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Comunicato stampa Convegno

STATI GENERALI FORUM EX ART 26  IN DIFESA DELLA RIABILITAZIONE
e sentir che dentro qualcosa muore…
Roma – Via della Trasfigurazione, 3 – Sala parrocchiale “Buttinelli” – ore 18 – 20

Il Forum ex articolo 26, movimento d’opinione (apartitico e aconfessionale) formato da un gruppo di operatori dei centri di riabilitazione per persone con disabilità mentale accreditati dalla Regione Lazio al Servizio Sanitario Nazionale, e da famiglie di persone con disabilità, associazioni e istituzioni della società civile, rivolge a tutti un appello!

Il nome del movimento rimanda espressamente alla Legge 23 Dicembre 1978 n. 833 e, più in particolare, all’articolo 26, che tutela la salute psichica e fisica del disabile, nel rispetto della dignità e libertà della persona umana.

L’enorme debito contratto dalla Regione Lazio nel settore della Sanità ha determinato una articolata manovra per  onorare il pagamento di un mutuo trentennale, che prevede: la compartecipazione delle famiglie alle spese di cura; la riduzione dei costi operata con tagli lineari ai capitoli di spesa; la chiusura di presìdi sanitari; la revisione, rimodulazione e riquantificazione dei costi degli interventi sanitari.

Pur comprendendo la necessità di revisione del sistema di assistenza sanitaria regionale, finalizzata, tra l’altro, al rientro del debito contratto, il Forum ex articolo 26 ritiene errate le soluzioni indicate nei Decreti Commissariali 89 e 90  del 10.11.2010 a firma del commissario ad acta On. Renata Polverini. Tali soluzioni sono la riconversione dei centri semiresidenziali o diurni in strutture SD4 e SD5, ossia, rispettivamente, ad alto-medio carico assistenziale con rapporto standard di 1 operatore ogni 4 utenti, e a basso carico assistenziale con rapporto standard di 1 operatore ogni 5 utenti; e la riconversione dei centri residenziali in residenze protette RD4 ed RD5, ossia, rispettivamente, ad alto-medio carico assistenziale con rapporto standard di 1 operatore ogni 2,2 utenti, e a basso carico assistenziale con rapporto standard di 1 operatore ogni 2,8 utenti. Standard minore degli attuali e comprensivo di figure non a contatto con l’utenza.

 L’applicazione dei decreti commissariali 89 e 90 comporterà: la riduzione, nel settore della riabilitazione semiresidenziale regionale,  da 2457 posti per la riabilitazione (nei centri diurni) a 365 interventi in“estensiva” e 102 in “mantenimento”. I restanti 1990 posti saranno riconvertiti in “Centri semiresidenziali per persone con disabilità”: SD4 o SD5. Il tutto, riconoscendo ai centri tariffe molto più basse delle attuali, ferme tra l’altro al 2001.

 Superfluo aggiungere che tali interventi penalizzeranno pesantemente l’assistenza, la riabilitazione e la vita stessa delle persone disabili e dei loro genitori, contravvenendo ai diritti umani sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana.

 La Regione Lazio ha giustificato il provvedimento, dal punto di vista sanitario, attraverso

le linee guida del Ministero della Sanità (in G.U. 30 maggio 1998 n. 124 e G.U. del 6 giugno 2001 n. 129 – DPCM 14.02.2001) e le valutazioni delle “Unità Cliniche Valutative” regionali che criticano l’efficacia degli interventi fin qui operati.

Il Forum ex articolo 26 ritiene che il diritto alla salute non possa essere subordinato a criteri mercantili di convenienza, criteri che renderebbero possibili i soli interventi di contenimento e vigilanza degli utenti disabili. Infatti i piani aziendali delle strutture riabilitative, in maggior parte private, per adeguarsi alle nuove tariffe e ai nuovi standards, saranno costrette a ridurre il personale dipendente, altamente professionale, di ben 8 unità ogni modulo di 60 assistiti.

Il Forum ex articolo 26, rilevando in questi mesi di attività una scarsa conoscenza delle problematiche relative alla realtà riabilitativa dei soggetti portatori di Handicap nella cittadinanza, nelle Istituzioni e negli amministratori,

chiede A tutti di dare visibilità a questa realtà, di sollecitare le coscienze alla solidarietà ed esortare gli amministratori a non dimenticare l’umanità fragile ed impotente di chi non è in grado di badare a sé stesso.

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ROMA  – SALA “BUTTINELLI”, ACCESSO DAL PASSO CARRABILE DELLA PARROCCHIA  VIA DELLA TRASFIGURAZIONE, 3 – ANGOLO PIAZZA DELLA TRASFIGURAZIONE

 http://exart26.blogspot.com/

segreteria organizzativa 327 77 39 443

mail exartcolo@libero.it

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Riportiamo il comunicato stampa dei componenti il Forum ex art. 26 (riabilitazione per i portatori di handicap), unendoci alla protesta per i tagli operati dal Governo e dalle Regioni, con particolare attenzione a quelli della Regione Lazio, che ricadono sui disabili e le loro famiglie.

(Vedi filmato: https://www.garibaldini.org/2011/06/appello-forum-ex-art-26-riabilitazione/ )

COMUNICATO STAMPA FORUM EX ART. 26

Vi rivolgiamo un appello: molti dei nostri concittadini rischiano di perdere l’assistenza e la riabilitazione riconosciuta fin dagli anni ’ 70 come un loro diritto inalienabile.
Parliamo delle persone definite “disabili.”
Come è noto, il commissariamento della regione Lazio prevede ingenti tagli al denaro stanziato dal governo per la riabilitazione e la lungo degenza e, nello specifico, prevede una forte
riduzione delle rette assegnate ai centri ex art. 26 che gestiscono la riabilitazione territoriale.  Questo comporta il  peggioramento della qualità di vita e la cancellazione dei diritti fondamentali delle persone più deboli: disabili intellettivi, motori, psichiatrici, anziani, malati cronici….  Se verrà a mancare il sostegno economico ai centri di riabilitazione ci sarà una drastica riduzione dei posti letto, delle terapie, degli ausili, dell’assistenza medico-sanitaria e, di conseguenza la diminuzione dei posti di lavoro, dei progetti di reintegrazione sociale e la dequalificazione degli interventi riabilitativi e assistenziali.  Le famiglie saranno costrette a farsi carico delle spese e degli oneri che il servizio pubblico non intende più sostenere.

La politica dei tagli colpisce tutti coloro che versano in situazioni sociali, psicologiche e economiche già compromesse  negando loro il diritto di cittadinanza.
Questi, in sintesi, sono gli aspetti concreti legati alla crisi economica in cui versa il paese, ma dipendenti soprattutto, da scelte politiche inadeguate. La questione porta necessariamente con sé una riflessione di ordine etico e morale:  una società, che non si occupa di tutelare i diritti e la dignità di ogni persona, non può ritenersi civile, e una politica, che non metta al primo posto scelte che migliorino la qualità di vita di ogni individuo, e che non punti ad abbattere le disuguaglianze sociali, non assolve il suo compito primario. Ecco perché deve essere  coinvolta nel problema tutta la società civile.

In questi giorni il Consiglio Regionale del Lazio sta votando l’assestamento di bilancio. Sappiamo che sono stati presentati alcuni emendamenti a sostegno dei Centri ex art.26.
CHIEDIAMO A TUTTI I CONSIGLIERI  REGIONALI DEL LAZIO DI PRESENTARE EMENDAMENTI IN MERITO O MODIFICARE/VOTARE QUELLI GIA’ PRESENTATI.FORUM EX ART.26

Essere Garibaldini, oggi, non significa soltanto essere presenti alle celebrazioni in cui si fa memoria degli eventi e dei personaggi legati al Risorgimento; e neppure soltanto ricordare  coloro che, pur non essendo combattenti, erano pronti a costruire una società ideale fondata sull’uguaglianza, sulla libertà e sulla fraternità.

Essere Garibaldini, oggi, significa traghettare da una sponda del passato al presente, l’etica, la passione, il coraggio e la giustizia; valori, per i quali uomini e donne dell’ottocento sacrificarono molto, fino al dono estremo della vita.

Da qualche anno la Regione Lazio, per un effetto di tagli lineari della spesa pubblica effettuati dal Governo Nazionale, ha penalizzato il settore sanitario, in particolare della riabilitazione, decrementando i fondi stanziati per i centri convenzionati del 16% (circa 20 milioni di euro). L’intervento, iniziato dalla giunta Marrazzo e completato dall’ attuale Giunta Polverini, ha destrutturato l’intero settore costringendo i piccoli e medi centri di riabilitazione (ex art. 26) ad operare licenziamenti di personale altamente specializzato e trasformare, sostanzialmente, la riabilitazione in “mantenimento”; parole che da sole esprimono la tendenza a considerare i disabili più un peso da sopportare, che una opportunità per la salvaguardia della dignità e del progresso umano.

E’ utile ricordare quanta attenzione fosse riservata da Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi alle persone deboli e indifese,  agli ultimi , e quanto questo tema costituisse, per loro, il fondamento imprescindibile di ogni società civile.

Ci uniamo dunque ai componenti del Forum ex art.26 che con questa “Lettera ai Romani” hanno voluto informare la cittadinanza, e invitiamo tutti a partecipare all’incontro che si svolgerà a Roma il prossimo 18 Giugno (vedi locandina sotto)

 

Lettera ai romani
 

vi rivolgiamo un appello: molti dei nostri concittadini rischiano di perdere l’assistenza e la riabilitazione riconosciuta fin dagli anni ’70 come un loro diritto inalienabile. 
Parliamo delle persone definite “disabili.”
Come è noto, il commissariamento della regione Lazio prevede ingenti tagli al denaro stanziato dal governo per la riabilitazione e la lungo degenza e, nello specifico, prevede una forte riduzione delle rette assegnate ai centri ex art. 26 che gestiscono la riabilitazione territoriale.
Questo comporta il  peggioramento della qualità di vita e la cancellazione dei diritti fondamentali delle persone più deboli: disabili intellettivi, motori, psichiatrici, anziani, malati cronici….
Se verrà a mancare il sostegno economico ai centri di riabilitazione ci sarà una drastica riduzione dei posti letto, delle terapie, degli ausili, dell’assistenza medico-sanitaria e, di conseguenza la diminuzione dei posti di lavoro, dei progetti di reintegrazione sociale e la dequalificazione degli interventi riabilitativi e assistenziali.
Le famiglie saranno costrette a farsi carico delle spese e degli oneri che il servizio pubblico non intende più sostenere.
La politica dei tagli colpisce tutti coloro che versano in situazioni sociali, psicologiche e economiche già compromesse  negando loro il diritto di cittadinanza.
Questi, in sintesi, sono gli aspetti concreti legati alla crisi economica in cui versa il paese, ma dipendenti soprattutto, da scelte politiche inadeguate. La questione porta necessariamente con sé una riflessione di ordine etico e morale:
una società, che non si occupa di tutelare i diritti e la dignità di ogni persona, non può ritenersi civile, e una politica, che non metta al primo posto scelte che migliorino la qualità di vita di ogni individuo, e che non punti ad abbattere le disuguaglianze sociali, non assolve il suo compito primario. Ecco perché deve essere  coinvolta nel problema tutta la società civile.