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Intervento del Presidente
dell’Associazione Garibaldini per l’Italia
9 FEBBRAIO 2026 – 177° dalla Proclamazione della Repubblica Romana
Più passa il tempo più ci rendiamo conto, vista la preoccupante condizione di un’umanità in declino, quanto la R.R. del 1849 sia stato un condensato unico di Amore di Patria, di valori etici e morali, di sacrificio estremo.
In questo 177°, in cui non possiamo cancellare dai nostri occhi e dai nostri cuori l’attualità dell’orrore, delle stragi, della fame degli innocenti e delle macerie, non possiamo non preoccuparci nell’assistere a pericolose prospettive di riarmo.
In questo contesto, in cui le più grandi democrazie del mondo vacillano per l’affermazione di volgari materialismi e barbari razzismi, non possiamo non ricordare il pensiero di un grande italiano; di Giuseppe Mazzini. La democrazia, per Mazzini, era una questione morale che, nell’amore per gli altri, costituiva il fondamento della vita politica. Pensate quanto siamo distanti, oggi, da quel concetto! E quanto siamo distanti da quello di Pace. Di quella pace e fratellanza che ritroviamo nella R.R., tra le righe di una Costituzione avanzatissima, frutto della volontà di anime nobili, pregne di valori e scopi di fratellanza: Oggi, più che mai, dobbiamo onorare questi uomini e questi caduti, non solo facendo memoria del loro sacrificio a difesa della libertà, ma ricordando quanto scritto nella Costituzione della RR.
Di Pace si parla, infatti, in quella Costituzione, frutto di uno spirito ideale e, soprattutto universale. Ricordiamo l’art. IV dei Principi Fondamentali – La Repubblica riguarda (guardare con attenzione, diligenza e intensità) tutti i popoli come fratelli, rispetta ogni nazionalità: propugna l’italiana. (parla di popoli e non di tipologia di governo, repubblica o monarchia).
E qui, l’art. 11 della nostra costituzione sembra il naturale adempimento dell’art IV della Costituzione della R,R.: “L’Italia ripudia (respingere decisamente) la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. (e anche qui si parla di popoli e non di governi). Considerare sacra la libertà di tutti i Popoli è un concetto umano, e spirituale ad un tempo. Un concetto di amore, fratellanza e condivisione.
E poiché a noi piace ricordare il pensiero dei Grandi personaggi che hanno Unito e non Diviso, concludo ricordando le parole profetiche di G. Garibaldi, che nel memorandum alle potenze d’Europa dell’ottobre 1860, scritto nel Palazzo Reale di Caserta, dopo la battaglia sul fiume Volturno, parlò di Pace e d’Europa, rivolto alle Nazioni, si, ma soprattutto ai Popoli, in questi termini, ancora molto attuali.
Scrive Garibaldi: Noi passiamo la nostra vita a minacciarci continuamente e reciprocamente, mentre in Europa la grande maggioranza, non solo delle intelligenze, ma degli uomini di buon senso, comprende perfettamente che potremmo pur passare la nostra povera vita senza questo perpetuo stato di minaccia e di ostilità degli uni contro gli altri, e senza questa necessità di ucciderci con tanta scienza e raffinatezza.
E qui Garibaldi suppose e propose, come sappiamo, la formazione di una Confederazione Europea di Stati, che avesse compreso, nei suoi confini, oltre ai popoli slavi, anche la “gigantesca Russia” (così la chiamò).
Alla luce delle trascorse guerre mondiali e di quelle presenti, quanti milioni di morti si sarebbero risparmiati e quanti vantaggi economici per l’Europa, se si fosse attuata completamente questa “rigenerazione politica”, così come la chiamò l’eroe dei due mondi?
I Garibaldini per l’Italia si sono schierati, si schierano e si schiereranno in futuro con tutti coloro che si adopereranno, sempre, idealmente ed operativamente per la Pace.
VIVA la Repubblica Romana – Viva l’Italia
Paolo Macoratti

l’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA
175° – Ogni anno celebriamo la memoria di una Repubblica, della sua difesa e della sua Costituzione; anticipazione di circa 100 anni dalla fondazione dell’attuale ordinamento democratico. Noi delle associazioni garibaldine e altre meritevoli associazioni culturali, cerchiamo da anni di coinvolgere i ragazzi delle scuole per trasferire loro princìpi ideali di una storia quasi dimenticata. Ma questi ragazzi, con quali ideali dovrebbero oggi confrontarsi? Nel 1849, all’alba di una rivoluzione che avrebbe destituito un potere che durava da 1083 anni, le forze in campo e i valori da sostituire erano ben visibili: da un lato l’oppressore: uno stato teocratico oscurantista, coadiuvato da quattro eserciti europei; dall’altro gli oppressi, decisi a far nascere una Repubblica fondata sulla democrazia pura!…così era stata chiamata. Ma perché questa “democrazia pura” si potesse realizzare, occorreva, come diceva Goffredo Mameli nei suoi scritti, che “l’elettore avrebbe dovuto cercare nei suoi candidati quell’onestà personale e pubblica che fa d’un uomo politico un apostolo, d’un’opinione una credenza, d’un partito una religione”. E concludeva il brano, scrivendo: “Non appoggeremo che i nomi di coloro il cui passato ci sia pegno per l’avvenire”. Con queste idee, Mazzini, Mameli, Garibaldi, e tanti altri avrebbero potuto certamente realizzare la democrazia pura; altrimenti la rivoluzione avrebbe cambiato solo le due o più persone che “Tirano i fili”. Inutile sottolineare come anche oggi sia d’importanza fondamentale, non solo la scelta oculata dei candidati da presentare alle elezioni, ma anche e soprattutto la loro capacità di garantire democraticamente il bene di tutta la collettività.
Oggi, per contrastare le forze, direi proprio demoniache, che portano alle guerre, alla fame, alla miseria materiale e spirituale del genere umano, alla falsa informazione, alle narrazioni sul cambiamento climatico, che mascherano la sperimentazione e manipolazione programmata del clima, dobbiamo uscire dalla nebbia che ci avvolge, perché i disvalori che caratterizzano queste forze non sono più visibili, come lo erano nel 1849: sono occulti!
Oggi il potere, quello vero, è fuori dal nostro campo di azione, ed opera a scala globale. Gli oppressori di oggi sono coloro che vogliono distruggere quel che resta delle democrazie, e lo stanno facendo con il potere di quantità immense di denaro, detenuto da pochi soggetti. Sono loro che conducono le economie mondiali, la sanità e lo sviluppo tecnologico globale. Gli oppressi siamo tutti noi, nell’illusione di vivere in democrazie in grado di esercitare la volontà popolare. Inoltre, l’interventismo delle imprese multinazionali sulle questioni sociali, coadiuvate da una politica europea che sembra favorirle (vedi manifestazioni di questi giorni degli agricoltori) serve ad indebolire ulteriormente l’azione dei governi, e quindi la fiducia nella democrazia, che, come tutti dicono, non funziona, per cui ormai, se vogliamo risolvere i problemi del mondo, dobbiamo, paradossalmente, confidare nei ricchi, nei miliardari, nella loro filantropia, e non nelle persone elette dal popolo,.
In questo panorama complesso e desolante, per evitare che cadano nell’oblio quei punti di riferimento storici da cui i giovani possano trarre, non solo esempi illuminanti per la vita futura, ma anche strumenti utili ad accrescerne lo spirito critico, abbiamo il dovere e il difficile compito di trasmettere loro il bagaglio culturale di cui siamo a conoscenza, che ci proviene da un insegnamento scolastico e famigliare molto diverso dall’attuale. Dovremmo, in sostanza, trasmettere loro la vita vera nel divenire storico, presentando figure viventi, e ne ho citate solo tre, invece che raccontare metodologie temporali e astrazioni storiche. (ricordo che lo studio del Risorgimento e dei personaggi che lo incarnarono è stato cancellato dalla scuola primaria).
Affinché questo nostro essere Volontari dell’informazione non risulti vano, dovremmo con più forza ed energia contrastare la disinformazione e le menzogne, ormai dilaganti in rete, anche sulla storia del nostro Risorgimento, dell’epopea garibaldina e sui singoli attori che la realizzarono.
Dovremmo, in sostanza, contribuire, unitamente alla scuola e all’ambiente famigliare, a fornire soprattutto “esempi”. E di questi esempi ne è ricco il nostro Risorgimento.
Viva la Repubblica Romana – Viva l’Italia







l’Associazione Garibaldini per l’Italia, nel 170° della Repubblica Romana del 1849, ha onorato quello straordinario periodo storico, reso fertile dal sacrificio di tante giovani vite e dall’impegno dei più grandi personaggi del Risorgimento Italiano.
MARTEDÌ 30 APRILE 2019 ORE 8,45
Porta Pertusa – Giardini pubblici - Con il Patrocinio del Municipio XIII di Roma Capitale
Per la prima volta in 170 anni abbiamo ricordato i caduti della battaglia del 30 Aprile 1849 anche a Porta Pertusa (sommità delle Mura Vaticane) ove fu ferito mortalmente il Ten. Paolo Narducci, Primo caduto della neonata Repubblica. In presenza della Presidente del Municipio XIII, Giuseppina Castagnetta, della Fanfara dell’Arma dei Carabinieri diretta dal M.M. Fabio Tassinari, del Presidente della G.p.I. Paolo Macoratti, della giornalista Cinzia Dal Maso, è stata deposta una corona d’alloro sul muro dell’antica porta. Erano presenti i Soci della “Garibaldini per l’Italia” Arturo De Marzi (Vice Pres.), Monica Simmons (Segretaria), Maurizio Santilli, Antonio Iadevaia, Matteo Manenti, Annalisa Venditti, Enrica Quaranta, Marcello Pellegrini, Stefano Dini, Gianni Blumthaler e altri convenuti. Il 7 Agosto 2012 abbiamo “scortato” i resti di questo ragazzo ventenne all’interno del Mausoleo-Ossario Gianicolense di Via Garibadi per la tumulazione, su invito dei discendenti e della giornalista Cinzia Dal Maso. Il 25 settembre 2013 i ritratti di Paolo Narducci e della madre Teresa Maciucchi, oltre alla corona mortuaria del giovane ufficiale, sono stati donati dalla nostra Associazione al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina.
1849 – Combattimento a Via Aurelia – Calendario del 1916 (Collezione Leandro Mais – Roma)
MARTEDÌ 30 APRILE 2019 ORE 10,30
Mausoleo-Ossario Garibaldino – Via Garibaldi 29/e Con il Patrocinio del Municipio Roma I Centro
Dopo la memoria di Porta Pertusa siamo stati presenti alla celebrazione di tutti i caduti della Repubblica Romana al Mausoleo-Ossario Gianicolense, insieme all’Associazione Nazionale Garibaldina, all’Istituto di Studi Internazionali Giuseppe Garibaldi e alla Società di Mutuo Soccorso Giuseppe Garibaldi. Al termine della cerimonia abbiamo premiato i migliori componimenti degli alunni delle due classi dell’Istituto G.G. Belli che hanno partecipato alla sesta edizione del Concorso “Alberto Mori”. Ha condotto la Cerimonia la Dott.ssa Enrica Quaranta
GIURIA presieduta dalla Prof. Silvia Mori e formata dai componenti della Commissione, Prof. Orietta Citoni, Segretaria Monica Simmons, Presidente Arch. Paolo Macoratti
Abbiamo letto con piacere le lettere dei giovani studenti dell’Istituto G.G.Belli, i quali si sono calati in un epoca estranea alle loro esperienze, utilizzando un mezzo di comunicazione, la scrittura manuale, a loro pressoché sconosciuto. Siamo lieti di vedere come, stimolati adeguatamente, i giovani possano ancora sorprenderci.
Al di là dell’importanza dell’evento storico in se, come il passaggio dalla Monarchia assoluta alla Repubblica Democratica, e alla resistenza contro l’intervento francese che hanno caratterizzato la maggior parte dei componimenti, abbiamo rilevato nei ragazzi l’intenzione di immedesimarsi nei personaggi del popolo, ora modesto anche nel modo di esprimersi, ora colto, ma orientata in ogni caso al raggiungimento di quegli ideali universali di pace, giustizia e di amore per i quali è giusto combattere.
Ringraziamo pertanto tutti gli studenti e gli insegnanti Carlo Felici e Paola Moresco che hanno aderito al progetto della nostra associazione.
BRANI DEI VINCITORI 6^ EDIZIONE PREMIO ALBERTO MORI
ISTITUTO G.G. BELLI – CLASSE III F
3° classificato – Caterina Canepuccia ” Quel che sembrava impossibile ipotizzare fino a qualche giorno fa, si è verificato davanti i miei occhi. Qui ora vige la democrazia! E lo Stato Romano si è dato il nome di Repubblica Romana. Ma il Popolo è in festa e dimentica i pericoli che incombono. Il destino non è ancora deciso e occorre rimanere vigili e prudenti…”
2° classificato – Simone Pasqua ” Per concludere vorrei condividere con te solo un’ultima delle mie riflessioni: la Francia, il paese in cui sei nata e in cui vivi, è una Repubblica basata sulla libertà, la fratellanza e l’uguaglianza; mi domando, quindi, per quale motivo stia cercando di impedire la formazione di una Repubblica Romana, minacciandone la capitale e impedendone la formazione. Non capisco, ma nonostante le mie incomprensioni desidero combattere anche per questo motivo: sogno la lealtà”
1° classificato – Simona Maria Casile ” E’ stato proprio questo spirito a non farci arrendere. In fondo guardate cosa abbiamo fatto: è nata una repubblica che nessuno si sarebbe mai immaginato ed è durata pure per ben cinque mesi. E’ vissuta, anche se agli occhi altrui solo per poco, esclusivamente grazie al nostro grandissimo spirito di sacrificio. Non scorderò mai quei corpi che giacevano per terra come dei massi, senza più respiro o parola, ma che sembravano conservare dentro di sé il desiderio sempre vivo di voler gridare al mondo:” anche noi vogliamo la nostra Patria!”……….Adesso, madre, ditemi: chiedevamo troppo? Avere dei diritti è qualcosa fuori dal naturale? Come ci è concesso di respirare, dormire o mangiare, abbiamo il diritto di votare chi ci governa, di essere liberi di professare la fede in cui crediamo, di essere tutti uguali e di non essere messi a morte per nessun motivo, perché la vita non appartiene che a noi. Chiedevamo troppo?”
Gli altri 2 selezionati sono: Aurora Naccari e Giulio Cesaretti Salvi
ISTITUTO G.G. BELLI – CLASSE III C
3° classificato – Gabriele Paolocci “La città è bellissima e ci sono tanti ragazzi che come me si sono trasferiti per un’ideale di uguaglianza, di fratellanza e di un luogo dove il potere sia nelle mani del Popolo….Oggi ci hanno comunicato una grande notizia, il nostro triunvirato (composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini) ha cominciato a scrivere un libro, credo si chiami la Costituzione; è un libro molto grande dove sono racchiusi tutti i nostri ideali…”
2° classificato – Federico Giovanola “Qui a Roma c’è una grande confusione; ogni giorno vedo persone con fucili in mano che sparano e combattono contro il nemico: si, hai ben capito, stiamo combattendo per difendere i nostri ideali, come dice mio padre. Tutti, uomini e donne, combattono e anche noi ragazzi aiutiamo facendo lavori anche molto rischiosi. Tutti i romani e anche i turisti o stranieri combattono contro il nostro nemico: il Papa aiutato dai Francesi..”
1° classificato – Lodovica Salvini “Caro amico, con questa mia sono qui a dirti che finalmente Roma ha un suo governo, il Papa è fuggito a Gaeta dai suoi amici Borboni e Firenze già da un mese è governata dai democratici Guerrazzi e Montanelli; finalmente comincio a sperare che con oggi abbiamo fatto un altro importante passo avanti per unire in un solo stato la nostra bella penisola; un sogno che si sta tramutando in realtà. Finalmente abbiamo un governo del popolo, un governo rappresentato da tre patrioti convinti denocratici, Armellini, Mazzini e Saffi, e sembra che addirittura stia raggiungendo Roma Garibaldi, lo ricordi, il nostro grande condottiero..”
Gli altri 3 selezionati sono: Adriano Jannuzzi, Azzurra Barassi, Lorenzo Vitale
PREMIAZIONE CONCORSO “ALBERTO MORI” Garibaldino del nuovo millennio – 3^ EDIZIONE
L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 167° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DEL 30 APRILE 1849 IN DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA, PROMUOVE, IN COLLABORAZIONE CON IL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, L’INIZIATIVA DEDICATA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
SCUOLE ROMANE PARTECIPANTI
- Scuola Media ”CERVANTES” - Classe, III^
- Scuola Media “Dante Alighieri – Classe III I
- Scuola Media Unica G.G. BELLI : Classe: II^ M





























































