suo mito e delle sue vicende eroiche, sollecitando in noi il rispetto e la profonda riconoscenza per tutto quel popolo che, nel tempo, ha partecipato con impegno e sacrificio alla lotta per la realizzazione dell’Unità d’Italia.

 Paolo Macoratti

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