Scuola

La riforma Moratti del 28 Marzo 2003 n°53, ha stravolto i criteri di prevalenza formativa nello studio della storia! Nell’impedire ai giovanissimi cittadini della Scuola Primaria di conoscere il Risorgimento, questa legge li ha privati  della possibilità di assimilare le basi fondamentali sulle quali è nata l’unità della Patria comune. Accertato che l’applicazione di tale riforma ha avuto, sta avendo e avrà, se non si interviene  per cambiarla, effetti deleteri sulla formazione culturale e civile delle giovani generazioni e sui valori dell’identità nazionale ed europea, che dal Risorgimento, attraverso un percorso lungo e travagliato, è arrivata fino ai nostri giorni, l’Associazione culturale Garibaldini per l’Italia invita a firmare questa petizione per riattivare i programmi scolastici relativi allo studio della Storia e, in particolare, del Risorgimento, precedenti l’applicazione della citata Legge 28 Marzo 2003 n°53 (Riforma Moratti)

In base alla riforma Moratti si stabilisce che il primo ciclo d’istruzione articolato in Primaria e Secondaria di primo grado, preveda lo studio della Storia una sola volta per sei anni, dalla terza elementare alla terza media, secondo la seguente scansione: in Terza elementare si studia la preistoria, in Quarta e Quinta il mondo antico, in Prima Media il Medioevo, in Seconda dalla scoperta dell’America alla fine dell’Ottocento (sic!), in Terza il Novecento. Le motivazioni didattico-pedagogiche a sostegno della riforma sono a dir poco confuse: secondo il legislatore il cambiamento “avrebbe permesso agli insegnanti di prestare maggiore attenzione all’acquisizione delle competenze degli allievi anziché ai contenuti (ritenuti forse nozionistici?) dei programmi”. In realtà, come si possono insegnare strumenti critici – che hanno come scopo l’acquisizione delle competenze – senza aver prima analizzato l’argomento di applicazione degli stessi, ovvero i contenuti? La storia serve per conoscere il passato, comprendere il presente e intuire il futuro, e ha bisogno di essere assimilata e memorizzata lentamente, iniziando dal “gioco” in ambito prescolare (fino a 6 anni), seguendo poi nella scuola Primaria (già scuola elementare) con lo studio dei “fatti” (6 – 10 anni) e proseguendo nella Secondaria di primo grado (già scuola media) con gli “approfondimenti” (11 – 13 anni).

VI INVITIAMO A FIRMARE COLLEGANDOVI AL LINK QUI SOTTO, E DIFFONDERE SUI SOCIAL L’INIZIATIVA
GRAZIE

https://www.change.org/p/ministro-della-pubblica-istruzione-smarrimento-identit%C3%A0-nazionale-il-risorgimento-%C3%A8-scomparso-dalla-scuola-primaria?recruiter=57872434&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg

 

  Giuseppe Garibaldi in 152 lettere e documenti autografi

    a cura di Paolo Macoratti e Leandro Mais – Prefazione di Mara Minasi

 

       Una raccolta di lettere e documenti autografi provenienti dalla collezione Leandro Mais di Roma, corredata da 106 nomi citati, 80 note biografiche, 59 icone fotografiche, 38 illustrazioni. L’indole fiera e battagliera del patriota, capace di sovvertire il mondo e rimanere fedele ai più alti valori del progresso civile e sociale dell’umanità, in un epistolario inedito in cui emergono le grandi virtù dell’Eroe dei due mondi.

Un libro utile per storici e ricercatori, ma anche per politici, insegnanti, studenti e famiglie.

Prezzo di copertina € 25,00 + spese di spediz. (1 copia € 3,63 – da 2 a 4 copie € 6,30)

Acquisto con  bonifico bancario riferito a: Garibaldini per l’Italia – Unicredit Roma Boccea B

IBAN: IT73Q0200805275000103131663

info@garibaldini.org - Tel. 335 6856880

 

 

PREMIAZIONE CONCORSO “ALBERTO MORI” Garibaldino del nuovo millennio  3^ EDIZIONE  

L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, IN  OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 167° ANNIVERSARIO  DELLA BATTAGLIA DEL 30 APRILE 1849 IN DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA, PROMUOVE, IN COLLABORAZIONE  CON IL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, L’INIZIATIVA DEDICATA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLE ROMANE PARTECIPANTI

  1. Scuola Media ”CERVANTES” -  Classe, III^
  2. Scuola Media “Dante Alighieri – Classe III I
  3.  Scuola Media Unica G.G. BELLI :  Classe:  II^ M

 

 

IL FILMATO DELLA CERIMONIA:

https://www.youtube.com/watch?v=0Ntee5oAs80

 

Fotografie di Gianni Blumthaler  e                                                                                                                                                                                                                                                                                                 Deborah Cennerilli   

                                                 

VISITA AL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINAcondotta dalla Direttrice  Mara Minasi  

VISITA AI LUOHI DELLE BATTAGLIE, condotta dal Presidente Paolo Macoratti coadiuvato da Monica Simmons, Enrica Quaranta e Maurizio Santilli 

Hanno partecipato le Maestre e gli Alunni della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo di Via Crivelli, i Professori e gli Alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto  ”Servantes”, della Scuola ”Giuseppe Gioacchino Belli” e della Scuola “Arturo Toscanini”.

PREMIAZIONE DEI VINCITORI Al SACRARIO DEI CADUTI PER ROMA

 

SCUOLA MEDIA CERVANTES

3° CLASSIFICATO -  Javier Mella e Tim Solés

C.mo amico……Il nemico era armato di carabina e pugnale, e i pochi colpi utilizzati ci hanno dimezzato, permettendo ai francesi di finirci con le sole baionette. Sembrava la fine per il nostro avamposto e le nostre vite, ma come per miracolo i rinforzi sono arrivati in nostro soccorso per salvarci, e anche se la postazione è perduta, io sono ancora vivo, pronto per un’altra battaglia contro i Francesi.

 2° CLASSIFICATO – Paula Gonzalez e Iro Tsoutsa

Carissimo sconosciuto…….Più o meno un mese fa ho cominciato a notare che le cose cambiavano. Le strade erano piene di persone che si lamentavano, ma non capivo nulla. Mi sono svegliato la mattina del 3 Giugno un po’ prima del normale perché ho sentito dei rumori. Ho guardato attraverso la finestra e ho visto “La Catastrofe”. Tutti correvano in cerca di un luogo di rifugio….

 1° CLASSIFICATO – Elena Mina

Carissimo Andrea…….Un mio compagno mi ha salvato la vita ma con mio grande dolore una pallottola ha colpito in pieno il suo grande, caldo e generoso cuore. Non mi è mai successa una cosa simile ed è stata la prima volta che mi sono sentito veramente importante. In fondo, ho pensato che se mi ha salvato la vita, la mia esistenza avrà sicuramente un grande valore.

 

SCUOLA MEDIA G.G. BELLI – III F 

 3° CLASSIFICATO Pari merito – Arianna Calleri

Mio caro amico…..30 Aprile 1849 – Oggi abbiamo ottenuto una vittoria; tutta Roma e la Repubblica hanno guadagnato un trionfo, mio caro amico. Noi giusti e leali uomini abbiamo dato in dono le nostre vite alla Repubblica, abbiamo sacrificato la nostra vera anima a quella della Repubblica Romana affinché questo giorno potesse essere ricordato come una delle date più importanti della storia d’Italia…

 3° CLASSIFICATO Pari merito - Francesco Ferranti

Cara Lisa….Vedo i miei compagni morire sotto i miei occhi; abbiamo molti feriti, ma non ti preoccupare per me perché io sto bene…. . Ho assistito a molti atti eroici di soldati ma anche di civili che vogliono resistere per il bene di Roma e della Repubblica. Ho ancora viva nei miei occhi l’impresa di una giovane donna poco più che ventenne che, dopo aver combattuto come un uomo, si è arresa ad un colpo di cannone che l’ha colpita al fianco.

 2° CLASSIFICATO – Tommaso Luciani

Carissimo Giuseppe…..Ieri sono stato ferito in combattimento a causa di un colpo di fucile sparato da un francese; forse questa ferita mi costerà una gamba! Mi hanno portato in questa chiesa che ora funge da ospedale; mi commuovo a vedere che anche le donne di ogni classe sociale aiutino i soldati feriti. Anche loro combattono insieme a noi per proteggere questa Repubblica…

 1° CLASSIFICATO – Olga Trasarti

Carissima mamma, scusami per il dolore che forse ti darò, ma ho preso la mia decisione e seguirò Garibaldi per andare a difendere la Repubblica Veneta che ancora resiste agli austriaci. Garibaldi ci ha detto che soffriremo la fame, la sete e rischieremo la morte a ogni passo, ma io sono felice, onorato di continuare le battaglie di mio padre. Affido questa lettera a un mio giovane amico che te la porterà domani. Non piangere mamma, ci rivedremo quando tutto sarà finito. Dai un bacio ai miei fratelli, devono studiare e aiutarti sempre…

 

SCUOLA MEDIA G.G. BELLI – III M 

 3° CLASSIFICATO –  Antonio Nuzzi

Mamma adorata, quando riceverai la presente lettera sarai già straziata dal dolore! Mamma, catturato dopo la battaglia sul Gianicolo e i bombardamenti francesi del mese di giugno, muoio impiccato dal traditore francese per la mia idea e per il mio appoggio dato in questi cinque mesi alla Repubblica… In questi giorni ho conosciuto Garibaldi e Mameli e l’affermazione delle loro idee è solo rimandata…

 2° CLASSIFICATO – Chiara Mangucci

Adorata Rosetta, ……Qui in città dicono stia pe tornà pure er Papa, è solo questione de tempo. Io nun posso più rimanè qui, sto in pericolo! Dopo la battaglia ar Vascello me cercano le guardie, e si, che c’hanno scoperto a me e mi cuggino Cesare che eravamo annati a da ‘na mano ar Generale contro quell’infami dei Francesi. Dopo tutto nun me pare ch’abbia funzionato, mannaggia a loro.

 1° CLASSIFICATO – Simone Filieri

Amatissima madre…….. Il nostro eroe Garibaldi, è riuscito a sopravvivere e siamo riusciti a fuggire da Roma con Lui. …. Io sono ancora con Lui e sento forte e imprescindibile  l’obbligo morale di tenere sempre vivo il ricordo delle eroiche gesta di questi bambini, donne, patrioti che si sono immolati per la libertà di Roma. Io sto bene al solito e mai mi fermo dal marciare, convinto e consapevole di essere poca cosa rispetto alla nostra Patria al cui ideale voglio consacrare la mia vita.

 

SCUOLA MEDIA ARTURO TOSCANINI – III G

2° CLASSIFICATO – Orazio Masala

Caro Enea,……….In questo momento ti scrivo perché voglio solo confermare che ciò che succede è vero; voglio volare via e non fermarmi mai, ma purtroppo solo gli uccelli possono farlo…. La Repubblica Romana non durerà molto…. Io non voglio uccidere e nemmeno morire ma voglio difendere i miei pensieri. Perché sono i miei pensieri che mi impediscono di scappare: io credo in un’Italia repubblicana dove tutto è di tutti e non ci saranno più guerre di ogni tipo, e dove i bambini non devono stare in pensiero per i loro amici o per i propri genitori…..

 1° CLASSIFICATA – Laura Spina

Carissimo parente….. Ogni tanto penso a come era Roma prima della guerra e devo dire che qualcosa di positivo in queste battaglie c’è, perché si vede l’amore per un ideale comune, condiviso, e la speranza dei nostri soldati di poter vincere…sui francesi…. Ogni tanto sento cantare degli Inni, tra cui quello composto da Mameli ed alcuni scritti da giovani studenti: sono molto belli ed esprimono il desiderio di ciascuna persona che li canta di avere un Paese libero.

 

 

 

 


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REPUBBLICA ROMANA 1849

Tenente Paolo Narducci – Primo caduto del 30 Aprile 1849

166° CELEBRAZIONE  BATTAGLIA DEL 30 APRILE 

Roma – Sacrario dei caduti di Via Garibaldi n° 29/e – Ore 10,30

SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO “GIUSEPPE GARIBALDI” –  ISTITUTO DI STUDI INTERNAZIONALI “GIUSEPPE GARIBALDI” -  ASSOCIAZIONE NAZIONALE GARIBALDINA  -  GARIBALDINI PER L’ITALIA

 

PREMIO “ALBERTO MORI” 

Garibaldino del nuovo millennio

  

  2^ EDIZIONE

L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, IN  OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 166° ANNIVERSARIO  DELLA BATTAGLIA DEL 30 APRILE 1849 IN DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA, PROMUOVE, IN COLLABORAZIONE  CON IL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, L’INIZIATIVA DEDICATA ALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

SCUOLE ROMANE PARTECIPANTI

  1. Scuola Media ”CERVANTES”  – Classe, III^ Sez. C
  2. Istituto Comprensivo di Via Crivelli - Scuola Media ”A. TOSCANINI “- III Classe,  Sez. G
  3. Istituto Comprensivo Parco della Vittoria - Succursale Scuola Media Unica G.G. BELLI :  Classi:  III^ F e  III^ M

 MODALITA’  DI  SVOLGIMENTO  DEL PREMIO

Art. 1 - FASE PRELIMINARE

            Visite guidate al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina  e nei luoghi ove avvennero i principali scontri tra Francesi e Italiani (Villa Pamphili e Gianicolo). Le visite si effettueranno nei giorni 18-25 marzo.

 Art. 2 – DOCUMENTAZIONE

            Saranno consegnate ai docenti, in copia fotostatica, 9 lettere di corrispondenza scritte nel periodo 1846-1849 da testimoni che hanno vissuto gli avvenimenti storici della nascita della Repubblica Romana e della sua gloriosa fine. Le lettere provengono dalla collezione di Leandro Mais, il quale le ha gentilmente messe a disposizione della nostra Associazione.

 Art. 3 - LABORATORIO

            Ogni classe partecipante potrà formare un laboratorio di approfondimento in cui gli studenti, guidati dall’insegnante, analizzeranno il contenuto delle lettere sia sotto il profilo storico, che linguistico e grafico.

Art. 4 – ELABORATI RICHIESTI

            Il singolo allievo o il gruppo formato da un massimo di 2 studenti, dovrà, sulla scorta della documentazione ricevuta e dell’esperienza acquisita durante le visite al museo e nei luoghi della memoria, elaborare un componimento a tema: “la Lettera che avrei voluto scrivere al/la mio/a più caro/a amico/a, durante la Repubblica Romana del 1849”  

E’ richiesto un elaborato minimo  di 1 cartella in formato A4, in cui vengano evidenziate le impressioni personali piu’ significative sul periodo storico preso in esame, in riferimento a quanto letto, ascoltato e vissuto in classe e nella mattinata di visita.

 Art. 5 - TERMINE DI CONSEGNA DEGLI ELABORATI

            Gli insegnanti di ogni classe dovranno selezionare cinque lettere e consegnarle all’associazione Garibaldini per l’Italia entro e non oltre il 19 aprile 2015.

 Art. 6 - COMPOSIZIONE DELLA GIURIA

            La commissione giudicatrice del premio sarà formata da cinque soci:

  1. Presidente della Commissione: Prof.ssa Silvia Mori
  2. Prof.ssa Orietta Citoni
  3. Prof. Alcide Lamensa
  4. Sig.ra Monica Simmons

 

Art. 7 - PREMI

            Ai primi tre migliori componimenti di ogni classe sarà attribuito il Premio “Alberto Mori”, consistente in una Medaglia Garibaldina (“oro”, “argento”, “bronzo”) e un libro sul risorgimento offerto dalla Direzione del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina.

   

A tutti i ragazzi sarà donato un dépliant storico a ricordo dell’evento

            I PREMI VERRANNO CONSEGNATI AI VINCITORI DAL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “GARIBALDINI PER L’ITALIA” E DALLA DIRETTRICE DEL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, DURANTE LA CERIMONIA DEL 30 APRILE 2015, CHE AVRA’ LUOGO ALL’INTERNO DEL SACRARIO DEI CADUTI PER ROMA DI VIA GARIBALDI 29/E, ALLA PRESENZA DI ASSOCIAZIONI CULTURALI E D’ARMA  E DEL PICCHETTO ARMATO DEI GRANATIERI DI SARDEGNA.

                                    

         Ed ecco i ribelli, gli impazienti, i generosi che non vogliono mordere il freno: ecco le piccole sante minoranze che sanno tutto osare e dare anche la vita per il loro ideale.  Quanta gratitudine deve l’Umanità a queste minoranze spesso fuori legge, ma devotissime sempre alla legge del dovere per la conquista di mète luminose. I benpensanti e i calcolatori non possono né potranno mai comprendere costoro, perché ovattati di opportunismo e di freddezza, se non spesso di inconfessabile viltà..

Asterio Mannucci – Ai Caduti per Roma 1849/1870 - Villa Glori – Rivista Capitolium

 

 

Appuntamento 23 Ottobre 2014 – Ore 11,00

Interno di Villa Glori – Piazzale del Mandorlo

Garibaldini per l’Italia, con: 

Associazione Nazionale Garibaldina – Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”.

Nelle immagini gli alunni della Classe III F della scuola G.G. Belli di Roma, guidati dal socio garibaldino Prof. Carlo Felici

 

REPUBBLICA ROMANA 1849

165° CELEBRAZIONE  BATTAGLIA DEL 30 APRILE 

SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO “GIUSEPPE GARIBALDI” –  ISTITUTO DI STUDI INTERNAZIONALI “GIUSEPPE GARIBALDI” -  ASSOCIAZIONE NAZIONALE GARIBALDINA - GARIBALDINI PER L’ITALIA

L’ ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, PROMOTRICE DEL PREMIO “ALBERTO MORI”
PREMIA I VINCITORI DEL CONCORSO 
Partecipano gli studenti dell’ Istituto Comprensivo Maria Capozzi e dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria  Succursale G.G. Belli di Roma 

La giuria del Premio, composta dalla Dott.ssa Quaranta Enrica  (Presidente) e dai soci: Prof.ssa Citoni Orietta, Sig.ra Simmons Monica, Prof. Lamensa Alcide, si è riunita a Roma in una sala delle Scuderie del villino  Corsini, all’interno di Villa Pamphili, gentilmente concessa da Veronica Olmi, Direttore artistico della Casa dei Teatri. I premi sono stati consegnati ai vincitori dal Presidente dell’Associazione “Garibaldini per l’Italia”, Arch. Macoratti Paolo, e dalla Direttrice del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Dott.ssa Minasi Mara. Si ringraziano i professori Mori Silvia (Ist. Maria Capozzi) e Felici Carlo ( G.G. Belli) e la Direttrice del Museo Minasi Mara per il prezioso contributo offerto alla realizzazione del Progetto Scuola. Un ringraziamento particolare alla piccola orchestra e al coro della scuola G.G. Belli, classi I e III L, e all’impegno dei loro insegnanti, per aver saputo trasformare l’inno battagliero degli studenti del 1848 in una melodia pura di pace e armonia.

ISTITUTO MARIA CAPOZZI

CLASSE III C

Primo classificato                MAGGINI MARTA  &  TOMEI ROBERTA  “….Non focalizziamo sempre le nostre attenzioni sulle esteriorità della gente, ma cerchiamo di apprezzare gli altri soprattutto per i sani valori di cui sono portatori…”

Secondo classificato            FRULLANI FEDERICO “…Al giorno d’oggi pensiamo solo al futuro, alle nuove tecnologie, ma conoscere la nostra storia è altrettanto importante perchè se noi oggi siamo così, è solo grazie al sacrificio eroico di individui che hanno creduto in un mondo migliore…”

Terzo  classificato                DI MAGGIO ALESSIO “…Secondo me ricordare come è nata la repubblica è importante per sapere quali sono le nostre origini. Ricordare è importante ma rivivere ancora di più…”

 

CLASSE III D

Primo classificato                BORZI ALESSANDRO “…E’ stata una gita significativa che ha permesso a tutti di capire quali sono le fondamenta della Repubblica Italiana e soprattutto ci ha consentito di capire che una volta tra Nord e Sud, se uniti da un’ideale, non c’era distinzione. Forse al giorno d’oggi dovremmo prendere esempio dai valori di quell’epoca…”

Secondo classificato            MATTEI ALESSIA “…Tutte le persone morte per la Repubblica Romana ci fanno capire che se qualcuno crede in qualche valore o in qualcosa di veramente importante, e si impegna nel realizzarlo, riesce nel suo scopo, anche a costo della propria vita…”

Terzo  classificato                DE SANTIS ALESSIO “…Molto interessante è stato sapere che non ci sono solo esponenti maschili ma anche femminili che in quel periodo non avevano gli stessi diritti degli uomini. Io penso che pur essendo un Museo di piccole dimensioni, c’è tutto quello che bisogna conoscere. Del museo migliorerei i posti a sedere…”

 

GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI 

CLASSE III F

Primo classificato                CHIONNI GABRIELE “… Ora i miei fratelli ed io riposiamo al Mausoleo del Gianicolo, ma il nostro ideale non si è spento tra le gelide mura di Porta San Pancrazio e del Vascello, ma arde come fiamma nei cuori di chi crede nella Libertà, nella Democrazia e nella Repubblica…VIVA LA REPUBBLICA ROMANA – VIVA L’ITALIA UNITA

Secondo classificato            CIRAFICI MATILDE “…I Francesi si sono arresi e li vedo prigionieri sfilare ed entrare a Roma da Porta san Pancrazio. Sono così vicina che potrei toccarli sporgendomi leggermente dalla finestra. Poi un pensiero: forse oggi sono stata testimone di un avvenimento che cambierà la storia, o forse no…”

Terzo  classificato                NACCARI GIUSEPPE “…Tuttavia, all’indomani della sua proclamazione, il 30 aprile 1849 iniziò la fine della repubblica Romana, forse sorta in un momento storico non ancora capace di riconoscere una forma di governo democratica e innovativa per il contesto socio-politico del tempo…”

 IL FILMATO DELLA CERIMONIA DEL 30 APRILE 2014

http://youtu.be/yEeS6enx-nA

 

 

 

 

 

L’Associazione Garibaldini per l’Italia, per sensibilizzare le giovani generazioni alle vicende storiche e umane della Repubblica Romana, primo tentativo organico e istituzionale di creare l’unità d’Italia attraverso la formazione di una Repubblica democratica parlamentare a suffragio universale, indice un premio dedicato alla memoria del Garibaldino del nuovo millennio “Alberto Mori”.

L’iniziativa, oltre a suscitare  negli allievi l’interesse per la storia della Patria, nell’ottica della formazione di una comunità solidale,  intende concorrere a fornire  strumenti adatti alla comprensione dei diritti e doveri del cittadino, espressi nei Principi Fondamentali della Costituzione della Repubblica Romana, fonte d’ispirazione della vigente Carta costituzionale, entrata in vigore il 1° Gennaio 1948. L’Associazione intende focalizzare l’attenzione dei ragazzi sulle storie dei volontari garibaldini, di personaggi noti e meno noti che hanno lottato, combattuto e sofferto per un ideale di libertà e giustizia e contribuito alla formazione dello Stato unitario.

Il Progetto, proposto quest’anno alla Scuola secondaria di primo grado di Roma (Istituto Comprensivo Maria Capozzi - Istituto Comprensivo Parco della Vittoria, succursale Scuola Media unica G.G.Belli) e  organizzato in collaborazione con il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Porta San Pancrazio (Dott.ssa Mara Minasi), prevede:

 A) Una mattinata di visita al Museo e nei luoghi delle battaglie più importanti per ciascuna delle tre classi partecipanti – B)  La elaborazione, da parte di ogni allievo,  di un articolo redatto in forma di cronaca giornalistica in cui vengano evidenziate le impressioni personali più significative sul periodo storico preso in esame, in riferimento a quanto letto, ascoltato e vissuto in classe e nella mattinata; C) La partecipazione alla cerimonia commemorativa del 165° anniversario della battaglia del 30 Aprile 1849, in presenza delle Associazioni Culturali e d’Arma – Istituto di Studi Internazionali “Giuseppe Garibaldi”- Associazione Nazionale Garibaldina - Associazione Garibaldini per l’Italia – Banda Musicale Vigili Urbani di Roma Capitale – Picchetto Armato dell’ Esercito Italiano (Sacrario dei caduti per Roma al Gianicolo - Via Garibaldi 29/e – Dott.ssa Francesca Bertozzi)

LE DATE :

Visite al Museo della Repubblica Romana e nei luoghi delle battaglie:       

7 – 19  Marzo 2014 – 2 Aprile 2014 – ore 10,15

Celebrazione al Mausoleo-Ossario dei Caduti per Roma:                             

30 Aprile 2014 - ore 11,00

IL PREMIO “ALBERTO MORI”

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LA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO “INTERVISTE IMPOSSIBILI AGLI EROI DELLA REPUBBLICA ROMANA” , QUEST’ANNO DEDICATO A QUATTRO PERSONAGGI NON ITALIANI CHE PARTECIPARONO, DALL’APRILE AL GIUGNO 1849, AGLI SCONTRI SUL GIANICOLO (Ana de Jesus Ribeiro da Silva-Anita Garibaldi-, la giornalista americana Margaret Fuller, l’ufficiale francese Gabriel Laviron e il poeta polacco Adam Mickiewicz),  PROMOSSA DAL COMITATO DI QUARTIERE MONTEVERDE-4 VENTI E DALLA SCUOLA DI SCRITTURA OMERO, COSTITUISCE PER LA CITTADINANZA E PER I GIOVANI UNA BELLA OCCASIONE PER MANTENERE VIVA LA MEMORIA  DI UN MOMENTO STORICO  FONDAMENTALE PER L’IDENTITA’ ISTITUZIONALE DELL’ ITALIA REPUBBLICANA.

L’associazione Garibaldini per l’Italia ha aderito all’iniziativa e sarà presente nella Giuria della critica

FILASISTI CATEGORIA UNDER 18:

Graziella Lucchese – Marzia Riso – Marta Spizzichino

FINALISTI CATEGORIA OVER 18

Lorenzo Carlo – Stefano Durante – Andrea Mauri

SABATO 7 DICEMBRE HA AVUTO LUOGO LA LETTURA DEI BRANI DI OGNI SINGOLO CANDIDATO. ALLA PRESENZA DI UN PUBBLICO NUMEROSO SONO STATI SCELTI I VINCITORI, VOTATI DA UNA GIURIA POPOLARE E DA UNA GIURIA DELLA CRITICA FORMATA DAI PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI “COMITATO GIANICOLO”, “GLI AMICI DI RIGHETTO” E DEI “GARIBALDINI PER L’ITALIA”. TUTTI I BRANI, DI OTTIMA QUALITA’ SIA PER I CONTENUTI LETTERARI CHE PER  LA RICERCA DI UNA LETTURA CRITICA DELLA STORIA DEI SINGOLI PERSONAGGI, SONO STATI ACCOLTI DA CALOROSI APPLAUSI. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE HA DONATO A OGNI CANDIDATO UNA MEDAGLIA-RICORDO DELL’EVENTO.

L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA RINGRAZIA IL COMITATO DI QUARTIERE MONTEVERDE-4 VENTI E LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA “OMERO” PER AVER CONTRIBUITO A DIFFONDERE LA CULTURA DEL RISORGIMENTO E DELLA REPUBBLICA ROMANA TRA I GIOVANI E LA CITTADINANZA 

ERANO PRESENTI: CRISTINA MALTESE,  PRESIDENTE DEL MUNICIPIO XII DI ROMA CAPITALE,  LICIA DONATI PERELLI, PRESIDENTE DEL COMITATO DI QUARTIERE MONTEVERDE-4 VENTI, I MEMBRI DELLA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA” OMERO”, LE SCRITTRICI  STELLA SOFRI E BRUNELLA DIDDI, IL CORO GUINIZELLI CON IL CORO DEL COMITATO DI QUARTIERE MONTEVERDE-4 VENTI.

 PREMIO CATEGORIA UNDER 18:

1^Graziella Lucchese – 2^Marzia Riso – 3^Marta Spizzichino

PREMIO CATEGORIA OVER 18

 1^ Andrea Mauri – 2^Lorenzo Carlo – 3^ Stefano Durante

PREMIO DELLA CRITICA UNDER 18 – Gabriella Lucchese

PREMIO DELLA CRITICA OVER 18 – Stefano Durante

 

Ormai non facciamo più attenzione al degrado urbano delle periferie e semi-periferie delle nostre città che, a partire dal dopoguerra, hanno mortificato lo spirito e condizionato pesantemente i comportamenti di milioni di cittadini Italiani. La ricostruzione morale e fisica dell’Italia è stata affidata, dal 1946,  ad un branco di lupi famelici che , approfittando del disastro in cui il fascismo  aveva trascinato un Popolo ancora in formazione, destinandolo ad un epilogo di fame, morte e distruzione, hanno sconvolto a suon di mazzette e favori le regole urbanistiche ed edilizie, che erano e sono ancora oggi di fondamentale importanza per l’assetto del territorio e la convivenza civile della popolazione. E’ sufficiente fare una passeggiata per questi caotici agglomerati e osservare il paesaggio che si muove intorno a noi: una realtà fatta di edifici soffocati dalla loro stessa ingombrante presenza, uno vicino all’altro, senza aria, senza marciapiedi adeguati, senza parcheggi, senza piazze; ovunque caos e alienazione per chi ci vive, e oppressione per chi ci passa. Eppure le Leggi ci sono  (anche troppe in verità), ma non vengono applicate per la presenza costante di quei lupi famelici cui accennavamo precedentemente; più propriamente per la presenza dei discendenti di quei lupi famelici, cui si sono aggiunti, nel frattempo, ulteriori branchi di volpi astutissime: così nell’edilizia, così nella politica.

L’Italia è, oggi, letteralmente a pezzi! Prescindendo dalla grave crisi economica che comunque ci costringe a scelte di campo per far fronte alle priorità, ci troviamo nel bel mezzo di una svolta storica: la caduta di Berlusconi e del berlusconismo e il declino della cosiddetta seconda Repubblica. E’ questione di poco tempo e l’Italia dovrà tornare a “ricostruirsi”; ma su quali basi? E’ necessario che la nostra democrazia sia rifondata su due pilastri: l’attuazione costante della Costituzione repubblicana, in questi giorni in pericolo per i tentativi delle “volpi astutissime” di cambiarla, innescando così svolte autoritarie, e la formazione delle nuove generazioni intorno a saldi princìpi morali e civili. Nel primo caso occorre la vigilanza e la partecipazione alle vicende politiche e sociali del Paese di tutti quei Cittadini, e purtroppo non sono molti, che si ritengano coscienti del loro ruolo attivo nella Società, e determinati a farla progredire per il bene  ogni suo componente,  qualunque sia la sua condizione socio-culturale e la religione di appartenenza. Nel secondo caso occorre investire sulla Scuola Pubblica, proiettandola in una nuova stagione in cui siano predominanti i riferimenti culturali e storici che hanno determinato l’ordinamento repubblicano scaturito dal Risorgimento e dalla Resistenza. Una scuola il cui fine sia quello di formare il futuro cittadino all’osservanza delle leggi, al rispetto degli altri e di sè stesso, educandolo alla vita collettiva e comunitaria.

Il tempo dell’inerzia è finito! Dobbiamo ricostruire il nostro Paese.

p.m.

 

La vittoria momentanea delle forze militari e volontarie della Repubblica Romana suscitò grandi entusiasmi nel Popolo di Roma; si era riusciti a battere sul terreno uno dei più potenti eserciti del mondo. La macchina bellica francese avrebbe schiacciato con le armi, solo un mese dopo, le speranze e le illusioni di quella meravigliosa stagione.

 

 

E’ stata celebrata la ricorrenza del 30 Aprile con la Società di Mutuo Soccorso “Giuseppe Garibaldi”,  l’Istituto Internazionale di studi “Giuseppe Garibaldi”, ente promotore, l’Associazione Nazionale Garibaldina, l’Associazione Nazionale “Cacciatori delle Alpi” e l’Associazione culturale “Gli amici di Righetto”. Ha partecipato alla celebrazione la V classe dell’Istituto comprensivo “Via Crivelli”, accompagnata dal Dirigente scolastico e da due insegnanti ; la Presidente della Commissione scuola, cultura e sport del Municipio XVI, Avv. Cristina Maltese, la Direttrice del Museo della Repubblica Romana Dott.ssa Mara Minasi e varie Associazioni culturali e d’Arma. Alla presenza di Giuseppe Garibaldi, Presidente dell’Ist. Internaz. di Studi “Giuseppe Garibaldi”, della Signora Maria Antonietta Grima Serra, Presidente dell’Associazione Nazionale Garibaldina, dell’Arch. Paolo Macoratti, Presidente dell’Associazione Garibaldini per l’Italia, sono intervenuti il Prof. Giuseppe Monsagrati e il Prof. Franco Tamassia. La cerimonia è stata significativa per la presenza di alcuni discendenti di Goffredo Mameli e di Paolo Narducci, quest’ultimo tra i primi a cadere il 30 Aprile 1849 per la repubblica Romana.

http://www.youtube.com/watch?v=96ePk3QCS5o 

Roma, 30 Aprile 2013 – ore 11,30 - Museo Ossario Garibaldino - Via Garibaldi, 29/e – http://www.facebook.com/photo.php?v=451725671579134 

 

 

 

      All’interno del fiume di promesse che quotidianamente ascoltiamo dai leaders di tutti gli schieramenti politici, emergono spesso annunci legati alla volontà di riformare Scuola e Sanità, pilastri fondamentali del nostro ordinamento costituzionale. Riforme, più o meno condivisibili, hanno determinato dal dopoguerra ad oggi un lento e costante declino della Scuola Pubblica  che ultimamente ha subìto una rapida e tragica accelerazione, amplificata da ciechi tagli lineari che hanno messo in ginocchio le fondamenta stesse del nostro vivere civile. Inutile sottolineare l’importanza primaria che la Scuola assume nel progresso civile e sociale di una Nazione; inutile soffermarci sulle pesanti ricadute che un suo depotenziamento strutturale e culturale potrebbe comportare..
Da questo sito abbiamo più volte evidenziato l’interdipendenza tra i Principi Fondamentali della Costituzione della Repubblica Romana del 1849 e quelli della nostra attuale Costituzione del 1946; tale fondamento è determinante perchè tutti gli Italiani si riconoscano nelle loro uniche e vere radici storiche, democratiche e repubblicane. Infatti l’art. 8 della Costituzione della Repubblica Romana, propugnando la libertà d’insegnamento, ha aperto la strada all’art. 33 della nostra Costituzione che recita: L’arte e la scienza sono libere e libero è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Senza avere la pretesa di essere dei campioni in fatto di diritti e doveri del cittadino, non possiamo non denunciare l’incostituzionalità degli stanziamenti pubblici alla scuola privata, che nella legge di stabilità per il 2013 sono arrivati a ben 223 milioni di euro; fondi che, se ben gestiti, avrebbero fornito un utile e sostanzioso contributo per una riforma seria e costruttiva della scuola pubblica . Invece cosa accade? Non solo si stornano fondi preziosi per il futuro della maggior parte dei nostri giovani (visto che i figli di coloro che possono permettersi una retta da scuola privata sono in minoranza), ma si aggrava la condizione degli studenti, del corpo docente e delle strutture pubbliche applicando   una serie di norme tendenti ad affossare il vero “libero insegnamento”, che appartiene solo ed esclusivamente alla scuola pubblica! Politici e tecnici senza scrupoli sembra abbiano deciso di cambiare le regole della democrazia, e continuano a farlo con disinvoltura e arroganza. Ci sorprendono anche le parole di Mario Monti quando definisce “conservatori” quei  professori che non accettano l’aumento di due ore di lezione che, a detta del Governo, servirebbero a recuperare fondi da investire nella scuola pubblica! Le regole sono le basi della democrazia; quando queste vengono sistematicamente violate, a dispetto del parere della maggioranza dei cittadini, si ha la certezza che la libertà sia un bene da riconquistare.
In questi giorni di manifestazioni e lotta nelle scuole e nelle piazze d’Italia, ci siamo avvicinati ad alcune realtà della nostra città; ci ha favorevolmente colpito la matura consapevolezza degli studenti dei licei e degli Istituti professionali romani sui problemi tecnici che hanno generato il disagio e la protesta. Tra queste realtà occorre menzionare l’operato dei Professori e della Dirigente scolastica del Liceo Terenzio Mamiani di Roma per aver dato spazio e voce agli studenti, segno di una sapiente comunicazione culturale, finalizzata alla formazione di un’autonoma capacità  di lettura critica delle Leggi e delle conseguenze delle loro applicazioni. 

Il Collegio dei Docenti del Liceo Mamiani ha redatto un documento, in difesa della Scuola Pubblica, esemplare per la società civile italiana. Ne riportiamo il testo integrale ringraziando gli autori per il prezioso contributo.

 

 

 

 DOCUMENTO APPROVATO DAL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO MAMIANI

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA STATALE 

NO ALLA FINE DELLA LIBERTA’ DI PENSIERO PER I DOCENTI


Dopo i durissimi attacchi dei Governi Berlusconi alla Scuola Statale, molti Docenti avevano sperato che, con il Governo del Professor Monti, la professionalità dei suoi Colleghi dei vari ordini di Scuola sarebbe stata finalmente riconosciuta, rispettata, onorata. Purtroppo la speranza si è dimostrata ancora una volta mal riposta. Ancora tagli agli organici. Otto anni di blocco sugli stipendi (con perdita dal 2006 del 25% del potere d’acquisto), senza più nemmeno l’indennità di vacanza contrattuale. Un patente disprezzo per il quotidiano lavoro dei Docenti spinge la nostra classe politica e dirigenziale persino ad ipotizzare un aumento secco di sei ore di insegnamento settimanale, un’ipotesi assurda che non tiene assolutamente conto né di quello che significa insegnare, né della fatica intellettuale che questo comporta, sia in termini di preparazione di lezioni che di lavoro con gli studenti. (Questa ipotesi sarà estesa anche ai docenti universitari? O è un regalo solo per chi insegna negli ordini di scuola precedenti alla formazione universitaria? E il Ministro pensa che l’insegnamento in questa fase sia una trasmissione pedestre? L’opera di catechizzazione era del regime fascista, e ci risulta che questo sia stato superato e che la nostra Costituzione affidi alla scuola ben più alti compiti…. Ma non dobbiamo essere certo noi a spiegarlo ad un Ministro della Repubblica…). Se tale scriteriata ipotesi è stata partorita in base ad una logica puramente ragionieristica, ciò significa che essa ha come scopo solo lo smantellamento della scuola statale. Come potranno infatti i Docenti (cui in pratica ormai si chiede di dover lavorare quasi gratis) sostenere almeno quarantotto-cinquanta ore effettive di lavoro a settimana, essere obbligati a correggere ogni anno centinaia di compiti e verifiche in più, a preparare molte più lezioni, a ricevere molti più genitori, a curare la crescita e l’educazione di molti più alunni, senza contare la moltiplicazione di riunioni e la partecipazione agli organi collegiali? Si tratta di una Soluzione Finale, per stroncare chi è di ruolo e per risolvere drasticamente il problema del precariato? Il tutto sembra rientrare nella tecnica tutta politica di depauperare i lavoratori e di togliere ai giovani finanche la speranza di trovare lavoro. Mentre si confermano gigantesche spese militari e privilegi per le caste di potere, non vi sono patrimoniali eque e non viene risolto il problema dei cento miliardi annui di evasione fiscale. Ciò nondimeno, la nostra preoccupazione di Docenti della Repubblica va soprattutto alla prossima trasformazione in legge del Ddl 953 (ex disegno di legge Aprea) sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche”: legge che molto probabilmente verrà varata, grazie all’inusitata armonia bipartisan tra partiti apparentemente avversi su tutto, tranne che sulla distruzione della Scuola Statale istituita dalla Costituzione.

Questa legge prevede la creazione di un «consiglio dell’Autonomia» al posto dell’attuale Consiglio d’Istituto, organo di indirizzo della scuola. Non ne farà più parte il personale non docente della scuola, al posto del quale troveremo invece «membri esterni, scelti fra le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, in numero non superiore a 2 […]» (art. 4), i cui dubbi criteri di individuazione hanno solo una certezza: un regalo di potere ideologico e finanziario al localismo territoriale. La logica della convenienza privata e della clientela si sostituirà così al controllo democratico dell’interesse collettivo, perché ogni scuola sarà esposta ai poteri forti presenti nel territorio. Ogni Consiglio dell’Autonomia elaborerà uno «Statuto autonomo», diverso per ciascuna delle diecimila scuole italiane, che regolamenterà (normalizzandole) l’amministrazione dell’Istituto, la strutturazione degli organi interni, nonché le delicate relazioni tra le diverse componenti che ne fanno parte: materie finora regolate da una normativa unitaria per tutto il territorio nazionale. Lo Stato, insomma, non garantirà più le pari opportunità degli studenti nell’esercizio del diritto allo studio. Si arriverà ad una scuola asservita ai “cerchi magici” che ben abbiamo visto all’opera in questo ultimo ventennio.

Inoltre lo Statuto definirà in ogni scuola le regole secondo cui studenti e genitori avranno il diritto di partecipare; cancellando così il Decreto Legislativo 297/94 (Testo Unico sulla scuola) che finora dettava le norme sugli organi collegiali. Quei decreti delegati, conquista di dignità e di democrazia, che hanno dato voce a tutte le componenti della scuola.

E non è tutto: lo Statuto autonomo di ogni singola scuola scavalcherà le competenze didattiche dei Docenti e la loro libertà di insegnamento, perché stabilirà «la composizione e le modalità della necessaria partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe (art. 6 c. 4)».

Verrà istituito un «nucleo di autovalutazione» con il compito di giudicare la “qualità” della scuola (art. 8). Ne faranno parte uno o più membri esterni, che giudicheranno in collaborazione con l’Invalsi e sulla base dei suoi famigerati quiz.

L’articolo 10 prevede l’opportunità di «ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico delle loro attività», rimarcando che tali fondazioni «possono essere soggetti sia pubblici che privati, fondazioni, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni no profit (art. 10 c. 2)». Tali soggetti avrebbero il proprio posto nel Consiglio dell’Autonomia, implicitamente condizionandone le scelte, secondo criteri altri rispetto a quelli della libertà di ricerca, di pensiero, di insegnamento, di apprendimento, sancita dalla Costituzione repubblicana.

Alla gravità del progetto si aggiunge la gravità del metodo usato per farlo diventare legge dello Stato. Infatti il 4 aprile 2012 la Camera ha trasferito il testo unificato alla VII Commissione Cultura in sede legislativa. Di conseguenza, il testo unificato sarà reso legge a tutti gli effetti dalla Commissione e non dall’intera Assemblea, perché subordinato alla procedura riservata ai progetti di legge privi di speciale rilevanza di ordine generale, o che rivestono particolare urgenza. Dunque, nonostante esso rappresenti uno stravolgimento della Costituzione, è stato trattato come una questione di eccezionale urgenza, senza pubblico dibattito e, spiace dirlo, con la complicità di tanti blasonati media che preferiscono non disturbare le cordate di “tecnico” affossamento della Scuola Statale. Tanto scomoda, perché l’unica libera, e ultimo baluardo di resistenza di formazione critica. Viene il sospetto che il famigerato disegno Aprea, bocciato nel 2008/09 dal grande movimento di contestazione di opinione pubblica, sia stato adesso rimesso in carreggiata con la segreta e malcelata speranza che i Docenti non se ne accorgessero, o che credessero alle imbarazzate giustificazioni di quei politici che, quasi in camera caritatis, surrettiziamente sovvertivano i principi su cui si basa la Scuola istituita dalla Costituzione della nostra Repubblica (democratica e fondata sul lavoro).

Ma i Docenti se ne sono accorti; dimostrando di non essere inquadrabili nel cliché ufficiale, comodo per la parte governativa, che da decenni cerca di squalificarli in ogni modo, nel delirio di una Brunetteide di regime che avrebbe voluto dipingerli come incompetenti, ignoranti e fannulloni.

Pertanto, noi sottoscritti Docenti del Liceo Classico Statale “T. Mamiani” di Roma, nella piena consapevolezza dei nostri diritti, delle nostre prerogative in ambito pedagogico-didattico e, soprattutto, della nostra dignità, rifiutiamo con forza la politica governativa sulla Scuola, e invitiamo i Colleghi di tutte le Scuole d’Italia a respingere con tutte le proprie forze il Ddl 953 (ex disegno di legge Aprea) sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche”, nel nome della Costituzione, delle leggi tuttora vigenti, della libertà di insegnamento, della libertà di pensiero, della libertà di apprendimento.

Rifiutiamo la logica, smaccatamente neoliberista ed antiliberale, che ha spinto il Presidente del Consiglio a tagliare ulteriori fondi alla Scuola Statale e a dichiarare, nell’agosto scorso, che «Il governo non farà mancare alle scuole non statali, cui riconosce una essenziale funzione, il necessario sostegno economico». Se questa logica prevalesse, se fosse varata la controrivoluzione che il Ddl 953 prefigura, noi Docenti non saremmo più liberi di decidere che cosa insegnare e come (con gravissimo pregiudizio per il progresso culturale e civile di questo Paese); il potere discrezionale dei Dirigenti Scolastici aumenterebbe enormemente (alla faccia della “autonomia”); la didattica verrebbe decisa non più dai Docenti, ma dai privati esterni.

Invitiamo i Docenti d’Italia, i Prèsidi e i lavoratori della Scuola tutti ad adottare ogni possibile e legale forma di lotta per impedire che questo scempio della comune libertà avvenga; a restituire le tessere di quei sindacati e di quei partiti politici che questo scempio non respingeranno esplicitamente e fattivamente; a premiare, al contrario, quelle forze politiche e sindacali che si mostreranno coerenti con il mandato costituzionale respingendo il Ddl 953.

Invitiamo i genitori e i cittadini d’Italia a sostenerci e a difendere con noi la Scuola Statale. Altrimenti, il destino delle nostre scuole e dei nostri figli sarà in balia delle caste e dei loro ricatti clientelari. Inoltre, le scuole dei territori più poveri verranno ulteriormente impoverite, perché lo Stato non sarà più il principale finanziatore dell’istituzione scolastica. Si realizzerà il principio della sussidiarietà, tanto caro ai gestori delle scuole private, che sognano la scuola del precetto, del libro unico, del maestro unico.

Invitiamo gli studenti d’Italia, nostri alunni e nostri figli, a sostenerci e a difendere con noi la Scuola Statale: per non avere Docenti ricattati, demotivati e costretti a diventare trasmettitori di quanto imposto da forze di potere ideologico-finanziario; per far valere ancora le proprie ragioni nei Consigli di Classe; per impedire che ogni scuola abbia il proprio regime, e che i diritti degli studenti non siano più garantiti.

MAZZINI, SECCHIELLO E PALETTA

Attenti bambini, arriva Mazzini. Lui, proprio lui. Quel personaggio storico francamente antipatico: pensoso e severo, nero e funereo, così ininterrottamente esigente. Quello che “leva il volto che giammai non rise”, secondo la rimbombante poesia carducciana (ma perché poi non rideva mai?). Lui, proprio lui. Ebbene, nei giorni di ferragosto si è ripresentato. Se si organizzasse un test di confronto, non c’ è dubbio che Garibaldi vincerebbe a mani basse. Passava a cavallo – camicia rossa, poncho sulle spalle – e i cantastorie siciliani intonavano: “E l’ ho visto io stesso a Monreale/E vidi i lampi che gli uscivan dagli occhi/Ei non è fatto di tempra mortale/E non c’ è ferro che nel cor lo tocchi”.

Mazzini invece ce lo immaginiamo – come del resto ce lo rappresentano – sempre seduto su una poltrona che guarda fisso davanti a sé – preoccupato, assorto – e chissà a che pensa. Garibaldi ispira fiducia, si presta a far da simbolo, anche se il simbolo non risulta poi necessariamente vittorioso. Come per il Fronte popolare delle sinistre alle elezioni del 18 aprile 1948, come per Bettino Craxi più tardi. Secondo un’ ingegnosa formula interpretativa, dovuta al semiologo Omar Calabrese, Garibaldi non muore. Rinasce subito nella figura romanzesca di Sandokan (alla riscossa con le sue Tigri della Malesia). Ma quale eroe popolare ha mai generato Giuseppe Mazzini, rinascendo? Quale movimento politico ha mai pensato a mettere la sua faccia nei manifesti elettorali? Quella faccia accigliata adesso è ritornata. Occupando tutt’ intera la copertina del settimanale inglese “Times Literary Supplement” del 5 agosto (numero 4766): “Mazzini our contemporary”. Mazzini nostro contemporaneo. In copertina. Nelle pagine interne si presenta e descrive il nuovo libro (pare piuttosto bello) che lo storico inglese Denis Mack Smith molto esperto di cose italiane, a Mazzini per l’ appunto ha dedicato. Per dire: quanto sono stati ingiusti Cavour e i Savoia a maltrattarlo. Quanto sono stati (e sono) ingiusti gli italiani a dimenticarlo. Passano dieci giorni, si arriva al lunedì di Ferragosto. Si esce di casa per comprare i giornali, da leggere sotto la quercia o sulla spiaggia. E si incappa sull’ “Unità” in una lunga intervista, una pagina intera, a Carlo Tullio-Altan. Che per un’ altra strada, del tutto indipendente (Tullio-Altan non è uno storico, è un antropologo) sta arrivando, dopo anni di studio, alle stesse conclusioni. Gran parte dei nostri guai deriverebbe dalla scarsa considerazione in cui abbiamo tenuto (teniamo) Giuseppe Mazzini. Non abbiamo un gran senso dell’ interesse comune, del bene pubblico, si sa. Abbiamo un senso piuttosto robusto – risentito e rissoso – dei nostri diritti (perbacco: cosa fa per noi lo Stato?). Ma un senso assai più fievole – quando non addirittura inesistente – dei nostri doveri. Che l’ ha scritto a fare Giuseppe Mazzini quel suo libro I doveri dell’ uomo?

Dice Carlo Tullio-Altan: “Alla fine dell’ Ottocento due forti venti – entrambi importanti, intendiamoci e portatori istanze progressiste – spazzano via il pensiero mazziniano: quello del socialismo planetario e quello del cattolicesimo sociale italiano. L’ idea dei diritti finì per scacciare quella ancora acerba dei doveri. Si innestò una spirale di disimpegno civile nella quale ognuno doveva pensare per sé, per il suo ‘ particulare’ , per la sua famiglia. ‘ Tengo famiglia’ , è divenuto la formula riassuntiva dello spirito pubblico italiano. Che poi significa ‘ …e dunque non tengo patria’ “. Erano i giorni di Ferragosto. Su altre spiagge – italiane o straniera – dalle parti di Cagliari, della Versilia o dell’ isola di Formentera – alcuni nostri giovani connazionali, particolarmente dotati di spirito garibaldino (“All’ attacco, Tigri della Malesia!”) si davano spavaldamente da fare per rivendicare i loro sacrosanti diritti di turisti, o per rammentare ai venditori ambulanti di colore i loro doveri. C’ è un giornalista italiano, si chiama Beppe Severgnini, lavora per la Voce, che li ha studiati a lungo gli italiani in vacanza. Ne ha tratto la conclusione che sono (mi correggo subito: che siamo) come dei bambini avidi e incontinenti. “Siamo i bambini d’ Europa”. Però forse qualcosa sta già cambiando. Come dimostrano le reazioni – civilissime – di altri italiani, di altri bagnanti a quei brutti episodi. Attenti bambini, ritorna Mazzini.

 

Beniamino Placido La Repubblica 21 agosto 1994

Giornalista e critico letterario- televisivo

 

Molti reduci garibaldini, tornati nelle terre d’origine dopo le estenuanti ed eroiche campagne condotte a fianco di Giuseppe Garibaldi, condussero il resto della loro vita con dignità e coerenza a quegli ideali repubblicani e democratici che li avevano animati fin dal primo fermento  risorgimentale.  Spesso poveri, non si integrarono facilmente con il regime monarchico unitario, restando fedeli fino in fondo al pensiero di Mazzini e all’azione liberatrice di Garibaldi.

Nelle pagine seguenti entriamo nella vita di uno di questi “dimenticati” patrioti italiani, Enrico Mattia Zuzzi (1838-1921), con un documento inedito: le memorie di un volontario della Grande Guerra, che lo conobbe da bambino, quando il Zuzzi era ormai vecchio. E’ un dialogo semplice ma intenso tra due generazioni; due generazioni che hanno portato, in nuce, il seme della libertà.

http://www.albodoroitalia.it/reg/fvg/udine/com/codroipo/page4.html

 

Il garibaldino Enrico Mattia Zuzzi

Dalle memorie di Umberto Macoratti  (1898-1966)

A Codroipo viveva il dott. Enrico Mattia Zuzzi, il medico dei poveri, che prestava a tutti, gratuito, il suo ministero sanitario; a lui si rivolgevano coloro che non potevano pagare le visite e i medicinali, compresa mia madre. I poveri dicevano un gran bene di lui, però…

“Peccato che non vada mai in chiesa…”

“Perchè, mamma?”

“E’ un garibaldino dei Mille”

Era un solitario: lo vedevo tutti i giorni dirigersi verso la campagna col suo cane. Desideravo tanto parlargli. Un pomeriggio finalmente lo fermai:

“Signor dottore, le dispiace se l’accompagno nella sua passeggiata?”

“Chi sei?”

“Sono un figlio di Colomba”

Divenimmo amici, ma da quel giorno smisi di fare il chierichetto. Modestissimo, non parlava mai di sé, né si vantava di quanto faceva, ripugnandogli di mettersi in evidenza. Sebbene povero, non chiese né ebbe mai nulla da nessuno. Dopo lunga meditazione, io gli rivolgevo le domande a bruciapelo, come fanno i bambini curiosi, e la mia curiosità, a volte, lo metteva di buon umore. Così seppi che aveva combattuto a Calatafimi, a Palermo, a Milazzo. Ricordava che i mercenari Bavaresi fatti prigionieri furono tutti scaraventati giù dal ponte di Maddaloni. Nei Mille faceva parte della VII compagnia comandata da Benedetto Cairoli. A Quarto, la sera del 5 Maggio prima di imbarcarsi, l’eroica madre friulana Fanny Luzzatto gli aveva affidato il figlio diciassettenne Riccardo, dopo aver impartito ad entrambi la materna benedizione. Era stato anche presente all’incontro, fra Teano e Sessa, di Garibaldi e di Vittorio, e ricordava l’incidente tra un maggiore garibaldino romagnolo, mutilato di una gamba e a cavallo, e un ufficiale del seguito reale. Egli narrava tutti questi avvenimenti con estrema semplicità e assoluta modestia. Però non era come Pre’ Antoni (ndr: Padre Antonio Snaidero, Parroco di Gradiscutta di Varmo) che si scagliava contro i ricchi a favore dei poveri; anzi, biasimava uomini di fama gloriosa come Turati ed altri socialisti, ritenendoli degli antinazionali. Era un mazziniano, un patriota ardente e temerario. […..] . Mi sembrava persino impossibile che quell’uomo così modesto avesse avuto tanto coraggio. Quando, nel 1864, sfidando il capestro, ritornò segretamente nella sua terra per organizzare insieme a Titta Cella un’insurrezione armata in Friuli, Mazzini gli scrisse una lunga lettera di incoraggiamento, e Garibaldi gli inviò istruzioni per la costituzione di una Legione Friulana, che doveva proteggere uno sbarco di Garibaldi a Marano Lagunare. Ora quel vecchietto, che aveva combattuto le battaglie a fianco dell’Eroe dei due mondi, da Marsala a Teano, dal Trentino a Mentana, camminava silenzioso per i sentieri solitari della campagna, in compagnia di un cane da caccia e di un monello qualunque. Per non annoiarlo giocavo con il suo cane prediletto, aspettando che si presentasse l’opportunità di rivolgergli una domanda che mi stava tanto a cuore

“Dottore, perché lei non va mai in chiesa?”

 Mi parve contrariato, per dover dare spiegazioni a un ragazzo scalzo e straccione; ma alla fine sorrise:

“Non c’è bisogno. Io prego nella mia camera; prego ogni momento…prego anche adesso che parlo con te. Il tempio di Dio è l’universo. Dio è nella coscienza degli uomini”.

“Ma allora non ci sarebbe bisogno delle chiese?”

“Certo, non ce n’è bisogno…”

“E la religione chi la insegnerebbe?”

“La religione che insegnano i preti non è quella di Cristo; essa serve per mantenere la moltitudine nell’ignoranza e nella superstizione…”

Ebbi paura.

“ Ma Pre’ Antoni non predica questo !”

“ Si può fare del bene anche senza essere preti. Però vale più Pre’ Antoni che mille preti messi insieme.” [….]

Dottor Mattia Enrico Zuzzi: poeta, medico e “Garibaldino”.

Visto attraverso gli occhi del trisnipote Capitano Mattia Zuzzi.

Il giorno 16 marzo si è svolta, presso la biblioteca del Comune di Codroipo (UD), una conferenza sui garibaldini friulani, tenuta dal prof. Folisi ed alla quale è intervenuto, con una relazione specifica, il dottor Filippo Maria Zuzzi, fratello del Capitano Mattia Zuzzi e assieme a lui tris-nipote diretto del dottor Mattia Enrico Zuzzi, eroe dei Mille di Garibaldi. L’iniziativa è avvenuta nel contesto dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia ed ha visto presenti autorità politiche e militari della zona del Medio Friuli.

Il dottor Mattia Enrico Zuzzi nacque a Codroipo (Udine) nel 1838, primo di quattro fratelli che parteciparono alle Guerre di Indipendenza a vario titolo. Mattia era figlio di Enrico Domenico, notaio della cittadina del Medio Friuli e membro attivo della Carboneria, poi divenuto Deputato della IX e X legislatura.. Dopo gli studi classici a Udine, Mattia si spostò a Pavia per studiare medicina nella locale università. Qui si unì da subito ai gruppi di patrioti intellettuali, al tempo stesso conservando il piacere di tradurre in versi, anche in latino, le numerose ispirazioni che la Musa gli offriva. A Pavia Mattia Zuzzi rafforzò gli ideali di una Patria Italiana unita ed indipendente, seguendo il pensiero mazziniano repubblicano. Nelle guerre di Indipendenza fece parte di numerosissime compagini che presero parte alle ostilità: fu in Trentino nel 1866 ed a Mentana nel 1867. Garibaldi e Mazzini gli offrirono anche il Comando e la pianificazione di assalti che avrebbero dovuto avere come obiettivo fortezze austriache nel Friuli costiero e orientale, incoraggiandolo in prima persona durante incontri privati, dato il momento politico favorevole. Ma il momento più alto del suo impegno di Combattente, pur senza aver mai portato una uniforme istituzionale, è la partecipazione all’impresa del Mille. Partito da Quarto, partecipò a tutta l’operazione, fu ferito a Milazzo e successivamente riprese i combattimenti sul Volturno. Scrisse in versi l’epopea “La leggenda dei Mille. Da Quarto a Calatafimi”. Fu inoltre presente allo storico incontro tra Garibaldi ed il Re Vittorio Emanuele II in Teano (CE). Dopo la spedizione esercitò la professione di medico nel Bergamasco e, una volta liberata la sua terra natale dalla dominazione Asburgica, in Friuli. Era infatti stato dichiarato ricercato all’interno dell’Impero Austro-Ungarico. 50 anni dopo l’epopea dei Mille, ripercorse con gli altri garibaldini rimasti in vita la navigazione ed il movimento svolto tra il 1859 ed il 1860. Allo scoppio della I Guerra Mondiale, benché ottuagenario, chiese di essere arruolato volontariamente come Ufficiale medico, ricevendo un rifiuto. Ciononostante, dopo la disfatta di Caporetto ed a seguito della Battaglia del Piave, prestò volontariamente soccorso ai soldati italiani feriti, ed a quelli austriaci più gravi. Colpito da broncopolmonite nel 1918, a causa delle sue frequenti visite ai soldati feriti nel clima freddo della pianura friulana, non si riprese più, nonostante la fortissima fibra. Morì nel 1921, dopo una vita di sacrifici a servizio della Patria. Fu un uomo talmente virtuoso ed umile, da rifiutare sempre la pubblica arena ed i relativi onori della ribalta.

Lo storico del Risorgimento Germano Bevilacqua, citando espressamente i quattro fratelli Zuzzi, Mattia, Costanzo, Leonardo e Giacomo, scrisse in uno dei suoi libri: “nessun monumento né ringraziamento saranno mai abbastanza grandi e sentiti per onorare quanto la famiglia Zuzzi ha fatto per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia”.

Capitano Mattia Zuzzi

 

Invitiamo i lettori di questo spazio web a collaborare con noi, ed inviarci altre testimonianze inedite che saremo lieti di pubblicare su questo sito.

Arch. Paolo Macoratti

Presidente Associazione Garibaldini per l’Italia

Con questo libro intendiamo rendere omaggio a quei volontari Garibaldini friulani, sconosciuti ai più, che combatterono a fianco di Giuseppe Garibaldi in quasi tutte le battaglie per l’unità d’Italia. Un’occasione unica per ripercorrere pagine importanti della nostra storia risorgimentale, rivissuta attraverso i racconti di protagonisti  coraggiosi, animati da un profondo amore per la Patria ed una indomabile coerenza con i princìpi  più alti del pensiero mazziniano.

Ringraziamo gli autori di questa importante ricerca storica che hanno messo in rete l’intera pubblicazione, ricca anche di immagini preziose. (vedi l’indice nelle pagine finali del documento)

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Gli alunni della Scuola Gaetano Grilli di Roma

verso il 150° dell’Unità d’Italia

Per merito ed iniziativa delle insegnanti della V^ classe, costrette ad operere in un contesto scolastico privato del racconto del nostro Risorgimento, gli alunni della “Grilli” hanno risposto con entusiasmo al richiamo degli ideali repubblicani, rendendosi protagonisti del filmato che qui riproduciamo

 

12 dicembre 2010
10:00

Domenica 12 Dicembre 2010 appuntamento a Roma , arco dei Quattro Venti al Gianicolo, alle ore 10.00 per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia ; manifestazione organizzata dal comitato di quartiere Monteverde.


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Una giornata magistrale, in cui storia, Risorgimento, tradizioni popolari e musica si sono fuse in una festa del comune sentire i cui più importanti destinatari sono stati i bambini. E’ un metodo, quello adottato dal Comitato di quartiere Monteverde-Quattro Venti, che deve farci riflettere sulle strategie da adottare per trasmettere la storia del Risorgimento alle nuove generazioni

Saluto al Presidente del Municipio Roma XVI

La Banda Nazionale Garibaldina di Mugnano (Pg)

La banda in piazza Federico Caffè

Il Risorgimento visto da noi…

Cronaca della Repubblica Romana del ‘49

Alcuni meritevoli Insegnanti della Scuola Secondaria di I° grado “Giuseppe Sinopoli” di Roma hanno organizzato nel 2009 una visita al Gianicolo con gli alunni delle classi III/A/F/H.

Ragazzi e Professori, accompagnati da alcuni soci garibaldini, hanno potuto ripercorrere gli eventi legati alla Repubblica Romana del 1849, nei luoghi  stessi ove avvennero le furiose battaglie in difesa del nuovo stato repubblicano.

I ragazzi della Sinopoli, seguiti dai loro Insegnanti, hanno redatto le pagine seguenti con ottima capacità di sintesi; ne è scaturito così un eccellente lavoro, utile ed importante per conservare la memoria storica del nostro Risorgimento, ma soprattutto perché ha creato nei giovani interesse e passione per uno degli eventi che, più di altri,   ha contribuito a costruire la coscienza civile e democratica del nostro paese.

Gli articoli scritti dagli alunni della scuola media Statale “Giuseppe Sinopoli” di Roma

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