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STORIA E RICERCA DI UNA CURIOSITA’ RISORGIMENTALE

di Landro Mais     

Fra i tanti oggetti inerenti l’iconografia garibaldina (pitture, litografie, bronzetti ecc. ) molti anni fa ho avuto la fortuna di trovare un “pezzo” non solo curioso ma soprattutto misterioso.   

Si tratta di un bel ritratto a colori di Garibaldi in divisa da Generale piemontese del 1859 (Cacciatori delle Alpi). Il fatto “misterioso” ne è la dimensione: un piccolo tondo di appena 6 mm. La seconda cosa “curiosa” è data dalla riproduzione speculare, nel retro, dello stesso piccolo ritratto.

Ad un primo esame pensai subito si trattasse di una miniatura, ma il fatto che il ritratto risultasse anche nel rovescio  mi fece desistere da questa idea.  Rigirando sul palmo della mano questo piccolo oggetto  andavo poi cercando  di capire a cosa servisse: per una spilla? Per un anello? Per una catenina? Ma rimaneva sempre “misteriosa” la riproduzione nelle due parti; e poi si trattava veramente di una miniatura?  Nel guardare con più attenzione  il bordo del piccolo tondo  scoprii un fatto nuovo e curioso: l’ultimo bottone a destra in basso era situato esattamente nel bordo ed era costituito da un segmento che attraversava tutto lo spessore andando a costituire il bottone nel retro stesso. Questa prima scoperta  mi spinse a ricercare nello spessore le altri parti ove avveniva il cambiamento di colore. Da quel momento capii che non si trattava di una miniatura, ma di altro.   

A fare luce completa su questo oggetto misterioso fu un mio caro amico di Milano che sfogliando un catalogo di una mostra che si faceva a Venezia ne trovò la storia .  Si trattava di uno dei 4 tipi di ritratti di Garibaldi eseguiti in Venezia dalla fabbrica Franchini nel 1863 attraverso una nuova invenzione di lavorazione del vetro detta “Murrina”. Questa è costituita da un piccolo cilindro del diametro di mm 6 e della lunghezza di circa mm 50, costituito dall’ assemblaggio a caldo di filamenti in vetro colorato secondo un modello preparato precedentemente. Una volta raffreddato, il piccolo cilindro veniva tagliato in tanti piccoli dischetti, per cui il ritratto risultava speculare sui due lati.  

Se il mistero di questa nuova invenzione  (1863) era stato trovato rimaneva il mistero sempre più fitto del suo utilizzo. Che cosa era? E a che cosa serviva un doppio ritratto così piccolo dell’Eroe e per giunta in divisa sardo-piemontese del 1859, considerando che Venezia sarebbe diventata italiana dopo la guerra del 1866, e cioè 3 anni dopo?  A questo punto sono ricorso ai dati storici e al noto sistema usato dai patrioti quando si dovevano recare in un luogo ancora soggetto alla dominazione nemica. Fra i tanti espedienti inventati per essere riconosciuti senza bisogno di lettere credenziali, vi era quella di piccoli oggetti che attestassero il riconoscimento del patriota (l’oggetto era tanto piccolo che anche in caso di qualunque pericolo poteva essere ingoiato). A questo punto posso ancora una volta essere contento di aver svelato a tutti gli amici curiosi delle cose storiche del nostro Risorgimento un particolare fino ad oggi sconosciuto.

NOTA  Una serie completa di tutti i 4 tipi di questa rarissima murrina si trova esposta a Londra nel famoso British Museum   

 

 

   Riceviamo dal nostro Socio onorario Leandro Mais la notizia del ritrovamento di una medaglia d’argento che la città di Mantova dedicò nel 1910 (ovvero dopo 50 anni) ai superstiti dei Mille ancora viventi della città e provincia.

   E’ abbastanza nota a tutti la storia che riguarda l’assegnazione nel 1860 della famosa medaglia che Palermo volle donare a tutti i Mille (1089), mentre invece è meno nota la medaglia d’argento che sempre nel 1860 il piccolo comune di Iseo (e provincia) donò ai soli 16 garibaldini dei Mille; quest’ultima, naturalmente in proporzione, è molto più rara di quella di Palermo.

   Per quanto riguarda invece questa di Mantova  (e provincia) il  Sig. Mais ci conferma che consultando l’elenco dei Mille  della zona di Mantova (naturalmente viventi al 1910) il numero dei garibaldini dei Mille che la ebbero dovrebbe essere solamente di sei.

   Altra notizia che confermerebbe l’estrema rarità di questa medaglia si può dedurre da queste ulteriori notizie:

1°   la suddetta non risulta pubblicata in nessun catalogo delle medaglie di Garibaldi (come nel “Sarti” del 1933 ecc,)

2°  nel lungo periodo di oltre 50 anni il Mais stesso dichiara di non averne mai avuta notizia, né nella stampa specializzata, né nei moltissimi convegni numismatici da lui frequentati.

   Il nostro amico sarebbe particolarmente grato a tutti coloro che potessero fornirgli qualche notizia in merito

Medaglia AG 1910 opus Donzelli diametro mm 30

     L’occasione per il primo incontro tra i Soci delle due Associazioni garibaldine, italiana e tedesca, è avvenuta nella ricorrenza del 30 Aprile 2018 , nel 169° anniversario della famosa battaglia del 1849, simbolo della Resistenza della Repubblica Romana all’assedio che sancì la sua definitiva caduta. La Delegazione tedesca era rappresentata dal Presidente Dr. Thilo Fitzner, accompagnato dalla moglie Gertrud (simpatizzante); dal vice-Presidente Lothar Hillenbrand e dalla moglie Birgit (esperta in uniformi e cavalli); dalla Signora Walburga Pilch (responsabile per la stampa) e Wolfgang Binder (esperto in navigazione). Per l’Italia erano presenti: il Presidente, Arch. Paolo Macoratti; il Presidente Onorario Dr. Maurizio Brigazzi accompagnato dalla moglie Prof.ssa Laura Mereu (simpatizzante); la Segretaria Sig.ra Monica Simmons; la Prof.ssa Silvia Mori (interprete); Maurizio Santilli (Consiglio Direttivo); Prof.ssa Orietta Citoni (Collegio dei Revisori); Dott.ssa Enrica Quaranta (conduzione cerimonie); Arch. Gianni Blumthaler (fotografia); Prof. Carlo Felici (storia); Sig. Stefano Dini; Giuseppe Musacchio (simpatizzante).

     Domenica 29 Aprile i membri delle due Associazioni hanno visitato il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina del Gianicolo e parte dei luoghi delle battaglie che si svolsero nei pressi di Porta San Pancrazio tra maggio e giugno 1849. Un pranzo conviviale alla cantina del Castello di Torre in Pietra, nei pressi di Roma,  ha terminato la mattinata, favorendo la socializzazione tra i membri delle due rappresentanze. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita della collezione garibaldina del Socio Onorario Leandro Mais, durante la quale la delegazione tedesca, accompagnata anche dalla moglie di Mais, Sig.ra Maria Pia Rosati, ha potuto ammirare alcuni pezzi importanti della raccolta, e apprezzare gli omaggi che il Sig. Mais ha voluto donare in segno di amicizia ad ogni componente della delegazione.

     Lunedì 30 Aprile si è svolta al Sacrario dei caduti per Roma la celebrazione del 169°della battaglia del 1849, alla presenza dell’Associazione Nazionale Garibaldina, dell’Istituto di Studi Internazionali Giuseppe Garibaldi e rappresentanze di altre associazioni, con la partecipazione del Picchetto armato dei Granatieri di Sardegna in uniforme storica e della Fanfara della Polizia di Stato a cavallo. Sono intervenuti: l’Assessore alle politiche educative e scolastiche del XII Municipio di Roma Capitale, Avv. Fabiana Tomassi – La Dott.ssa Mara Minasi, responsabile del Museo della R.R. e del Sacrario dei caduti per Roma, il Presidente della “Garibaldi Gesellschaft Deutschland”, Dott. Thilo Fitzner, il Presidente dell’Ass. Garibaldini per l’Italia, Arch. Paolo Macoratti, la Presidente dell’Ass. Naz. Garibaldina, Sig.ra Maria Antonietta Grima Serra, il Direttore dell’Ist. di Studi Internaz. G. Garibaldi, Prof. Franco Tamassia.

     Saldare l’amicizia tra i popoli europei nel segno di Giuseppe Garibaldi, esempio di grande onestà, umanità e umiltà, come è stato ricordato nell’intervento del Dott. Fitzner, è compito di tutti coloro che credono nei valori più alti del progresso umano; valori che è  indispensabile possedere in questa epoca tormentata da guerre e minacce di guerre.

PREMIAZIONE CONCORSO ALBERTO MORI

5° ANNO

L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, IN  OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 169° ANNIVERSARIO  DELLA BATTAGLIA DEL 30 APRILE 1849 IN DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA, PROMUOVE, IN COLLABORAZIONE  CON IL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, L’INIZIATIVA DEDICATA ALLA SCUOLA

SCUOLE ROMANE PARTECIPANTI

Scuola Media  – “Dante Alighieri” – Classe III Sez. I

Scuola Media – “G.G. Belli” – Classe III Sez. F

Si ringraziano:

la Responsabile del Museo della Repubblica Romana e del Mausoleo Ossario Gianicolense, Dott.ssa Mara Minasi

 le insegnanti della Scuola Alighieri: Marisa De Felice e Silvia Mori

gli insegnanti della Scuola Belli: Carlo Felici e Silvia Spina

I soci, per la presenza e la partecipazione: Monica Simmons, Orietta Citoni Stefano Dini, Carlo Felici, Enrica Quaranta

La Commissione giudicatrice, presieduta dalla Prof.ssa Orietta Citoni e composta dal Presidente dell’Associazione Arch. Paolo Macoratti, dalla Segretaria Monica Simmons e  dalla Dott.ssa Enrica Quaranta, ha riscontrato negli allievi interesse e partecipazione agli avvenimenti storici, narrati sia attraverso le lettere scritte dai personaggi del tempo, sia durante la visita al Museo e ai luoghi delle battaglie in difesa della Repubblica Romana. Interesse e partecipazione dimostrati anche durante la premiazione del Concorso che si è svolta il 26 Aprile al Mausoleo-Ossario dei caduti per Roma del Gianicolo. Riteniamo doveroso sottolineare il merito e il valore degli Insegnanti che hanno reso fertile un terreno su cui è stato più agevole poter seminare informazioni e valori legati al nostro Risorgimento.

I Garibaldini per l’Italia ringraziano gli alunni della Dante Alighieri per il prezioso quadro che hanno voluto donare all’Associazione in segno di gratitudine, consegnandolo nel giorno della premiazione al Presidente Macoratti

  Si riportano alcuni passi dei componimenti premiati:

ISTITUTO DANTE ALIGHIERI – CLASSE III SEZ I

 3° CLASSIFICATO – Tiziano Santarelli – Lorenzo Lemmi

Ora ti devo parlare di un avvenimento terribile…..ieri c’è stato l’attacco dei Francesi e il nostro amato generale Garibaldi ha perso tutti i suoi ufficiali. Tra questi  è morto anche il maggiore Angelo  Masina che dicevano fosse il più bravo e anche l’aiutante di campo. Inoltre ieri mi sono affacciato da porta San Pancrazio e da lì si potevano vedere   i corpi dei morti accatastati come se fossero legna da ardere…La mitraglia ha ucciso molte compagnie; alcuni valorosi e infaticabili medici che lavorano nei nostri ospedali mi han detto che i feriti son sopra ai duemila; e questo è solo l’inizio…

 2° CLASSIFICATO – Martina Ottaviani – Pontirolli Enzo

Nei giorni di venerdì e sabato un grande squarcio fu aperto nelle antiche mura. E così è rimasto ieri e oggi tanto che i nostri ci ergono barricate. Non so se è di tua conoscenza che le storiche mura del Gianicolo, così alte all’esterno risultano invece basse nel lato interno a causa del terrapieno. Per scalarle ci vorrebbero forse diecimila uomini, ma la Francia vuole di certo risparmiare tante perdite umane e ordina quindi di costruire un terrapieno esterno che raggiunga il lato più alto delle nostre mura. Il loro scopo è appunto di abbatterle risparmiando uomini e forze. Altri danno per vero che sia in costruzione una via sotterranea per raggiungere e distruggere i nostri terrapieni e la cinta muraria e le nostre armi più preziose…

  1° CLASSIFICATO – Veronica Settimi – Daniele Strano

Non so dove andranno le nostre truppe che sono partite con il Generale Garibaldi uscendo da  Porta San Giovanni e trascinandosi 18 pezzi di artiglieria.

I danni provocati dai bombardamenti sono grandi.

 Gran parte della chiesa di San Pietro in Montorio ,con i bellissimi quadri di Raffaello ed il magnifico tempietto del Bramante, ha riportato danni gravissimi, e così molte altre chiese.

Dai Monti Parioli è partito il bombardamento più devastante, i colpi sono arrivati fino a piazza Colonna, alla contrada di Ripetta e San Carlo ma, per fortuna, nessuno di noi è stato colpito…

  

ISTITUTO G.G. BELLI – CLASSE III SEZ. F

 3° CLASSIFICATO – Bianca Cuppone

Caro figlio mio, sei ancora piccolo per leggere questa lettera, ma ho avuto l’idea di raccontarti questi fatti per condividere con te quest’impresa e quindi lasciarti un’eredità storica da tramandare nel tempo. Partendo dal presupposto che Roma è stata spesso oppressa dal Papato tanto amato dai Francesi, spero che questo giorno verrà ricordato per far capire alla gente italica, che volontari guidati da un “sogno” – fare di Roma una Repubblica e formare una Costituzione – sono più forti dell’esercito migliore del mondo, l’esercito francese….

 2° CLASSIFICATO – Caterina Mancini

Papà ho paura..ho visto ciò che accade nei campi di battaglia ed è un’esperienza che non augurerei neanche al mio peggior nemico; per fortuna non sono l’unico della mia età, ma anzi faccio parte di un gruppo numeroso. Il nostro compito è quello di spegnere le micce impedendo così lo scoppio delle bombe. La mamma non è ancora a conoscenza della mia scelta di partecipare alla lotta per la difesa di Roma; non voglio farla soffrire perché so che per una mamma non è facile accettare che il proprio figlio all’età di 14 anni possa mettere in pericolo la propria vita….

 1° CLASSIFICATO – Camilla Sabina Martinelli

Noi donne nei grandi memoriali o negli importanti libri di storia difficilmente vediamo il nostro nome accompagnarsi a racconti di eroiche gesta, men che meno di fatti d’arme e prodi imprese… Per il solo morivo che questa nostra repubblica di fratelli faceva paura a tutti e soprattutto a quel fifon tiranno del Papa che è andato a chiederne aiuto. Ma di cosa aveva paura? Di perdere il proprio potere temporale e sciogliere il canapo delle sue pecorelle? Secondo me , fin dal principio i Papi avrebbero dovuto solo evangelizzare ed essere i capi della Chiesa e nient’altro. Tutto questo per me è una grande afflizione, perché ormai della Repubblica Romana non resta che un vivido e magnifico ricordo, un sogno che non ha trovato la sua realizzazione. Amica cara, non allarmarti, non sono rassegnata, perché in queste parole di Garibaldi:” Dovunque saremo, colà sarà Roma”, c’è incoraggiamento e forza per l’avvenire e con queste parole ti saluto….

 

Cari amici, con questo  link  vogliamo ringraziare la nostra socia Annalisa Venditti per aver dato voce, attraverso la trasmissione di Raitre “Chi l’ha visto”, alla notizia del vandalico gesto avvenuto a Roma, all’interno del parco del Gianicolo, che ha danneggiato due busti dei Patrioti della Repubblica Romana del 1849: Melchiorre Cartoni ed Enrico Guastalla .

Ci uniamo all’appello lanciato da Carla Cartoni, pronipote di Melchiorre, per acquisire informazioni a riguardo.

https://www.facebook.com/chilhavisto/videos/10155978426973001/

L’associazione Garibaldini per l’Italia ringrazia il Comitato d’Onore dell’Associazione culturale “Gli amici di Righetto” per aver conferito al Presidente Paolo Macoratti  il PREMIO NAZIONALE RIGHETTO con la seguente motivazione:

Onora la gloriosa Repubblica Romana promuovendo e realizzando numerose iniziative (Il Presidente Roberto Bruni)

 

 

COMUNICATO STAMPA

La forza trainante

presentazione del libro di Paolo Macoratti

 Casa Domus Pastor – Via Aurelia 208 – Roma

venerdì 2 marzo 2018, ore 17.00

Roma, 19 febbraio 2018La forza trainante – Storie di uomini speciali e sogni realizzati a rischio utopia, Paolo Macoratti, Garibaldini per l’Italia Edizioni.

 Il libro ricorda, rievoca, testimonia e racconta con dovizia di particolari le interessanti e importanti vicende del noto neurologo Giorgio Albertini e del giornalista di chiara fama Mino Damato. Vicende formative e significative dal punto di vista etico, politico, sociale, culturale, civile e morale, riassunte in una biografia asciutta e potente, mai agiografica, nata per potenziare la memoria ed evidenziare i benefici effetti della loro azione.

 Nel volume, composto di 147 pagine, 36 illustrazioni di cui 30 a colori, sono raccontati i progetti, le esperienze di vita e di lavoro condivise dall’autore con questi due uomini che potrebbero a buon diritto essere definiti “garibaldini” del nostro tempo, per la loro indomabile energia combattiva, straordinariamente benefica, messa a disposizione dei bambini; di tutti quei bambini  bisognosi di cure materiali e spirituali. Percorsi umani, esempi positivi nati per cambiare una mentalità, una società dominata da una cieca e arida burocrazia che impedisce di soddisfare adeguatamente i reali bisogni dei cittadini più deboli.

 La presentazione prevede due relazioni a cura di Martina Albertini e Donatella Damato, oltre all’intervento dell’autore, Paolo Macoratti. Durante l’incontro saranno letti da Enrica Quaranta alcuni brani tratti dal libro

http://www.youtube.com/watch?v=3E_LYKmX4VY&t=58s

UN DOCUMENTO ORIGINALE DELLA NOSTRA STORIA AFFIDATO AI FAMOSI CERAMISTI DI GIEN

Collezione Leando Mais – Roma

Riprese fotografiche P.M.

 

L’enorme successo dell’impresa dei Mille ebbe anche un’ampia risonanza nella fantasia popolare. Oltre alle varie opere pittoriche dei vari episodi dell’impresa garibaldina nonché le più svariate riproduzioni dei fatti bellici nei libri d’epoca, si ebbe anche una particolare esecuzione degli stessi episodi in oggetti d’arte popolare  quali: Bicchieri, brocche, bottiglie, piatti ecc.

Un bell’esempio di quest’arte popolare è la serie di 12 piatti eseguiti dalla fabbrica “G G E C” della cittadina francese sulla Loira: GIEN – nota ancora oggi per la produzione di ceramiche artistiche.

Questa serie di 12 pezzi è molto difficile trovarla completa dato che la sua produzione è coeva ai fatti dell’impresa garibaldina. Ogni piatto (Ø mm 200) ha le seguenti caratteristiche: ceramica bianca con disegni ed ornamenti in blu intenso, bordo ricamato (mm 40) con vari soggetti guerreschi, quali: cannoni, spade, pistole, tamburi, trombe ecc. Al centro una scena dell’impresa (Ø mm 120) con la scritta, nella parte superiore,”GARIBALDI” e, in basso,  il titolo della scena  in lingua francese; sotto questo il numero del piatto da 1 a 12. Nel retro è inciso nella ceramica la sigla “B 6” mentre nel tondo, in stampa di colore blu, il marchio della fabbrica:”MEDAILLE  A L’EXPOSITION UNIVERSELLE DE 1855”. Al centro in due righe:”GIEN / GGEC”.

PIATTO n. 1  “DEBARQUEMENT DE GARIBALDI A MARSALA 11 MAGGIO 1860” – Questa scena dello sbarco a Marsala, seppur riprodotto in maniera molto elementare (da notare la mancanza dei due vapori “Piemonte e Lombardo”, raffigura l’episodio della prima tappa dell’eroica spedizione garibaldina

PIATTO n. 2  “COMBAT DE CALATAFIMI” – La scena della battaglia vittoriosa per le armi garibaldine  (15 maggio 1860) è descritta in maniera assai povera in quanto è completamente mancante la presenza dell’esercito napoletano e dei suoi cannoni.

PIATTO n. 3  “L’HEROINE DE CATANE” – Questo episodio di eroismo femminile (Giuseppina Bolognara di Barcellona Pozzo di Gotto, detta Peppa ‘a cannunera’) è in effetti un episodio  di sollevazione popolare contro i napoletani avvenuto a Catania il 31 maggio 1860 e quindi non attinente all’impresa dei Mille.

PIATTO n. 4  “BOMBARDEMENT DE PALERME PAR LA FLOTTE NAPOLITAINE” – Questo episodio, avvenuto a fine maggio 1860, è realizzato in maniera approssimativa ovvero da un’unica nave borbonica che bombarda la città (in effetti era tutta la flotta napoletana che faceva fuoco). Nello sfondo della scena è rappresentato il Monte Pellegrino. La città è stata presa d’assalto dai garibaldini di sorpresa il 27 maggio 1860.

PIATTO n. 5  “ENTREE DU GENERAL GARIBALDI A PALERMO” – La scena riprodotta (Garibaldi a cavallo con bandiera, acclamato dal popolo festante) non corrisponde al titolo ovvero “Entrata di Garibaldi a Palermo, poiché questa ebbe luogo il 27 maggio  con la sorpresa di Ponte dell’Ammiraglio seguita dai furiosi combattimenti entro la città fino alla resa borbonica avvenuta il 6 giugno. Per cui questo episodio dovrebbe essere inserito prima del precedente.

PIATTO n. 6  “COMBAT DE MILAZZO LE VAPEUR TUKERI FAIT FEU SUR LA CAVALERIE NAPOLITAINE” – Questo episodio illustrato in  maniera  non proprio esatta in quanto. La corvetta “Tukeri” (ovvero la ex borbonica “Veloce”) fece fuoco dal mare su Milazzo non  sulla cavalleria napoletana ma sul Forte di Milazzo dove era arroccata la truppa napoletana: La battaglia di Milazzo avvenne nei giorni 20 -21 luglio 1860. Sarebbe stato molto più noto se fosse stato riprodotto l’episodio del 21 luglio che vide l’Eroe  appiedato difendersi a sciabolate contro un nutrito gruppo di cavalleria  napoletana dal quale poté salvarsi per il tempestivo intervento di Missori e Statella.  

PIATTO n. 7  “ENTREVUE DU GENERAL GARIBALDI ET DU GLE NAPOLITAIN LAETIZIA” –  Anche quest’episodio avvenuto il 30 maggio fa parte dei fatti preliminari alla resa e conseguente partenza delle truppe borboniche da Palermo (quindi dopo il piatto 4) . Dopo i cruenti scontri nelle vie di Palermo le truppe borboniche furono  costrette a ritirarsi e l’unica rabbiosa reazione fu quella di bombardare dal mare la città. Ma anche questo inumano espediente si rese inutile; e il Comando nemico, nonostante la superiorità  delle forze disponibili,  decise di venire  a patti col “filibustiere” Garibaldi. Quest’incontro  (che nel piatto è illustrato sulla riva del porto di Palermo) ebbe successivamente  il definitivo accordo delle parti sulla nave Ammiraglia inglese “Hannibal” il cui comandante Mundy si prestò quale neutrale arbitro delle parti. 

PIATTO n. 8  “PRISE DE REGGIO EN CALABRE” – In questa scena è riprodotto lo sbarco via mare di Garibaldi e delle sue truppe a Reggio Calabria, la cui battaglia avvenne il 31 agosto 1860. Fu uno scontro sanguinoso a cui prese parte anche il popolo calabrese. Durante la lotta rimase ferito anche il gen. Nino Bixio

PIATTO n. 9  “ENTREE DU GENERAL GARIBALDI A NAPLES LE 7 7BRE 1860” – La scena di questo piatto  riproduce l’ingresso di Garibaldi a Napoli in carrozza scoperta con accanto il Col. Cosenz e di fronte a lui Fra Pantaleo. Per esattezza  erano presenti anche Nullo e Bertani. Come illustrato nel piatto Garibaldi entrò in Napoli precedendo da solo le sue truppe, acclamato festosamente dal popolo napoletano.

PIATTO n. 10 “COMBAT SUR LES BORDS DU VOLTURNE” –  Questa del Volturno è l’ultima e più aspra battaglia vittoriosa delle armi garibaldine: 1 – 2 ottobre 1860. Questa battaglia, per la sua complessa e difficile posizione ed estensione, fu uno dei capolavori di strategia militare del Gen. Garibaldi e dei suoi eroici volontari. Naturalmente la realizzazione dell’ episodio in questo piatto ci da semplicemente la veduta in primo piano di alcuni garibaldini al fuoco; davanti a loro scorre il fiume Volturno.

PIATTO n. 11 “VICTOR EMMANUEL AU COMBAT D’ISERNIA” –  Questo episodio dedicato al “combattimento d’Isernia” con la presenza del Re Vittorio Emanuele II alla testa dell’esercito piemontese è errato. Infatti la battaglia per La presa di Isernia da parte dell’esercito piemontese  avvenne il 20 ottobre 1860, mentre l’ingresso  di Sua Maestà nella città conquistata avvenne il 22 ottobre 1860. Essendo quest’episodio inerente l’esercito regio, non farebbe parte della tematica  di questa serie di piatti dedicata a Garibaldi.

PIATTO n. 12 “ENTHOUSIASME DES NAPOLITANES A LA VUE DE VICTOR EMMANUEL “Quest’ultimo piatto della serie “Garibaldi” riporta l’episodio dell’ingresso di Vittorio Emanuele II a Napoli (7 novembre 1860) in forma errata. Tutti sanno che il Re entrò in Napoli in carrozza, accompagnato dal Gen. Garibaldi. E’ molto curiosa questa illustrazione del Re piemontese sul cavallo  bianco.

Aggiungo una considerazione in nota critica alla scelta degli episodi riguardanti questa artistica produzione. Considerando la popolarità della celebre Campagna garibaldina del ’60 è da notare la mancanza di famosi episodi. Cito per esempio l’assenza della partenza da Quarto. Nel piatto n. 5, come su detto, sarebbe stato più idoneo illustrare l’ingresso in Palermo sul Ponte dell’Ammiraglio. Del piatto n. 6 ho già accennato alla scena molto più nota che avvenne a Milazzo. Dal piatto n. 7 (incontro di Garibaldi col Gen. Letizia) si arriva direttamente all’episodio della presa di Reggio Calabria  (piatto  n. 8); qui  notiamo almeno la mancanza dell’episodio del passaggio dello stretto o l’arrivo a Melito di Porto Salvo dei due vapori “Washington e Torino”. L’illustrazione del piatto n. 10 poteva raffigurare uno dei più noti episodi della battaglia del Volturno: scontro ai Ponti della Valle. Per quanto riguarda l’illustrazione del piatto n. 11 questo doveva non essere presente ma al suo posto penso che sarebbe stato più giusto mettere il famoso “Incontro di Teano – 26 ottobre 1860”. E’ da tenere presente che questi “errori storici” sono dovuti alla realizzazione dei piatti in tempi quasi coevi all’avvenimento stesso, per cui ne apprezziamo la storicità per il fatto che siano stati realizzati in contemporanea.

Leandro Mais

                                                                                                                                                                       Immagine foto-realistica dell’Arco dei Quattro Venti a Roma

 

di Leandro Mais

ROMA -  NATALE 2017

In questi giorni freddi e piovosi di Dicembre in Roma, ho visto ferma nella Piazza del Campidoglio una slitta con un enorme pacco, e quattro renne: ma dove era Babbo Natale? E che cosa conteneva quell’enorme pacco abbandonato? E perché era lì fermo, e chi aspettava?

Sono tornato a casa e misteriosamente ho trovato seduto in poltrona un vecchio Babbo Natale che mi ha raccontato questa storia. Caro Signor Leandro come lei mi aveva ordinato tre anni fa ho portato il suo regalo al Comune di Roma, ma fino ad oggi il suo voluminoso dono non è stato ritirato e le renne con il pacco stanno aspettando sulla Piazza del Campidoglio qualcuno che lo venga a prenderei. Dato che io ho molti impegni e pensando che forse lei lo vorrà donare ad altro indirizzo sono venuto per sapere cosa ha deciso in merito. Poi, prima che io potessi rispondere alla sua domanda mi ha chiesto cortesemente se potevo dirgli cosa contenesse il mio voluminoso dono.

In maniera molto breve gli risposi che, avendo raggiunto quasi la sua età, avevo pensato di donare ai cittadini romani la mia collezione (raccolta in più di 50 anni di ricerche) su quel grande personaggio che dedicò tutta la vita  per ridare al popolo di Roma e a Roma stessa la grandezza che aveva avuto nei secoli passati: Giuseppe Garibaldi. Alla mia idea si univa anche la generosità di un mio amico architetto che avrebbe gratuitamente indicato in un progetto lo spazio necessario ad accogliere l’intera collezione, oltre alla ricerca di sponsor che ne avrebbero finanziato la realizzazione.

Il buon vecchio barbuto mi guardava in silenzio con aria meravigliata, ma quando aggiunsi un particolare di come era iniziata tutta la storia (marzo 2015), e cioè che la precedente Amministrazione Comunale avrebbe dato la disponibilità ad inserire nel manufatto esistente sul Gianicolo (l’Arco dei Quattro Venti da, diversi anni inutilizzato) un MUSEO GARIBALDI da realizzare col materiale della donazione, sgranò i suoi grandi occhi azzurri. L’encomiabile proposta della precedente Amministrazione faceva ben sperare in una rapida soluzione. Una volta tanto si poteva vedere realizzata un’opera culturale in un luogo appropriato storicamente (perché il luogo era quello dove si combattè l’ultima pugna cruenta della Repubblica Romana del 1849).

 A chiusura del discorso dissi a Babbo Natale queste ultime parole:” finalmente il popolo di Roma nonché gli Italiani e il Mondo tutto avrebbero potuto avere con nessuna spesa la possibilità  di visitare un Museo completamente dedicato all’Eroe dei Due Mondi. Ma il vento della politica portò un cambiamento di pensiero e tutto rimase un sogno non più realizzabile. A queste mie ultime parole il  buon vecchio risgranò gli occhi e gridò: ”No! Non è possibile”..; dopo di che la sua presenza svanì dalla mia vista, ma l’ultima immagine fu quella della michelangiolesca piazza del Campidoglio deserta: le renne col grande pacco non c’erano più ed io mi svegliai. Capii allora che avevo rivisto in sogno una realtà veramente vissuta negli ultimi tre anni e che si era tristemente conclusa negli ultimi giorni di fine anno.

Ringraziamo il collezionista e ricercatore Leandro Mais per averci dato la possibilità di pubblicare alcune preziose immagini disegnate dal vero degli ultimi combattimenti tra i difensori della Repubblica Romana e l’esercito francese,  prima dell’ ingresso di quest’ultimo nella città eterna..

 

ROMA 3 LUGLIO 1849: ENTRANO I GALLI BOMBARDATORI

          Mentre ancora fumano le rovine delle ville gianicolensi e delle mura Aureliane, dove si è consumata l’ultima sanguinosa pugna fra i difensori Repubblicani di Roma e l’esercito imperiale di Napoleone “il piccolo”, e i cadaveri degli eroici caduti ancora giacciono insepolti, nella via del Corso, al n° 142, il signor Pietro D’Atri (negoziante di stampe di vedute di Roma e dintorni) ha preparato un Album ricordo da vendere ai nuovi padroni vincitori. Con idea molto intelligente e furba ma altamente spregiudicata il signor Pietro prepara (proprio nell’ultimo giorno dell’assedio) per i nuovi vincitori un ricordo dell’assedio costituito da 7 acqueforti inserite alle ultime pagine dell’album suddetto nel cui frontespizio è scritto: “NUOVA RACCOLTA /  DELLE PRINCIPALI VEDUTE /  DI ROMA ANTICA E MODERNA / CON  LE RUINE DELLA GUERRA / DISEGNATE DAL VERO L’ANNO 1849” Roma presso Pietro D’Atri – via del Corso N° 142 (foto 1)

Le sette incisioni dell’assedio misurano mm 160 x H mm 130. Tutte hanno in alto la dicitura in francese: “ROME”, mentre in basso vi è il titolo, il nome dello stampatore  e l’indirizzo sempre in francese (tradotti in italiano). In sequenza:

Foto 2 – Rovine della Porta S. Pancrazio e l’entrata delle truppe francesi a Roma il 1° luglio 1849 (n.b. la data esatta dell’ingresso  dei francese è il 3 luglio)

Foto 3 –  Villa Spada presa dai francesi il 30 giugno 1849  – Disegnata lo stesso giorno sulla linea del combattimento

Foto 4  – Le rovine di S. Pietro in Montorio il 29 giugno 1849 – disegnata dal vero

Foto 5  – Presa della batteria sulla difesa delle mura Aureliane il 30 giugno 1849

Foto 6 –  La difesa di Roma il giorno 3 giugno 1849 a Porta S. Pancrazio – disegnata lo stesso giorno sulla linea del combattimento

Foto 7 –  Presa dell’ultima breccia da parte dei francesi il 29 giugno 1849

Foto 8 –  Decimo assalto dato da parte dei francesi  alla città di Roma durante la notte dal 29 al 30 giugno 1849

   Le sette interessanti incisioni sono state sempre trovate nel mercato antiquario come tavole sciolte , mentre invece si trovano inserite alle ultime pagine di un Album di 51  vedute di Roma e dintorni, come posso affermare essendo venuto in possesso di un esemplare di detto Album proveniente dal mercato antiquario londinese    

                                                                                                   Leandro Mais

 

 

 

 

Tra le varie azioni di sconfinamento compiute dai garibaldini durante la Campagna dell’Agro Romano del 1867, è degna di essere ricordata quella avvenuta il 19 ottobre 1867 a Farnese, ove caddero tre volontari di Massa Marittima: Ettore Comparini, Rocco Grassini e Natale Capannoli.

Con una cerimonia semplice e bene coordinata dal Dott. Mario Di Sorte, alla presenza del Sindaco di Farnese  Massimo Biagini, del sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini, di Guglielmina Clarici e del Prof. Nicola Terracciano Presidente del Comitato provinciale di Caserta dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, si è voluto ricostruire quel momento storico in cui tanti giovani Italiani, animati dalla speranza di far parte di una Patria comune, affrancata dal dominio temporale dello Stato Pontificio, avevano sacrificato le loro vite per giungere insieme a Garibaldi alla meta delle mete: Roma!

L’Associazione Garibaldini per l’Italia ha accolto con vivo piacere l’invito rivoltole dal Sindaco Massimo Biagini e ha partecipato all’evento con una rappresentanza formata dal Presidente  Paolo Macoratti, dal vice Presidente Arturo De Marzi, dalla Segretaria Monica Simmons, e dai soci Maurizio Santilli e Antonio Iadevaia.

La cerimonia è stata accompagnata dal passaggio di un aereo che ha lasciato una scia tricolore durante la deposizione dell’omaggio floreale in onore dei caduti, e dal bel canto della Compagnia delle lavandaie della Tuscia diretta dal soprano Simonetta Chiaretti, in costume dell’800, che ha trasmesso ai presenti sentimenti patriottici e popolari, troppo spesso dimenticati.

150° Campagna dell’Agro Romano

1867 – 2017

VILLA GORI – 23 OTTOBRE ore 10,30

ASS. GARIBALDINI PER L’ITALIA 

E

A.N.G. ASS. NAZ. GARIBALDINA – IST. INTERNAZ. DI STUDI G. GARIBALDI

1868 – Dedica scritta e firmata da Giovanni Cairoli (Collezione Leandro Mais – Roma)

http://www.youtube.com/watch?v=a8bm4VUgW8U

http://www.youtube.com/watch?v=PclvYG4gnk8

http://www.youtube.com/watch?v=ODl488VnyZo

da VOLONTARIO

a   COSPIRATORE

         memorie di Umberto Macoratti

 

      a cura di  Paolo Macoratti

  

La storia di un volontario della Grande Guerra, saldamente legato ai valori risorgimentali, narrata attraverso memorie, lettere e documenti inediti di avvenimenti del secolo scorso, di cui fu testimone e protagonista: dalle prime rivendicazioni sindacali delle filandiere friulane del 1910, a pagine inedite della Prima Guerra Mondiale; dall’attentato a Mussolini del 1925, alla guerra d’Africa del 1936; da alcuni episodi della Resistenza Romana del 1943, ai movimenti per la Pace degli anni ’50 e ’60.

       Nel libro (211 pagine, 100 illustrazioni in b/n, 223 nomi citati, 180 note) sono presenti argomenti di particolare interesse storico:

 la breve storia del movimento antifascista d’ispirazione garibaldina denominato “Italia Libera” (1924);  le descrizioni del fallito attentato contro Mussolini del 4 Novembre 1925 (con pagine dedicate ai rapporti tra l’autore delle memorie, l’On. Tito Zaniboni, ideatore del complotto, e il delatore Carlo Quaglia), oltre al racconto delle udienze del Tribunale Speciale e del Consiglio di Disciplina Militare. Inoltre, accenni ai primi anni del dopoguerra repubblicano: le conferenze mondiali del movimento dei “Partigiani della Pace”, dei “Cristiani progressisti” e quelle nazionali e internazionali del movimento cattolico “Pax Christi”.

https://www.youtube.com/watch?v=gDld6XDRU7w&t=221s  (prima presentazione – 18 Agosto 2017)

https://www.radioradicale.it/scheda/531899/presentazione-del-libro-da-volontario-a-cospiratore-memorie-di-umberto-macoratti-di   (seconda presentazione – 27 Gennaio 2018))

 

 

 

 

 

 

 

 

 

            Una serata calma, illuminata dalla luna.

Al Sacrario dei caduti per Roma di via Garibaldi al Gianicolo, è stato ricordato ieri quel 6 luglio del 1849 in cui si spense, giovanissimo,  Goffredo Mameli, autore dei versi del nostro Inno Nazionale.  Una memoria che acquista maggior valore in quanto celebrata nel luogo stesso ove riposano i suoi resti mortali.

            Ci chiediamo spesso quanto interesse possa ancora suscitare nelle giovani (e meno giovani) generazioni la memoria di un passato così glorioso e dimenticato, come quello della Repubblica Romana del 1849, in cui operò, combatté e morì Mameli. L’interesse nasce dalla conoscenza, e se questa conoscenza di base non viene sollecitata continuamente, se i giovani non vengono coinvolti nelle scuole e nei musei, si perderà quel filo diretto con il passato che ci permette di affrontare con più consapevolezza il nostro ruolo nella storia d’Italia e d’Europa, dell’oggi e del domani.

            Non possiamo però permetterci di affidare questo compito esclusivamente alle associazioni culturali o a singoli funzionari pubblici di buona volontà, che si son fatti carico del problema per spirito di servizio. La politica deve intervenire e risolvere questo nodo cruciale: promuovere lo studio costante del nostro Risorgimento e i valori di altissimo spessore umano e spirituale in esso contenuti; degli uomini e delle donne  che hanno costruito le basi ideali della nostra esistenza. In quest’ottica è in corso la raccolta firme per inserire lo studio del Risorgimento nella Scuola Primaria https://www.change.org/p/ministro-della-pubblica-istruzione-smarrimento-identit%C3%A0-nazionale-il-risorgimento-%C3%A8-scomparso-dalla-scuola-primaria?recruiter=57872434&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg )

            L’iniziativa di Mara Minasi, responsabile del Museo della Repubblica Romana e del Mausoleo-Ossario Gianicolense, ha confermato questa tendenza e ci ha regalato, con la passione che contraddistingue i suoi interventi, pagine indimenticabili scritte da Mazzini e Garibaldi sul giovane Goffredo. Parole che ci allontanano momentaneamente dal profondo sentimento di distacco dalle istituzioni, da una classe dirigente sorda e inattiva, attenta più ad esistere che a fare, e ci incoraggiano a continuare nel doveroso cammino di volontariato che la nostra associazione ha intrapreso da tempo.

            Un sentito ringraziamento va al duo Gabriella Antonucci e Marco Quintiliani che hanno magistralmente accompagnato, con parole e musiche risorgimentali, le acute considerazioni della relatrice sull’importanza della memoria storica della Repubblica Romana e della sua Costituzione, faro indiscusso del nostro attuale ordinamento istituzionale, ma anche un plauso alla Minasi per  l’impegno e le capacità organizzative, unite alla carica passionale che trasmette con indubbia efficacia all’ascoltatore.

p.m.

  

      Il 13 giugno 2017 è stata ricordata a Roma, di fronte l’erma di Colomba Antonietti, la storia e la drammatica fine della giovane patriota italiana. Di questa celebrazione si son fatte carico non certo le Istituzioni, latitanti su vari fronti, tra cui, più consistente e colpevole, quello della storia, ma due donne romane, Cinzia Dal Maso e Annalisa Venditti, madre e figlia, promotrici da qualche anno di un percorso culturale di alto valore simbolico (vedi 2016 : http://www.garibaldini.org/?s=colomba+antonietti&search=).

Con la passione e l’amore per tutto ciò che può risvegliare in noi sentimenti sopiti di un passato denso di altissimi valori umani e civili, Cinzia e Annalisa ci hanno riportato indietro di 168 anni, trasmettendo ancora una volta alle nostre coscienze che le  energie materiali e spirituali debbono necessariamente convergere verso ciò che di meglio è stato seminato fino ad oggi, e che ancora ha bisogno di essere valorizzato, per fortificarci e difenderci dagli attacchi di una falsa modernità, che vuole ridurci, come diceva Mazzini, a “macchine calcolatrici”.

Dobbiamo dunque essere grati a Cinzia Dal Maso e Annalisa Venditti e verso  chi, oggi, persegue questo obiettivo con gratuità, senza onori e senza gloria, ma con lo spirito del servizio e del dovere. Grati anche per aver inserito nel programma la voce di uno dei tanti – oggi sconosciuti - personaggi del nostro Risorgimento, Candido Augusto Vecchi, che fu testimone oculare della morte della giovane Colomba; il brano, tratto da La Italia-Storia di due anni 1848 – 1849” è stato letto da Paola Sarcina, direttore artistico del festival internazionale Cerealia. Chi era Candido Augusto Vecchi? Non certo un personaggio di secondo piano: iscritto alla Giovine Italia, conobbe Mazzini a Parigi; partecipò alla Prima Guerra d’Indipendenza e fu eletto deputato alla Costituente Italiana della Repubblica Romana del 1849; fu aiutante di campo di Garibaldi nell’Impresa dei Mille (1860) a Milazzo e al Volturno. Nel 1866 fu promosso Colonnello. Fu deputato del Regno d’Italia dal 1861 al 1865 e ospite di Garibaldi a Caprera negli ultimi anni della sua vita. 

Come lo scorso anno, la rivista telematica di cultura “Specchioromano.it” ha conferito il Premio Colomba Antonietti  a due donne che si siano distinte per il loro impegno  nella diffusione della storia e degli ideali risorgimentali. In questa edizione la targhe sono state consegnate a Mara Minasi, responsabile del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Roma Capitale e del Mausoleo Ossario Gianicolense, e di Maria Antonietta Grima Serra, Presidente dell’Associazione Nazionale Garibaldina. E’ stato inoltre donato alle premiate, come simbolo della femminilità combattente di Colomba Antonietti, un foulard disegnato dalla stilista romana Vanessa Foglia, ideatrice del marchio Abitart, da anni impegnata nel sociale e nella valorizzazione culturale.

La donazione ai presenti del “Pane di Colomba” – realizzato per Cerealia dal panificio Panella, e la deposizione di un mazzo di fiori accompagnata dal “silenzio”, suonato da un bersagliere dell’Esercito Italiano, ha concluso questa breve ma sempre intensa memoria cui hanno partecipato alcuni membri della nostra Associazione.

 

VIVA LA REPUBBLICA!

..e memoria di tutti coloro che si sono battuti per Lei, dal Risorgimento ai nostri giorni,

..e riconoscenza a tutti coloro che ancora la difendono

 

Ma il 2 giugno è anche il giorno in cui moriva un grande uomo : Giuseppe Garibaldi. Per ricordarlo, riportiamo due pensieri pervenuti in redazione da Gianni Fazzini e dal Gruppo Laico di Ricerca

 

“In questa giornata, un ricordo mesto e deferente – ma orgoglioso di Lui e della sua azione – va all’Eroe dei Due Mondi, che è sempre vivo e presente nella nostra Storia e coscienza di Patria.

Con orgoglio garibaldino 

Gianni Fazzini

 

Il 2 giugno 1882 muore nella sua casa nell’isola di Caprera (Olbia-Tempio Pausania) dopo una breve malattia GIUSEPPE GARIBALDI (74 anni) patriota Risorgimentale condottiero rivoluzionario  uomo politico e Padre della Patria. Fu Padre e difensore della Repubblica Romana del 1849.

Noto anche con l’appellativo di “Eroe dei due mondi” per le sue imprese militari compiute sia in Europa sia in America Meridionale è la figura più rilevante ( insieme a Mazzini e a Cavour) del Risorgimento e protagonista controverso dell’unificazione italiana. Lo scrittore francese Victor Hugo ( 1802- 1882) che lo conobbe scrisse di lui:

“Garibaldi cos’è Garibaldi? E’ un uomo niente altro che un uomo. Ma un uomo in tutta l’accezione sublime del termine. Uomo della libertà uomo dell’umanità. ”Vir“ direbbe il suo compatriota Virgilio.”

La popolarità di Garibaldi la sua capacità di sollevare le folle e le sue vittorie militari diedero un contributo determinante all’unificazione dello Stato italiano premiandolo con una popolarità enorme tra i contemporanei – solo a titolo di esempio si possono citare le trionfali elezioni (nel 1860 poi nel 1861 al Parlamento subalpino e poi italiano e nel 1874 eletto deputato del Regno d’Italia) e il trionfo che gli venne tributato a Londra nel 1864. Numerose furono anche le sconfitte fra le quali particolarmente brucianti furono quelle di Roma (1849) dell’Aspromonte (1862) e di Mentana (1867): queste ultime due lo opposero a una parte rilevante dell’opinione pubblica italiana che in tutti gli altri episodi della sua vita lo aveva grandemente amato.

Nonostante la sua profonda stima di Mazzini ( Garibaldi aveva iniziato la sua avventura di patriota subito dopo aver aderito alla Giovine Italia nel 1833) ebbe forti dissidi con lui circa l’atteggiamento da tenere nei confronti di Casa Savoia: infatti Garibaldi accondiscese a divenire sostenitore della monarchia sabauda ( pur essendo convinto repubblicano) finché questa dimostrasse di credere fermamente nella causa italiana e assumendo la guida dell’esercito piemontese contro l’Austria (1858-59).

Garibaldi pur ritenendo lecita l’uccisione di nemici in battaglia e traditori in tempo di guerra a partire dal 1861 si batté per l’abolizione della pena di morte proponendo varie volte una legge che la abolisse del Codice penale vigente. Un altro grande impegno di Garibaldi fu quello per la pace tra i popoli: nonostante le numerose guerre egli riteneva lecito usare la forza militare solo per liberare le nazioni e difendersi dai nemici manifestando altrimenti una forte convinzione pacifista e umanitaria.  Per questo avversò sempre con forza le mire espansionistiche coloniali che da subito animarono il giovane Regno d’Italia affermando che se l’italia avesse tolto la libertà e la sovranità ad un altro popolo egli avrebbe combattuto con lui contro gli italiani.

Garibaldi criticò le misure prese  contro il brigantaggio meridionale postunitario dal nuovo governo italiano come l’uso della legge marziale e la feroce repressione nonché la rigida estensione della leva militare obbligatoria piemontese al sud Italia che giudicava controproducente preferendo l’entusiasmo volontaristico che aveva animato i suoi eserciti. Nel 1868 scrisse all’attrice Adelaide Ristori: “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale temendo di essere preso a sassate essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio.”

Garibaldi  fu un grande amante della natura e degli animali: questo grande amore si palesò quando nel 1871 anno nel quale Giuseppe Garibaldi su esplicito invito di una nobildonna inglese lady Anna Winter contessa di Southerland incaricò il suo medico personale di costituire una Società per la Protezione degli Animali annoverando la signora Winter e Garibaldi come soci fondatori e presidenti onorari; oggi la società è nota come Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA). Attualmente l’ENPA è il più antico e importante ente di protezione e salvaguardia animale in Italia. In seguito a queste riflessioni e azioni animaliste Garibaldi divenne quasi vegetariano in tarda età e rinunciò alla caccia (che era stata una sua grande passione fin da giovane) in nome del rispetto della vita degli animali.

Garibaldi fu notoriamente uomo di costumi semplici e quasi vicino alla povertà non avendo mai in alcun modo approfittato in senso personale di vittorie militari e politiche e della fama straordinaria di cui godeva. Cercò di guadare qualcosa per vivere scrivendo libri e con il lavoro agricolo nella sua Caprera e usò lo stipendio di parlamentare per aiutare le famiglie dei reduci dei “Mille” che non avevano ricevuto nessun riconoscimento economico dallo Stato. E soprattutto conservò un forte tratto di umiltà e di rifiuto di apparire come “prima donna“: il 26 gennaio 1875 Garibaldi all’ età di 67 anni è a Roma per prendere possesso del suo scranno in Parlamento come deputato del Regno d’ Italia. Il giorno stesso del suo arrivo  giunge a Montecitorio accolto dai deputati della Sinistra con grandi applausi che s’ interrompono solo quando il generale pronunzia il giuramento. Poi chiamato al balcone dell’albergo in via San Nicola da Tolentino  dagli applausi scroscianti della folla e infastidito dall’eccessivo entusiasmo pronunciò la famosa frase: «Romani siate seri, seri, seri!».

Il 27 settembre 1880 Garibaldi si dimette dal Parlamento prevedendo la non attuazione dei suoi ideali politici e in segno di protesta si ritira  definitivamente a Caprera. Nella lettera di dimissioni dichiara che non intende più far parte dei «legislatori in un Paese dove la libertà è calpestata e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà ai gesuiti e ai nemici dell’ unità d’ Italia… Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita non questa miserabile all’interno e umiliata all’estero ed in preda alla parte peggiore della nazione.”

Ebbe tre mogli ( tra le quali spicca la prima ANITA GARIBALDI (1821- 1849) e sette figli.

 FORZA E ONORE!

 Gruppo Laico di Ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    La saggezza popolare ci ricorda, con il famoso detto “da cosa nasce cosa”, che la nostra vita è in continuo divenire: movimento legato alle nostre azioni, negative o positive che siano, e alle conseguenze che esse determinano. Ogni gesto, ogni iniziativa che parte dalla nostra volontà è dunque importante per modificare, e qualche volta trasformare, la realtà che ci circonda. Se ciò non avviene, tutto rimane immobile, e il tempo erode velocemente le cose visibili e invisibili  che la storia ci ha consegnato.

Il 7 agosto 2012 (http://www.garibaldini.org/2012/08/fratello-tra-i-fratelli/), grazie all’iniziativa di Cinzia Dal Maso e della discendente di Paolo Narducci, Mirna Verger, sostenuta dal marito Carlo De Angelis, è iniziato  un percorso di memoria che si è concluso il 6 maggio 2017 al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Porta San Pancrazio in Roma. Percorso di memoria che l’Associazione Garibaldini per l’Italia ha voluto sostenere e portare a compimento attraverso la donazione al suddetto Museo, ricevuta a sua volta dagli eredi del primo caduto della Repubblica Romana, della Corona mortuaria e dei quadri raffiguranti  Paolo Narducci e la madre Teresa Maciucchi.

Da cosa nasce cosa, dicevamo, e così è stato, malgrado la scomparsa del nostro indimenticabile Vice-Presidente Alberto Mori – presente nel 2012 alla tumulazione presso il Sacrario dei caduti per Roma dell’urna contenente i resti del Narducci – che ci ha spinto ad istituire in sua memoria un concorso dedicato alle scuole primarie, proprio in ricordo di quel 30 maggio 1849 in cui cadde il giovanissimo Tenente di artiglieria. Iniziativa che la Dott.ssa Mara Minasi, responsabile del Museo della Repubblica Romana , ha accolto con entusiasmo, guidando gli studenti nel percorso museale degli ultimi quattro anni.

E per iniziativa della stessa Mara  Minasi, lo scorso 6 maggio 2017, in una cerimonia semplice ma intensa in cui erano presenti gli attori di questo percorso di memoria storica,  le musiche risorgimentali ben eseguite dal duo Gabriella Antonucci – Marco Quintiliani e l’ode a Paolo Narducci declamata con energia dal Bersagliere Arnaldo Marini, i quadri e la corona di Paolo Narducci, egregiamente restaurati dalla Sovrintendenza Capitolina, sono stati finalmente esposti  alla cittadinanza. Così, le vicende di quegli anni rivoluzionari che furono il 1848-49 si arricchiscono di un’ulteriore esempio di virtù patriottica, altrimenti sconosciuta ai più, su cui le giovani e giovanissime generazioni potranno contare per arricchire la loro formazione.

Paolo Macoratti

Qui sotto il link dell’articolo di Maria Rosaria Spadaccino sull’edizione romana del Corriere della Sera

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_07/repubblica-romana-primo-cadutoera-ragazzo-neppure-vent-anni-1f28b004-3293-11e7-bf87-d76175960c8d.shtml

 

 

PREMIAZIONE CONCORSO “ALBERTO MORI”

 

L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, IN  OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 168° ANNIVERSARIO  DELLA BATTAGLIA DEL 30 APRILE 1849 IN DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA, PROMUOVE, IN COLLABORAZIONE  CON IL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, L’INIZIATIVA DEDICATA ALLA SCUOLA

SCUOLE ROMANE PARTECIPANTI

Scuola Elementare – Ist. Comprensivo “Via Crivelli”

Scuole Medie – “G.G. Belli” – “Cervantes”

In un clima di corale partecipazione alla celebrazione del 168° anniversario della battaglia del 30 Aprile 1849 – anticipata al 28 Aprile 2017 per favorire la presenza degli studenti - si è conclusa la quarta edizione del Concorso “Alberto Mori – garibaldino del terzo millennio“, dedicato alle scuole.    

Si ringraziano:

la Responsabile del Museo della Repubblica Romana e del Mausoleo Ossario Gianicolense, Dott.ssa Mara Minasi

 le Insegnanti della Scuola Primaria Crivelli: Anna Materiale, Silvia Racheli, Paola Gennero

 l’Insegnante della Scuola Secondaria di Primo Grado “Cervantes” Daniela Manna

 l’Insegnante della Scuola Secondaria di Primo Grado Carlo Felici e Giovanni Minichillo

I soci, per la presenza e la partecipazione: Monica Simmons, Orietta Citoni, Maurizio Santilli, Stefano Dini, Carlo Felici, Valentina Ferrante, e la socia Onoraria Cinzia Dal Maso

La Commissione giudicatrice, composta dal Presidente Paolo Macoratti, dalla Segretaria Monica Simmons e dalla Prof.ssa Orietta Citoni, ha riscontrato  l’ottimo livello degli elaborati, soprattutto per la variegata personalizzazione dei fatti di cronaca e degli avvenimenti storici. Sono risultate particolarmente interessanti: la descrizione storica puntuale, il racconto della guerra visto dalla parte dei Francesi, l’esaltazione dell’Eroismo e del sentimento, la partecipazione popolare, la determinazione degli assediati, le riflessioni sull’inganno del Generale Oudinot  e il Valore della conquista della libertà.

 Molte lettere scritte dai ragazzi si sono soffermate sull’atrocità della guerra. C’è stato anche chi ha “suggerito” ai Francesi che lo scontro con la R.R.  si sarebbe potuto risolvere pacificamente con la diplomazia. Questo problema è ancora attualissimo, se pensiamo alle guerre in atto e alle conseguenze inimmaginabili di un possibile conflitto nucleare; e molti ragazzi  hanno colto questo aspetto: la ricerca di una soluzione incruenta delle controversie internazionali! Il risultato di questa esperienza didattica è dunque un messaggio di pace e di speranza. Ringraziamo insegnanti e studenti per il prezioso contributo.  

Si riportano alcuni passi dei componimenti dei premiati:

SCUOLA “CRIVELLI”

 CLASSE V^ A

 

3° CLASSIFICATO                               GIORGIONI ADRIANO – RINNA GAIA

                                                           ” La prima a rispondere è stata la Francia che è sbarcata il 30 aprile con 15.000 uomini a Civitavecchia con la scusa di difenderla.  Il popolo, scoperto l’inganno, ha preparato la difesa con un certo Garibaldi che è intenzionato a difendere ad ogni costo la democrazia, la libertà, la Repubblica. So che, sempre lui, è riuscito a sconfiggere le truppe borboniche arrivate dai Castelli Romani”.

 2° CLASSIFICATO:                              SCOGNAMIGLIO BEATRICE – CARPI EMILIO

                                                              ”Cara Rosalinda, anche se siamo su due fronti diversi volevo farti le mie condoglianze per la morte di tuo marito. Ti assicuro che non è defunto invano: mi ha salvato la vita. Sento il dovere di raccontarti come è andata. Era la notte tra il 29 e il 30 aprile; quando sentimmo alcuni colpi di fucile. Il generale Oudinot incaricò me, François, Pierre e Jacques di andare a vedere cos’era successo. Uscimmo dall’accampamento e dopo aver percorso un centinaio di metri ci trovammo di fronte sette corpi senza vita e tre feriti, tra cui tuo marito Alfredo”.

 1° CLASSIFICATO                                CARPI EMILIO – MONACO TOMMASO

                                                          ” Il 30 aprile 1849 i Francesi ci attaccarono. Osservai impaurita la battaglia dalla finestra. Palle di cannone attraversavano il cielo come uccelli impazziti; le urla che si udivano erano così potenti e colme di dolore che sembravano i ruggiti di un leone colpito dalla pallottola di un bracconiere; il rumore delle palle di cannone e dei colpi di fucili che venivano sparati uniti al sangue che schizzava da tutte le direzioni creavano una tempesta infernale; insomma, per farla breve, era uno spettacolo orribile che non auguro a nessuno di vedere. Il campo di battaglia era pieno di soldati morenti e alla loro vista sentii forte dentro di me il richiamo di doverli aiutare: scelsi così di fare l’infermiera”.

 CLASSE V^ B

 

3° CLASSIFICATO                               MEZZANOTTE ISABELLA

                                                             “Se andrò nell’altra vita sarò felice per quello che ho fatto, perché non tutti hanno il coraggio di spegnere le micce delle bombe, e mi ricorderò sempre di Garibaldi, perché anche lui non ha dato poco, ha dato il massimo per la nostra libertà. Mi ricorderò per sempre di te, perché sei stata, e sei, una vera amica perché, quando eravamo piccole, mi aiutavi quando mi facevo male. Adesso, però, vorrei averti accanto a me perché la ferita è più grande e grave di quelle che mi facevo da piccola, ma la ferita più grande è non averti accanto”.

 2° CLASSIFICATO:                              LOPEZ TERESA

“I Francesi hanno appena bombardato Trastevere, hanno colpito l’ abitazione dove viveva il vostro figlio adottivo: anche a me dispiace tanto. Vostro figlio era scappato, vi ricordate, il primo maggio 1849: voi lo cercaste fino allo sfinimento. Lui era qui a Roma: io lo sapevo ma gli avevo promesso di non dire niente a nessuno, voleva solo combattere”.

 1° CLASSIFICATO -                            FIANCHINI ANNA

” Cara Michelle , amore della mia vita, mia stella del mattino, la notte scorsa il generale Oudinot ci ha fatto compiere uno scandalo così grande che rimarrà ricordato nella  storia come insulto contro la nostra popolazione. Dopo questo racconto non penso sarai molto orgogliosa di me, come neanch’io sono molto orgoglioso di me stesso.  Il generale Oudinot ci convocò tutti quanti a raccolta, chiedendoci di arrivare in divisa e con le armi in mano. All’ inizio non riuscivo a comprendere, poi capii tutto quanto: il generale voleva rompere la tregua di guerra attaccando gli Italiani a tradimento. Io non ero favorevole a questa azione ingiusta, ma non potevo oppormi alle scelte del generale o mi avrebbero condannato a morte”.

CLASSE V^ C

3° CLASSIFICATO                               DAMIANO SIMONE – NZAMWITSKUTSE AURORA

                                                           “Da quando siete partiti, sono cambiate tante cose qui, Roma non la riconoscereste più. Sono tutti indaffarati e corrono da una riunione all’altra per preparare il nuovo Governo. Il nostro Tricolore svetta da molte finestre e la gente è contenta di poter pensare di andare verso nuovi tempi. Non c’è abbondanza, ma ciò che c’è si divide e lo si fa bastare per tutti perché la condivisione è già un segno dei tempi che cambiano”.

 2° CLASSIFICATO:                              DE ANGELIS ALESSIO – KENJI STA ANA

                                                         “Ti vorrei qui con me a combattere contro i Francesi che premono contro le mura per ridare al Papa ciò che ci ha tolto. E’ fuggito, l’infame, ma ha fatto arrivare chi combatte per ridargli ciò che ritiene suo: non lo avrà! Qui combattano Uomini, Donne, Bambini perché non torni più chi li ha oppressi e sfruttati. Siamo stanchi e il cibo scarseggia ma il fervore della gente che respira e assapora Libertà ci sazia!”

 1° CLASSIFICATO -                            D’AMATO MARCO – FALCIANI CRISTIANO

                                                          “I combattimenti sono stati duri e aspre le perdite ma tutti hanno combattuto con coraggio nella convinzione che bisogna cambiare: anche il Papa ha tradito la parola, anche Lui s’è dimostrato Re e non Uomo! Il sangue versato ha il profumo della Libertà che regaleremo ai nostri figli che potranno avere diritti alla nascita che noi abbiamo dovuto riconoscere e conquistare”.

 

SCUOLA “CERVANTES”

3° CLASSIFICATO:                              CECIONI BERNARDO – MATTEI BERNARDO

“Stabilimmo una tregua fino al 4 giugno, ma loro attaccarono la notte del 3 conquistando il casino dei Quattro Venti che per tre volte riuscimmo eroicamente a conquistare e per tre volte fummo cacciati indietro. I francesi più forti di noi in numero e artiglieria riuscirono a sopraffarci. La fame qui è ricorrente e la morte ancor di più, corpi e corpi stesi nelle strade bombardate senza vita, senza un funerale degno, senza aver salutato i propri cari per l’ultima volta. Se solo i francesi si rendessero conto di quanta disperazione stanno portando nel nostro paese, capirebbero che per ottenere degli obiettivi non ci sarebbe bisogno di uccidere tante persone”.

 2° CLASSIFICATO:                              GRECO AURORA                                                    

“Carissimo Emilio Dandolo, ti scrivo questa lettera poco prima di morire, ho aspettato che tu uscissi per scrivertela, in modo che tu non mi potessi vedere. Se ti giunge questa lettera da Bertani, che assisteva alla mia morte, significa che stai per riandare in battaglia, a combattere per questo nostro sogno di una Roma repubblicana. Ti scrivo questa lettera per incoraggiarti a dare il meglio di te e combattere in nome mio e di tutta questa gente che sta perdendo la vita per proteggere quella di qualcun’altro. A parte questo ti auguro buona fortuna, e ti auguro di non fare la mia stessa cruda fine”.

 1° CLASSIFICATO:                              BALDI ELISA

                                                           ”I francesi hanno infranto l’accordo e nella notte tra il due e il tre giugno sono entrati nella città da Villa Corsini cogliendoci di sorpresa. Da lì la loro avanzata a forza di cannonate sulle mura aureliane e urbaniane è stata inarrestabile. Io, dopo la gloriosa vittoria del trenta aprile, mi ero illusa che noi volontari romani, stranieri, adulti, bambini, avremmo realmente fermato e vinto il più forte esercito al mondo, però mi sono dovuta arrendere alla sconfitta del nostro coraggio battuto dalla slealtà di gente senza onore. Sembrava quasi un sogno, un’utopia”.

SCUOLA  G.G. BELLI – III F 

  3° CLASSIFICATO:                  BRAMINI FEDERICO                                                 

Una vicenda che resterà accartocciata nelle pagine del libro del tempo, che scorrono veloci, è vero, ma non si cancellano. E chissà, forse qualcuno, tra molti anni, leggendo il libro della storia, troverà in un angolino della pagina questo messaggio indelebile. Che la libertà contorni un giorno la nostra vita, fratello mio, e state sempre attento a non farvene privare: è un valore che si conquista difficilmente e si perde con la leggerezza di un bene effimero. Pace e libertà fratello! ”                                        

2° CLASSIFICATO:                  CALDERONO MARCO                                                  

Cara Beatrice, non potendo andare in guerra a causa della mia scarsa abilità di utilizzare le armi, ho deciso di sostenere il Popolo Romano in un altro modo, con la mia musica. Ebbene sì, ogni persona in questo momento a Roma sta combattendo o dando supporto in qualunque modo ai nostri valorosi soldati… Io ho deciso di provare a spronare il Popolo con un po’ della mia musica, anche se ci ha già pensato il grande Goffredo Mameli. In questo momento sto finendo di scrivere le ultime note del mio nuovo brano intitolato:”Moriamo liberi”.

1° CLASSIFICATO:                  TERRACINA ELENA                                               

Cara Madre, ti scrivo per raccontarti la tragedia avvenuta ieri, 10 Agosto, giorno in cui il povero Angelo Brunetti, il piccolo Lorenzo di soli 13 anni e Luigi, il mio caro futuro sposo, sono stati uccisi dalle guardie straniere….. Si era fatta notte, mi arrampicai su un albero e sentii la voce di Angelo che chiese alle guardie di risparmiare almeno Lorenzo, che era il più piccolo ed era anche il suo onomastico; parlò inutilmente, il piccolo fu ucciso per primo: ci vuole davvero coraggio a sparare ad un bambino!”   

ALTRI FINALISTI

 SCUOLA CRIVELLI:                  MALATESTA LORENZO, PELOSI CLARICE, SANTARELLI EDOARDO, BONGINI DAMIANO, FONTI ARCANGELO, MOROSI FRANCESCO, PICCOLO LIVIA, MURATORI AGNESE, CERQUETANI VALERIO 

SCUOLA CERVANTES:              GENOVESE FERNANDEZ  INGRID – DI LAURENZI GIULIO

SCUOLA “BELLI”:                     GIONTA FRANCESCO – FERRANTI RICCARDO   

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

                             

         

            

 

I TRADIMENTI STORICI DEL PASSATO RITORNANO FUNESTI NEL DESTINO DELLO STATO PONTIFICIO E DEL SUO CAPO NELLE PREVISIONI DEL FUTURO DEL 1867

 di Leandro Mais

Colgo l’occasione della ricorrenza del 150RIO della Campagna dell’Agro Romano del 1867, per sconfessare quanto apparso nell’articolo su internet per conto di una non meglio identificata società (Forum termometro politico – 3 novembre 2014) che ha festeggiato già da tre anni (!) la vittoria degli zuavi pontifici a Mentana.

Quella Campagna, iniziata con la vittoria sui papalini a Monterotondo il 25 ottobre di quell’anno, doveva concludersi con la sanguinosa sconfitta dei garibaldini nella tragica giornata del 3 novembre successivo, per l’intervento inatteso dell’esercito regolare francese quando ormai il corpo degli zuavi pontifici era stato quasi battuto.

Eppure quell’anno 1867 era iniziato con grandi speranze da parte dei volontari garibaldini, mentre si addensavano previsioni di avvenimenti catastrofici sopra lo Stato Pontificio e il suo capo assoluto: il Papa Re  Pio IX. Queste ultime previsioni negative avevano turbato grandemente Pio IX , poché era venuta a mancare (da parte dell’Imperatore  Napoleone III) la presenza del contingente dell’esercito francese garantita dalla Convenzione del 15 settembre 1864.

A tal proposito mi sembra interessante far conoscere ai lettori questa curiosa e rara medaglia di quell’anno. Si tratta di una piccola medaglia ovale con appiccagnolo, nel cui dritto è raffigurato il busto , di profilo a sinistra,  del Papa Pio IX benedicente , con paramenti papali e triregno, e in basso la scritta :”Roma”. Nel rovescio è rappresentata una scena con molte figure: in alto due uomini che armati di coltello si avventano su una figura caduta in ginocchio che dà loro le spalle. Alla scena assistono, a sinistra, due santi in piedi e, davanti, due sante in ginocchio; sulla destra appare una figura  con lungo mantello, e alla sua sinistra una scure. Il fatto curioso è che le sembianze del volto di questo personaggio sono quelle di …. Garibaldi ! In basso la data :”1867”.

Si può ipotizzare che la scena descritta nel rovescio di questa medaglia voglia riproporre simbolicamente il fatto storico dell’uccisione a tradimento di Giulio Cesare, ovvero il tradimento subito da Papa Pio IX da parte di Napoleone  III (nel ritiro delle truppe) e del Re Vittorio Emanuele II (che aveva garantito i patti della Convenzione) in quell’anno. Naturalmente nella scena è inserita la figura di Garibaldi come  presunto esecutore materiale della fine del Potere Temporale.

  

 

 

 

 

 

 

 

STATO PONTIFICIO PIO IX 1867

D. In cerchio :”PIUS IX -  PONTIFEX  MAXIMUS”. In basso :”ROMA”

R. In cerchio SAINTS ET SAINTES – PRIEZ POUR L’EGLISE” In basso “1867”

Medaglia ovale 1867 opus n. i. mm30 x mm 35 con appiccagnolo

Con l’occasione vorrei ricordare la rara medaglia satirica coniata l’anno dopo la battaglia di Mentana (1868) dai liberali francesi: in essa è raffigurata l’immagine di Napoleone “il piccolo” (come lo definiva Victor Hugo) con un gran cappello napoleonico ed ampi stivali, seduto su una piramide di teschi.

 

 

 

 

 

 

MEDAGLIA SATIRICA ANTINAPOLEONICA PER MENTANA

D. In cerchio :”NOS FUSILS CHASSEPOT ONT FAIT MERVEILLE ° FETICHE HIDEUX, FLEAU DES PEUPLES °”

R. In alto in cerchio :”LIBERTE’ EGALITE’ FRATERNITE’ “ In cerchio in basso :” CHAUVINISME FETICISME CESARISME” Nel campo scritta in cinque righe :”O FRANCE QUI ENFANTAS / JADIS LA LIBERTE’, TU / L’IMMOLES LACHEMENT / AUJORD’ HUI SUR L’AUTEL / DU DESPOTISME” Sotto la data “1868”

Medaglia 1868 opus n. i. O mm 25 AE

BARRETTA 1867

Piccolo rettangolo in AE costituito da due rami di alloro con al centro la data “1867”

Mm 40 x H mm 9

NOTA: Dopo trent’anni (!) della presa di Roma, il R. Governo approvò ed autorizzò (R. D. 24 maggio 1900 n. 98) i volontari garibaldini che avevano partecipato alla “Campagna dell’Agro Romano” del 1867, a fregiarsi della barretta in bronzo con quella data nel nastro della medaglia d’argento delle Campagne per l’unità d’Italia.

Come per le altre Campagne per l’unità d’Italia (48 -49 -59 – 60/61 – 66 – 70) anche per questa fu riconosciuto il combattimento dei volontari italiani, sia contro le truppe dell’esercito imperiale francese che contro quello dei vari reparti mercenari papalini costituiti da svizzeri, irlandesi, belgi ecc.

 Ancora oggi invece l’ Italia non ha onorato né riconosciuto il sacrificio degli eroi di Aspromonte del 1862 solo perché i nemici erano …. I fratelli fratricidi del R. esercito italiano