Archivio Eventi

     L’occasione per il primo incontro tra i Soci delle due Associazioni garibaldine, italiana e tedesca, è avvenuta nella ricorrenza del 30 Aprile 2018 , nel 169° anniversario della famosa battaglia del 1849, simbolo della Resistenza della Repubblica Romana all’assedio che sancì la sua definitiva caduta. La Delegazione tedesca era rappresentata dal Presidente Dr. Thilo Fitzner, accompagnato dalla moglie Gertrud (simpatizzante); dal vice-Presidente Lothar Hillenbrand e dalla moglie Birgit (esperta in uniformi e cavalli); dalla Signora Walburga Pilch (responsabile per la stampa) e Wolfgang Binder (esperto in navigazione). Per l’Italia erano presenti: il Presidente, Arch. Paolo Macoratti; il Presidente Onorario Dr. Maurizio Brigazzi accompagnato dalla moglie Prof.ssa Laura Mereu (simpatizzante); la Segretaria Sig.ra Monica Simmons; la Prof.ssa Silvia Mori (interprete); Maurizio Santilli (Consiglio Direttivo); Prof.ssa Orietta Citoni (Collegio dei Revisori); Dott.ssa Enrica Quaranta (conduzione cerimonie); Arch. Gianni Blumthaler (fotografia); Prof. Carlo Felici (storia); Sig. Stefano Dini; Giuseppe Musacchio (simpatizzante).

     Domenica 29 Aprile i membri delle due Associazioni hanno visitato il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina del Gianicolo e parte dei luoghi delle battaglie che si svolsero nei pressi di Porta San Pancrazio tra maggio e giugno 1849. Un pranzo conviviale alla cantina del Castello di Torre in Pietra, nei pressi di Roma,  ha terminato la mattinata, favorendo la socializzazione tra i membri delle due rappresentanze. Il pomeriggio è stato dedicato alla visita della collezione garibaldina del Socio Onorario Leandro Mais, durante la quale la delegazione tedesca, accompagnata anche dalla moglie di Mais, Sig.ra Maria Pia Rosati, ha potuto ammirare alcuni pezzi importanti della raccolta, e apprezzare gli omaggi che il Sig. Mais ha voluto donare in segno di amicizia ad ogni componente della delegazione.

     Lunedì 30 Aprile si è svolta al Sacrario dei caduti per Roma la celebrazione del 169°della battaglia del 1849, alla presenza dell’Associazione Nazionale Garibaldina, dell’Istituto di Studi Internazionali Giuseppe Garibaldi e rappresentanze di altre associazioni, con la partecipazione del Picchetto armato dei Granatieri di Sardegna in uniforme storica e della Fanfara della Polizia di Stato a cavallo. Sono intervenuti: l’Assessore alle politiche educative e scolastiche del XII Municipio di Roma Capitale, Avv. Fabiana Tomassi – La Dott.ssa Mara Minasi, responsabile del Museo della R.R. e del Sacrario dei caduti per Roma, il Presidente della “Garibaldi Gesellschaft Deutschland”, Dott. Thilo Fitzner, il Presidente dell’Ass. Garibaldini per l’Italia, Arch. Paolo Macoratti, la Presidente dell’Ass. Naz. Garibaldina, Sig.ra Maria Antonietta Grima Serra, il Direttore dell’Ist. di Studi Internaz. G. Garibaldi, Prof. Franco Tamassia.

     Saldare l’amicizia tra i popoli europei nel segno di Giuseppe Garibaldi, esempio di grande onestà, umanità e umiltà, come è stato ricordato nell’intervento del Dott. Fitzner, è compito di tutti coloro che credono nei valori più alti del progresso umano; valori che è  indispensabile possedere in questa epoca tormentata da guerre e minacce di guerre.

PREMIAZIONE CONCORSO ALBERTO MORI

5° ANNO

L’ASSOCIAZIONE GARIBALDINI PER L’ITALIA, IN  OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL 169° ANNIVERSARIO  DELLA BATTAGLIA DEL 30 APRILE 1849 IN DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA, PROMUOVE, IN COLLABORAZIONE  CON IL MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA, L’INIZIATIVA DEDICATA ALLA SCUOLA

SCUOLE ROMANE PARTECIPANTI

Scuola Media  – “Dante Alighieri” – Classe III Sez. I

Scuola Media – “G.G. Belli” – Classe III Sez. F

Si ringraziano:

la Responsabile del Museo della Repubblica Romana e del Mausoleo Ossario Gianicolense, Dott.ssa Mara Minasi

 le insegnanti della Scuola Alighieri: Marisa De Felice e Silvia Mori

gli insegnanti della Scuola Belli: Carlo Felici e Silvia Spina

I soci, per la presenza e la partecipazione: Monica Simmons, Orietta Citoni Stefano Dini, Carlo Felici, Enrica Quaranta

La Commissione giudicatrice, presieduta dalla Prof.ssa Orietta Citoni e composta dal Presidente dell’Associazione Arch. Paolo Macoratti, dalla Segretaria Monica Simmons e  dalla Dott.ssa Enrica Quaranta, ha riscontrato negli allievi interesse e partecipazione agli avvenimenti storici, narrati sia attraverso le lettere scritte dai personaggi del tempo, sia durante la visita al Museo e ai luoghi delle battaglie in difesa della Repubblica Romana. Interesse e partecipazione dimostrati anche durante la premiazione del Concorso che si è svolta il 26 Aprile al Mausoleo-Ossario dei caduti per Roma del Gianicolo. Riteniamo doveroso sottolineare il merito e il valore degli Insegnanti che hanno reso fertile un terreno su cui è stato più agevole poter seminare informazioni e valori legati al nostro Risorgimento.

I Garibaldini per l’Italia ringraziano gli alunni della Dante Alighieri per il prezioso quadro che hanno voluto donare all’Associazione in segno di gratitudine, consegnandolo nel giorno della premiazione al Presidente Macoratti

  Si riportano alcuni passi dei componimenti premiati:

ISTITUTO DANTE ALIGHIERI – CLASSE III SEZ I

 3° CLASSIFICATO – Tiziano Santarelli – Lorenzo Lemmi

Ora ti devo parlare di un avvenimento terribile…..ieri c’è stato l’attacco dei Francesi e il nostro amato generale Garibaldi ha perso tutti i suoi ufficiali. Tra questi  è morto anche il maggiore Angelo  Masina che dicevano fosse il più bravo e anche l’aiutante di campo. Inoltre ieri mi sono affacciato da porta San Pancrazio e da lì si potevano vedere   i corpi dei morti accatastati come se fossero legna da ardere…La mitraglia ha ucciso molte compagnie; alcuni valorosi e infaticabili medici che lavorano nei nostri ospedali mi han detto che i feriti son sopra ai duemila; e questo è solo l’inizio…

 2° CLASSIFICATO – Martina Ottaviani – Pontirolli Enzo

Nei giorni di venerdì e sabato un grande squarcio fu aperto nelle antiche mura. E così è rimasto ieri e oggi tanto che i nostri ci ergono barricate. Non so se è di tua conoscenza che le storiche mura del Gianicolo, così alte all’esterno risultano invece basse nel lato interno a causa del terrapieno. Per scalarle ci vorrebbero forse diecimila uomini, ma la Francia vuole di certo risparmiare tante perdite umane e ordina quindi di costruire un terrapieno esterno che raggiunga il lato più alto delle nostre mura. Il loro scopo è appunto di abbatterle risparmiando uomini e forze. Altri danno per vero che sia in costruzione una via sotterranea per raggiungere e distruggere i nostri terrapieni e la cinta muraria e le nostre armi più preziose…

  1° CLASSIFICATO – Veronica Settimi – Daniele Strano

Non so dove andranno le nostre truppe che sono partite con il Generale Garibaldi uscendo da  Porta San Giovanni e trascinandosi 18 pezzi di artiglieria.

I danni provocati dai bombardamenti sono grandi.

 Gran parte della chiesa di San Pietro in Montorio ,con i bellissimi quadri di Raffaello ed il magnifico tempietto del Bramante, ha riportato danni gravissimi, e così molte altre chiese.

Dai Monti Parioli è partito il bombardamento più devastante, i colpi sono arrivati fino a piazza Colonna, alla contrada di Ripetta e San Carlo ma, per fortuna, nessuno di noi è stato colpito…

  

ISTITUTO G.G. BELLI – CLASSE III SEZ. F

 3° CLASSIFICATO – Bianca Cuppone

Caro figlio mio, sei ancora piccolo per leggere questa lettera, ma ho avuto l’idea di raccontarti questi fatti per condividere con te quest’impresa e quindi lasciarti un’eredità storica da tramandare nel tempo. Partendo dal presupposto che Roma è stata spesso oppressa dal Papato tanto amato dai Francesi, spero che questo giorno verrà ricordato per far capire alla gente italica, che volontari guidati da un “sogno” – fare di Roma una Repubblica e formare una Costituzione – sono più forti dell’esercito migliore del mondo, l’esercito francese….

 2° CLASSIFICATO – Caterina Mancini

Papà ho paura..ho visto ciò che accade nei campi di battaglia ed è un’esperienza che non augurerei neanche al mio peggior nemico; per fortuna non sono l’unico della mia età, ma anzi faccio parte di un gruppo numeroso. Il nostro compito è quello di spegnere le micce impedendo così lo scoppio delle bombe. La mamma non è ancora a conoscenza della mia scelta di partecipare alla lotta per la difesa di Roma; non voglio farla soffrire perché so che per una mamma non è facile accettare che il proprio figlio all’età di 14 anni possa mettere in pericolo la propria vita….

 1° CLASSIFICATO – Camilla Sabina Martinelli

Noi donne nei grandi memoriali o negli importanti libri di storia difficilmente vediamo il nostro nome accompagnarsi a racconti di eroiche gesta, men che meno di fatti d’arme e prodi imprese… Per il solo morivo che questa nostra repubblica di fratelli faceva paura a tutti e soprattutto a quel fifon tiranno del Papa che è andato a chiederne aiuto. Ma di cosa aveva paura? Di perdere il proprio potere temporale e sciogliere il canapo delle sue pecorelle? Secondo me , fin dal principio i Papi avrebbero dovuto solo evangelizzare ed essere i capi della Chiesa e nient’altro. Tutto questo per me è una grande afflizione, perché ormai della Repubblica Romana non resta che un vivido e magnifico ricordo, un sogno che non ha trovato la sua realizzazione. Amica cara, non allarmarti, non sono rassegnata, perché in queste parole di Garibaldi:” Dovunque saremo, colà sarà Roma”, c’è incoraggiamento e forza per l’avvenire e con queste parole ti saluto….

 

L’associazione Garibaldini per l’Italia ringrazia il Comitato d’Onore dell’Associazione culturale “Gli amici di Righetto” per aver conferito al Presidente Paolo Macoratti  il PREMIO NAZIONALE RIGHETTO con la seguente motivazione:

Onora la gloriosa Repubblica Romana promuovendo e realizzando numerose iniziative (Il Presidente Roberto Bruni)

 

 

COMUNICATO STAMPA

La forza trainante

presentazione del libro di Paolo Macoratti

 Casa Domus Pastor – Via Aurelia 208 – Roma

venerdì 2 marzo 2018, ore 17.00

Roma, 19 febbraio 2018La forza trainante – Storie di uomini speciali e sogni realizzati a rischio utopia, Paolo Macoratti, Garibaldini per l’Italia Edizioni.

 Il libro ricorda, rievoca, testimonia e racconta con dovizia di particolari le interessanti e importanti vicende del noto neurologo Giorgio Albertini e del giornalista di chiara fama Mino Damato. Vicende formative e significative dal punto di vista etico, politico, sociale, culturale, civile e morale, riassunte in una biografia asciutta e potente, mai agiografica, nata per potenziare la memoria ed evidenziare i benefici effetti della loro azione.

 Nel volume, composto di 147 pagine, 36 illustrazioni di cui 30 a colori, sono raccontati i progetti, le esperienze di vita e di lavoro condivise dall’autore con questi due uomini che potrebbero a buon diritto essere definiti “garibaldini” del nostro tempo, per la loro indomabile energia combattiva, straordinariamente benefica, messa a disposizione dei bambini; di tutti quei bambini  bisognosi di cure materiali e spirituali. Percorsi umani, esempi positivi nati per cambiare una mentalità, una società dominata da una cieca e arida burocrazia che impedisce di soddisfare adeguatamente i reali bisogni dei cittadini più deboli.

 La presentazione prevede due relazioni a cura di Martina Albertini e Donatella Damato, oltre all’intervento dell’autore, Paolo Macoratti. Durante l’incontro saranno letti da Enrica Quaranta alcuni brani tratti dal libro

http://www.youtube.com/watch?v=3E_LYKmX4VY&t=58s

Tra le varie azioni di sconfinamento compiute dai garibaldini durante la Campagna dell’Agro Romano del 1867, è degna di essere ricordata quella avvenuta il 19 ottobre 1867 a Farnese, ove caddero tre volontari di Massa Marittima: Ettore Comparini, Rocco Grassini e Natale Capannoli.

Con una cerimonia semplice e bene coordinata dal Dott. Mario Di Sorte, alla presenza del Sindaco di Farnese  Massimo Biagini, del sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini, di Guglielmina Clarici e del Prof. Nicola Terracciano Presidente del Comitato provinciale di Caserta dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, si è voluto ricostruire quel momento storico in cui tanti giovani Italiani, animati dalla speranza di far parte di una Patria comune, affrancata dal dominio temporale dello Stato Pontificio, avevano sacrificato le loro vite per giungere insieme a Garibaldi alla meta delle mete: Roma!

L’Associazione Garibaldini per l’Italia ha accolto con vivo piacere l’invito rivoltole dal Sindaco Massimo Biagini e ha partecipato all’evento con una rappresentanza formata dal Presidente  Paolo Macoratti, dal vice Presidente Arturo De Marzi, dalla Segretaria Monica Simmons, e dai soci Maurizio Santilli e Antonio Iadevaia.

La cerimonia è stata accompagnata dal passaggio di un aereo che ha lasciato una scia tricolore durante la deposizione dell’omaggio floreale in onore dei caduti, e dal bel canto della Compagnia delle lavandaie della Tuscia diretta dal soprano Simonetta Chiaretti, in costume dell’800, che ha trasmesso ai presenti sentimenti patriottici e popolari, troppo spesso dimenticati.

da VOLONTARIO

a   COSPIRATORE

         memorie di Umberto Macoratti

 

      a cura di  Paolo Macoratti

  

La storia di un volontario della Grande Guerra, saldamente legato ai valori risorgimentali, narrata attraverso memorie, lettere e documenti inediti di avvenimenti del secolo scorso, di cui fu testimone e protagonista: dalle prime rivendicazioni sindacali delle filandiere friulane del 1910, a pagine inedite della Prima Guerra Mondiale; dall’attentato a Mussolini del 1925, alla guerra d’Africa del 1936; da alcuni episodi della Resistenza Romana del 1943, ai movimenti per la Pace degli anni ’50 e ’60.

       Nel libro (211 pagine, 100 illustrazioni in b/n, 223 nomi citati, 180 note) sono presenti argomenti di particolare interesse storico:

 la breve storia del movimento antifascista d’ispirazione garibaldina denominato “Italia Libera” (1924);  le descrizioni del fallito attentato contro Mussolini del 4 Novembre 1925 (con pagine dedicate ai rapporti tra l’autore delle memorie, l’On. Tito Zaniboni, ideatore del complotto, e il delatore Carlo Quaglia), oltre al racconto delle udienze del Tribunale Speciale e del Consiglio di Disciplina Militare. Inoltre, accenni ai primi anni del dopoguerra repubblicano: le conferenze mondiali del movimento dei “Partigiani della Pace”, dei “Cristiani progressisti” e quelle nazionali e internazionali del movimento cattolico “Pax Christi”.

https://www.youtube.com/watch?v=gDld6XDRU7w&t=221s  (prima presentazione – 18 Agosto 2017)

https://www.radioradicale.it/scheda/531899/presentazione-del-libro-da-volontario-a-cospiratore-memorie-di-umberto-macoratti-di   (seconda presentazione – 27 Gennaio 2018))

 

 

 

 

 

 

 

 

 

            Una serata calma, illuminata dalla luna.

Al Sacrario dei caduti per Roma di via Garibaldi al Gianicolo, è stato ricordato ieri quel 6 luglio del 1849 in cui si spense, giovanissimo,  Goffredo Mameli, autore dei versi del nostro Inno Nazionale.  Una memoria che acquista maggior valore in quanto celebrata nel luogo stesso ove riposano i suoi resti mortali.

            Ci chiediamo spesso quanto interesse possa ancora suscitare nelle giovani (e meno giovani) generazioni la memoria di un passato così glorioso e dimenticato, come quello della Repubblica Romana del 1849, in cui operò, combatté e morì Mameli. L’interesse nasce dalla conoscenza, e se questa conoscenza di base non viene sollecitata continuamente, se i giovani non vengono coinvolti nelle scuole e nei musei, si perderà quel filo diretto con il passato che ci permette di affrontare con più consapevolezza il nostro ruolo nella storia d’Italia e d’Europa, dell’oggi e del domani.

            Non possiamo però permetterci di affidare questo compito esclusivamente alle associazioni culturali o a singoli funzionari pubblici di buona volontà, che si son fatti carico del problema per spirito di servizio. La politica deve intervenire e risolvere questo nodo cruciale: promuovere lo studio costante del nostro Risorgimento e i valori di altissimo spessore umano e spirituale in esso contenuti; degli uomini e delle donne  che hanno costruito le basi ideali della nostra esistenza. In quest’ottica è in corso la raccolta firme per inserire lo studio del Risorgimento nella Scuola Primaria https://www.change.org/p/ministro-della-pubblica-istruzione-smarrimento-identit%C3%A0-nazionale-il-risorgimento-%C3%A8-scomparso-dalla-scuola-primaria?recruiter=57872434&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg )

            L’iniziativa di Mara Minasi, responsabile del Museo della Repubblica Romana e del Mausoleo-Ossario Gianicolense, ha confermato questa tendenza e ci ha regalato, con la passione che contraddistingue i suoi interventi, pagine indimenticabili scritte da Mazzini e Garibaldi sul giovane Goffredo. Parole che ci allontanano momentaneamente dal profondo sentimento di distacco dalle istituzioni, da una classe dirigente sorda e inattiva, attenta più ad esistere che a fare, e ci incoraggiano a continuare nel doveroso cammino di volontariato che la nostra associazione ha intrapreso da tempo.

            Un sentito ringraziamento va al duo Gabriella Antonucci e Marco Quintiliani che hanno magistralmente accompagnato, con parole e musiche risorgimentali, le acute considerazioni della relatrice sull’importanza della memoria storica della Repubblica Romana e della sua Costituzione, faro indiscusso del nostro attuale ordinamento istituzionale, ma anche un plauso alla Minasi per  l’impegno e le capacità organizzative, unite alla carica passionale che trasmette con indubbia efficacia all’ascoltatore.

p.m.

  

      Il 13 giugno 2017 è stata ricordata a Roma, di fronte l’erma di Colomba Antonietti, la storia e la drammatica fine della giovane patriota italiana. Di questa celebrazione si son fatte carico non certo le Istituzioni, latitanti su vari fronti, tra cui, più consistente e colpevole, quello della storia, ma due donne romane, Cinzia Dal Maso e Annalisa Venditti, madre e figlia, promotrici da qualche anno di un percorso culturale di alto valore simbolico (vedi 2016 : http://www.garibaldini.org/?s=colomba+antonietti&search=).

Con la passione e l’amore per tutto ciò che può risvegliare in noi sentimenti sopiti di un passato denso di altissimi valori umani e civili, Cinzia e Annalisa ci hanno riportato indietro di 168 anni, trasmettendo ancora una volta alle nostre coscienze che le  energie materiali e spirituali debbono necessariamente convergere verso ciò che di meglio è stato seminato fino ad oggi, e che ancora ha bisogno di essere valorizzato, per fortificarci e difenderci dagli attacchi di una falsa modernità, che vuole ridurci, come diceva Mazzini, a “macchine calcolatrici”.

Dobbiamo dunque essere grati a Cinzia Dal Maso e Annalisa Venditti e verso  chi, oggi, persegue questo obiettivo con gratuità, senza onori e senza gloria, ma con lo spirito del servizio e del dovere. Grati anche per aver inserito nel programma la voce di uno dei tanti – oggi sconosciuti - personaggi del nostro Risorgimento, Candido Augusto Vecchi, che fu testimone oculare della morte della giovane Colomba; il brano, tratto da La Italia-Storia di due anni 1848 – 1849” è stato letto da Paola Sarcina, direttore artistico del festival internazionale Cerealia. Chi era Candido Augusto Vecchi? Non certo un personaggio di secondo piano: iscritto alla Giovine Italia, conobbe Mazzini a Parigi; partecipò alla Prima Guerra d’Indipendenza e fu eletto deputato alla Costituente Italiana della Repubblica Romana del 1849; fu aiutante di campo di Garibaldi nell’Impresa dei Mille (1860) a Milazzo e al Volturno. Nel 1866 fu promosso Colonnello. Fu deputato del Regno d’Italia dal 1861 al 1865 e ospite di Garibaldi a Caprera negli ultimi anni della sua vita. 

Come lo scorso anno, la rivista telematica di cultura “Specchioromano.it” ha conferito il Premio Colomba Antonietti  a due donne che si siano distinte per il loro impegno  nella diffusione della storia e degli ideali risorgimentali. In questa edizione la targhe sono state consegnate a Mara Minasi, responsabile del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Roma Capitale e del Mausoleo Ossario Gianicolense, e di Maria Antonietta Grima Serra, Presidente dell’Associazione Nazionale Garibaldina. E’ stato inoltre donato alle premiate, come simbolo della femminilità combattente di Colomba Antonietti, un foulard disegnato dalla stilista romana Vanessa Foglia, ideatrice del marchio Abitart, da anni impegnata nel sociale e nella valorizzazione culturale.

La donazione ai presenti del “Pane di Colomba” – realizzato per Cerealia dal panificio Panella, e la deposizione di un mazzo di fiori accompagnata dal “silenzio”, suonato da un bersagliere dell’Esercito Italiano, ha concluso questa breve ma sempre intensa memoria cui hanno partecipato alcuni membri della nostra Associazione.

 

La riforma Moratti del 28 Marzo 2003 n°53, ha stravolto i criteri di prevalenza formativa nello studio della storia! Nell’impedire ai giovanissimi cittadini della Scuola Primaria di conoscere il Risorgimento, questa legge li ha privati  della possibilità di assimilare le basi fondamentali sulle quali è nata l’unità della Patria comune. Accertato che l’applicazione di tale riforma ha avuto, sta avendo e avrà, se non si interviene  per cambiarla, effetti deleteri sulla formazione culturale e civile delle giovani generazioni e sui valori dell’identità nazionale ed europea, che dal Risorgimento, attraverso un percorso lungo e travagliato, è arrivata fino ai nostri giorni, l’Associazione culturale Garibaldini per l’Italia invita a firmare questa petizione per riattivare i programmi scolastici relativi allo studio della Storia e, in particolare, del Risorgimento, precedenti l’applicazione della citata Legge 28 Marzo 2003 n°53 (Riforma Moratti)

In base alla riforma Moratti si stabilisce che il primo ciclo d’istruzione articolato in Primaria e Secondaria di primo grado, preveda lo studio della Storia una sola volta per sei anni, dalla terza elementare alla terza media, secondo la seguente scansione: in Terza elementare si studia la preistoria, in Quarta e Quinta il mondo antico, in Prima Media il Medioevo, in Seconda dalla scoperta dell’America alla fine dell’Ottocento (sic!), in Terza il Novecento. Le motivazioni didattico-pedagogiche a sostegno della riforma sono a dir poco confuse: secondo il legislatore il cambiamento “avrebbe permesso agli insegnanti di prestare maggiore attenzione all’acquisizione delle competenze degli allievi anziché ai contenuti (ritenuti forse nozionistici?) dei programmi”. In realtà, come si possono insegnare strumenti critici – che hanno come scopo l’acquisizione delle competenze – senza aver prima analizzato l’argomento di applicazione degli stessi, ovvero i contenuti? La storia serve per conoscere il passato, comprendere il presente e intuire il futuro, e ha bisogno di essere assimilata e memorizzata lentamente, iniziando dal “gioco” in ambito prescolare (fino a 6 anni), seguendo poi nella scuola Primaria (già scuola elementare) con lo studio dei “fatti” (6 – 10 anni) e proseguendo nella Secondaria di primo grado (già scuola media) con gli “approfondimenti” (11 – 13 anni).

VI INVITIAMO A FIRMARE COLLEGANDOVI AL LINK QUI SOTTO, E DIFFONDERE SUI SOCIAL L’INIZIATIVA
GRAZIE

https://www.change.org/p/ministro-della-pubblica-istruzione-smarrimento-identit%C3%A0-nazionale-il-risorgimento-%C3%A8-scomparso-dalla-scuola-primaria?recruiter=57872434&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    La saggezza popolare ci ricorda, con il famoso detto “da cosa nasce cosa”, che la nostra vita è in continuo divenire: movimento legato alle nostre azioni, negative o positive che siano, e alle conseguenze che esse determinano. Ogni gesto, ogni iniziativa che parte dalla nostra volontà è dunque importante per modificare, e qualche volta trasformare, la realtà che ci circonda. Se ciò non avviene, tutto rimane immobile, e il tempo erode velocemente le cose visibili e invisibili  che la storia ci ha consegnato.

Il 7 agosto 2012 (http://www.garibaldini.org/2012/08/fratello-tra-i-fratelli/), grazie all’iniziativa di Cinzia Dal Maso e della discendente di Paolo Narducci, Mirna Verger, sostenuta dal marito Carlo De Angelis, è iniziato  un percorso di memoria che si è concluso il 6 maggio 2017 al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Porta San Pancrazio in Roma. Percorso di memoria che l’Associazione Garibaldini per l’Italia ha voluto sostenere e portare a compimento attraverso la donazione al suddetto Museo, ricevuta a sua volta dagli eredi del primo caduto della Repubblica Romana, della Corona mortuaria e dei quadri raffiguranti  Paolo Narducci e la madre Teresa Maciucchi.

Da cosa nasce cosa, dicevamo, e così è stato, malgrado la scomparsa del nostro indimenticabile Vice-Presidente Alberto Mori – presente nel 2012 alla tumulazione presso il Sacrario dei caduti per Roma dell’urna contenente i resti del Narducci – che ci ha spinto ad istituire in sua memoria un concorso dedicato alle scuole primarie, proprio in ricordo di quel 30 maggio 1849 in cui cadde il giovanissimo Tenente di artiglieria. Iniziativa che la Dott.ssa Mara Minasi, responsabile del Museo della Repubblica Romana , ha accolto con entusiasmo, guidando gli studenti nel percorso museale degli ultimi quattro anni.

E per iniziativa della stessa Mara  Minasi, lo scorso 6 maggio 2017, in una cerimonia semplice ma intensa in cui erano presenti gli attori di questo percorso di memoria storica,  le musiche risorgimentali ben eseguite dal duo Gabriella Antonucci – Marco Quintiliani e l’ode a Paolo Narducci declamata con energia dal Bersagliere Arnaldo Marini, i quadri e la corona di Paolo Narducci, egregiamente restaurati dalla Sovrintendenza Capitolina, sono stati finalmente esposti  alla cittadinanza. Così, le vicende di quegli anni rivoluzionari che furono il 1848-49 si arricchiscono di un’ulteriore esempio di virtù patriottica, altrimenti sconosciuta ai più, su cui le giovani e giovanissime generazioni potranno contare per arricchire la loro formazione.

Paolo Macoratti

Qui sotto il link dell’articolo di Maria Rosaria Spadaccino sull’edizione romana del Corriere della Sera

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_07/repubblica-romana-primo-cadutoera-ragazzo-neppure-vent-anni-1f28b004-3293-11e7-bf87-d76175960c8d.shtml

 

 

         In un panorama internazionale decisamente difficile per l’intera umanità, causato dalla ridefinizione globale degli assetti economici e sociali di molti Stati e dalle trasformazioni climatiche che favoriscono spostamenti di grandi masse di popolazione da regioni sconvolte da guerre e carestie a territori più stabili ed economicamente più solidi, l’Europa potrebbe rappresentare l’àncora di salvezza per un nuovo e più strutturato equilibrio mondiale.

            Questo compito trainante dell’Europa, che oggi cerchiamo di riconfermare potenziandolo con il superamento del mero aspetto economico, in favore di un suo sviluppo più solidale e democratico, era già stato individuato nell’ottocento da due grandi personalità del nostro Risorgimento: Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.  Strenui combattenti per l’Unità d’Italia, i Padri della Patria repubblicana e democratica profetizzavano, ognuno con le proprie  strategie d’intervento, l’unità degli Stati europei riuniti in una confederazione:

           

 

 

 

Un gruppo di soci garibaldini alla “Marcia per l’Europa” – Da sinistra: Arturo De Marzi, Paolo Macoratti, Monica Simmons, Orietta Citoni, Giuseppe Maggio

 

Nella ricorrenza dei 60° anniversario dei trattati di Roma, l’Associazione Garibaldini per l’Italia aderisce al movimento Europeo e al Forum della coalizione

“CAMBIAMO ROTTA  ALL’EUROPA”

Logo Pdfcambiamo-rotta-alleuropa-ita   

e invita a partecipare

  • al FORUM che avrà luogo il 24 Marzo 2017 presso l’Aula Magna dell’Università di Roma “La Sapienza” dalle ore 14,00 alle 24,00, secondo il programma qui allegato.


  • alla MARCIA PER L’EUROPA del 25 Marzo 2017 sempre a Roma, con appuntamento alle ore 11,00 a piazza della Bocca della Verità, da dove partirà il corteo alla volta del Colosseo – http://www.marchforeurope2017.eu/



L’ARDIMENTO – IL SACRIFICIO – LA RESPONSABILITA’

Insieme per celebrare il 149° anniversario dello scontro di Villa Glori del 23 ottobre 1867, con i settantasei arditi garibaldini guidati da Enrico Cairoli

 

GARIBALDINI PER L’ITALIA

 E

 A.N.G. – Associazione Nazionale Garibaldina

Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”

 Istituto Comprensivo Parco della Vittoria – Scuola media G.G. Belli – Col di Lana – Classi II e III M


UNITI NELLA CELEBRAZIONE DEL SACRO DRAPPELLO

Roma,  24 ottobre 2016, ore 10.30 - Villa Glori – Piazzale del Mandorlo

 

PRESENTAZIONI

Una raccolta di lettere (50 edite, 99 inedite, 3 documenti) autografe provenienti dalla collezione Leandro Mais di Roma, corredata da 106 nomi citati, 80 note biografiche, 59 icone fotografiche, 38 illustrazioni. L’indole fiera e battagliera del patriota, capace di sovvertire il mondo e rimanere fedele ai più alti valori del progresso civile e sociale dell’umanità, in un epistolario inedito in cui emergono le grandi virtù dell’Eroe dei due mondi. Un libro utile per storici e ricercatori, ma anche per politici, insegnanti, studenti e famiglie.

Giovedì 29 settembre 2016, ore 17.00 - Roma, complesso del Vittoriano   Ingresso da via di San Pietro in carcere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VIDEO PRESENTAZIONE

https://www.youtube.com/watch?v=4SIenmJvxbA&feature=autoshare

 

Venerdi 18 novembre 2016 - San Vito al Tagliamento (PN): ore 11.00 Auditorium Comunale e ore 18.00 Antico Teatro Sociale “G. Arrigoni”

Interventi: Dott. Antonio Di Bisceglie (Sindaco San Vito al T.) – Arch. Paolo Macoratti (Presidente Ass. “Garibaldini per l’Italia”) – Dott. Giuseppe Garibaldi (Presidente “Ist. Internaz. di Studi G. Garibaldi”) – Dott. Sclippa Pier Giorgio (Assessore Istruzione Comune San Vito al T.) – Gen. Pio Langella (Presidente Feder. sportiva”Fiamme Cremisi”)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 17 Dicembre 2016, ore 16.00 – Roma : Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Dott. ssa Mara Minasi (Responsabile Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina) - Arch. Paolo Macoratti (Presidente Ass. “Garibaldini per l’Italia”) – Prof.ssa Anna Maria Isastia (Professore associato di Storia Contemporanea - Università “La Sapienza” – Roma)

 

 

 

 

 

 

VIDEO PRESENTAZIONE

https://www.youtube.com/watch?v=Pbyz2wqPNuM&t=276s

https://youtu.be/Pbyz2wqPNuM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                   

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                      

                                                                     

 

 


 

Una donna, un sogno, una giovane vita e una storia d’amore sacrificata alla Patria.

Come ogni anno, e anche in questo 167° dalla morte avvenuta il 13 giugno 1849, due donne romane, Cinzia Dal Maso e Annalisa Venditti,  hanno riportato alla nostra memoria l’esemplare vicenda di Colomba Antonietti, giovane umbra di Foligno, sposa del conte Luigi Porzi di Imola. Un ricordo reso ancor più significativo dalla prima edizione del Premio Colomba Antonietti che la rivista telematica di cultura “Specchioromano.it” ha voluto conferire a due donne che si sono distinte nello studio e nella diffusione della storia e degli ideali risorgimentali. Il riconoscimento, consistente in una targa dedicata, è stato consegnato a Silvana Galardi, presidente della Sezione Molise dell’”Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi”, e a Monica Simmons, segretario dell’Associazione “Garibaldini per l’Italia”. Sono stati presenti alla cerimonia, Maura Tranquillo, Assessore alla Memoria del Comune di Foligno, il Segretario e il Direttore dell’Istituto Internazionale di Studi G. Garibaldi di Roma, il presidente e i soci, grandi e piccoli, dell’Associazione Garibaldini per l’Italia. Ringraziamo Cinzia Dal Maso e Annalisa Venditti per questa nobile iniziativa, perché è bene e giusto valorizzare il lavoro di chi, umilmente e senza clamori, opera gratuitamente per il bene della comunità dei cittadini.

p.m.

L’ITALIA CHE VOGLIAMO

        In un clima festoso di collaborazione tra Associazioni culturali e d’arma, istituzioni politiche e militari e una nutrita partecipazione della Scuola pubblica, si è svolta venerdì 29 Aprile 2016 la cerimonia (anticipata di un giorno per favorire la presenza degli studenti) del 167° anniversario della battaglia del 30 Aprile 1849, combattuta fra i difensori della neonata Repubblica Romana e le truppe Francesi, chiamate dal Papa Pio IX per soffocare nel sangue la svolta democratica e repubblicana dello Stato della Chiesa.  Una memoria storica, condotta egregiamente da Enrica Quaranta,  che tutti i presenti hanno vissuto con spirito di autentica partecipazione; segno evidente che gli Italiani, quando si stringono intorno ai comuni valori che hanno realizzato concretamente l’idea di Patria, superando le inevitabili e necessarie divisioni di parte politica, riconoscono concordemente di far parte di una grande comunità civile. Ma è bene distinguere, in questa breve riflessione, coloro che interpretano il loro operato come “servizio” alla comunità dei cittadini, sia esso svolto in ambito politico,  militare o civile, dai parassiti che sfruttano ogni occasione per alimentare interessi privati o di parte.

         La scuola, con il concorso “Alberto Mori”, è stata in effetti la vera protagonista della giornata. Dopo un breve percorso storico, svoltosi nel mese di marzo con la visita guidata al Museo della Repubblica Romana e ai luoghi delle battaglie del 1849, i ragazzi di tre scuole medie – Cervantes, G.G. Belli e Dante Alighieri, si sono cimentati, guidati dai loro professori, in un concorso che aveva per oggetto la composizione, da parte di ogni concorrente, di una lettera scritta idealmente durante i cinque mesi di vita della Repubblica Romana. La commissione, formata da Soci dei Garibaldini per l’Italia (Dott.ssa Enrica Quaranta, Prof.ssa Orietta Citoni, Prof. Alcide Lamenza, Sig.ra Monica Simmons), ha scelto le lettere più significative, la cui qualità e originalità, unite ad una notevole capacità di riflessione presente in ragazzi di un’età compresa tra i 12 e i 13 anni, ha confermato l’importanza e la qualità del lavoro svolto dai loro insegnanti.

       Dispiace constatare, per contro,  l’assenza della V classe della Scuola primaria “Gaetano Grilli” dell’Istituto Comprensivo Virgilio di Roma; assenza che, malgrado la nostra disponibilità a fornire materiale video e audio all’insegnante di classe e l’autorizzazione della Dirigente Scolastica all’uscita programmata, veniva comunicata alla nostra associazione 24 ore prima della cerimonia, con la sopravvenuta esigenza, da parte della scuola, di dar corso ad un evento alternativo dell’ultim’ora (visita ad una mostra di pittura). La Dirigente scolastica, alle nostre richieste di spiegazioni, affermava che la classe aveva già partecipato ad una uscita “garibaldina” del 17 marzo scorso, e che dunque fosse inutile una ripetizione; ignoranza della storia, delle buone maniere e del rispetto per chi opera gratuitamente per il bene dei ragazzi. Questa decisione è risultata quanto mai inopportuna, sia perché, come noto, l’insegnamento della storia del Risorgimento è assente dai programmi scolastici della scuola primaria, sia per aver privato gli allievi di un evento unico nel loro percorso formativo.

        Ringraziamo infine per la cortese disponibilità la Presidente del Municipio XII di Roma Capitale Avv. Cristina Maltese, l’Assessore alle politiche culturali e scolastiche del XII Municipio Dott.ssa Tiziana Capriotti, il consigliere del I° Municipio Figà Talamanca, la responsabile del Museo della Repubblica Romana e del Mausoleo-ossario gianicolense Dott. ssa Mara Minasi, il Picchetto armato dei Lancieri di Montebello e la Banda Musicale della Polizia di Stato. Un ringraziamento particolare alla coordinatrice del progetto per la scuola Dante Alighieri, Prof. Silvia Mori (figlia di Alberto Mori, cui è stato dedicato il premio), e ai Professori Marisa De Felice, Daniela Manna, Carlo Felici e Clara Berna.

p.m.

ELENCO DEI VINCITORI

SCUOLA MEDIA DANTE ALIGHIERI – III I

 3° CLASSIFICATO  (pari merito):      A) MATTERA GIULIA e CAMPELLO ELEONORA

                                                                B) D’AMELIO MANFREDI

A) “…nei prossimi giorni ci saranno i funerali di Righetto e di altri bambini che sono morti troppo presto, ma non sono morti per nulla: sono loro i veri eroi di questa battaglia”.

B) “..Molti dei miei compagni sono caduti sul campo combattendo valorosamente e ora mi trovo qui con un fedele compagno ferito in maniera molto più grave di me, e prego per lui che possa superare e vincere questa battaglia con la morte..”

 

2° CLASSIFICATO:                              CASELLA ALESSANDRO e GIACOMO GIANNITELLI

 “…Anche se dovessimo perdere, qualcosa rimarrà. Vedo un popolo unito difendersi da un nemico così forte. Vedo l’Italia negli occhi degli uomini che combattono accanto a me; vedo la speranza di un futuro migliore.”

 1° CLASSIFICATO -                            LAI FEDERICA  e  CATTANEO GINEVRA

 “… Anche se non verrò ricordato come Garibaldi o Mameli, mi basta morire con la certezza di averci provato……Voglio morire sul campo di battaglia, con il rumore delle pallottole, davanti ai nemici, non per essere lodato, ma per ammirare un’ultima volta la mia meravigliosa terra e per dirle: – Io ci ho provato -. La vita vale moltissimo; molti pensano che la vita si sprechi a combattere, ma non è così. Ogni uomo morto in battaglia è un eroe coraggioso che si è sacrificato per la propria Patria…

 

SCUOLA MEDIA CERVANTES

3° CLASSIFICATO:                              STEFANORI FERNANDEZ ELISABETH

 “…proprio ieri è arrivato un giovane con ferite gravissime che non aveva nessuna speranza di vita, tuttavia sono rimasta al suo fianco perché, dopo tutto questo tempo, ho capito che l’unica cosa che vogliono i feriti è di non morire soli.. e che qualcuno ascolti le loro ultime parole.”.

 2° CLASSIFICATO:                              BRUNORI MASSIMO

 “…spari, urla, cannoni, sangue, morte; non si sente altro qui, solo questo strano insieme di suoni strazianti e angoscianti; qui non si dorme nemmeno, altrimenti i Francesi ci attaccano! Sono sconvolto….. E’ strano combattere qui in un posto così bello e tranquillo come Roma, la città eterna, la capitale del mondo.”

 1° CLASSIFICATO:                              PIERGENTILI ILARIA

 “… è da tanto che non vi scrivo, ma sapete che non ho tempo sufficiente per fare quello che facevo prima della guerra, mi mancano molto le nostre passeggiate in riva al mare e sono sicura che mancano anche a voi. Purtroppo le uniche passeggiate che posso fare qui sono nei bagni di sangue, a cercare di spegnere con quei maledetti panni bagnati quelle rumorose e turbolenti palle nere che i francesi chiamano “fusibles”.

 

SCUOLA MEDIA G.G. BELLI – II M 

 3° CLASSIFICATO:                  PANDOLFI EDOARDO

 (Fratello di Paolo Narducci) “…Se il tuo petto è stato fucilato per un ideale, hai donato solo il tuo corpo, la tua carne, ma la tua anima, il tuo sentimento, quelli nessuno potrà mai rapirli, perché rimarranno sempre in me, mi infonderanno la speranza, la forza, la coscienza del giusto e dell’onesto che ha tanto infiammato i nostri cuori..”.                                  

 2° CLASSIFICATO:                  RUOCCO ELISA

 “… i primi giorni erano stati terribili, non ci riposavamo un attimo e molti uomini erano morti, ma alla fine eravamo riuscite a salvarne parecchi e alcuni sono ancora qua….. Papa Pio IX e il generale francese Nicolas Oudinot al comando dell’esercito francese continuano ad insultarci e a denigrarci insieme alle loro truppe, nonostante avessimo assistito e curato ache i militari nemici. Per fortuna ho accanto il sostegno di tante altre donne che mi aiutano ad affrontare queste avversità..”

 1° CLASSIFICATO:                  MASALA CHIARA

 (Moglie di Ciceruacchio) “…Quante volte sono stata ad ascoltarti ammirata mentre parlavi al popolo incitandolo per la libertà di Roma… Quanto sei bravo a farti comprendere anche dalla gente più semplice e misera… Non oso pensare la paura che sta vivendo Lorenzo al buio della notte lontano dalla nostra casa! Ma nonostante questi pensieri e questa paura sono orgogliosa del tuo coraggio e della tua decisione di voler seguire il nostro amato generale Garibaldi. Ah come vorrei aver potuto seguirti come ha fatto Anita col suo uomo correndo gli stessi pericoli!…”

  MEDAGLIE DI PARTECIPAZIONE AI 4 E 5 CLASSIFICATI

 SCUOLA “BELLI”:                             STARACE FABIOLA – SALERNO MICHELE

 SCUOLA CERVANTES:                    NANNI AUSIN BIANCA – MESSA UGO

 DANTE ALIGHIERI:                          OLIVIERI FRANCESCA – RICCI – ANDRENELLI – BRUN ALBERTO

 

      La cerimonia del 9 febbraio, che continua ad avere, malgrado siano trascorsi 167 anni da quell’evento unico, un valore simbolico ed evocativo altissimo, si è svolta al ben tenuto Mausoleo-Ossario garibaldino del Gianicolo, in un clima di fattiva collaborazione tra le tre associazioni presenti (Garibaldini per l’Italia, Associazione Nazionale Garibaldina e Istituto Internazionale di Studi  “Giuseppe Garibaldi“). Collaborazione che si è manifestata anche attraverso gli interventi complementari degli oratori che si sono alternati in rappresentanza di ciascuna associazione. L’ottima riuscita dell’evento, condotto brillantemente dalla nostra socia Enrica Quaranta, la cui appassionata partecipazione è stata da tutti molto apprezzata,  ha permesso che si svolgesse con ordine la deposizione della corona, portata da due militari dei “Lancieri di Montebello” e accompagnata dal Presidente dei Garibaldini per l’Italia, Arch. Paolo Macoratti, dalla Presidente dell’A.N.G., Maria Antonietta Grima Serra, e dal Direttore dell‘Istituto Giuseppe Garibaldi, Prof. Franco Tamassia. La Banda della Polizia Municipale di Roma Capitale ha accompagnato suonando l’Inno del Piave, successivamente l’Inno di Garibaldi e, a termine Cerimonia, l’Inno di Mameli.

     Per i Garibaldini per l’Italia è intervenuto il vice-Presidente Arturo De Marzi, che si è soffermato sull’esigenza di attualizzare, nella società contemporanea, la spinta di libertà e giustizia che aveva determinato la scelta democratica e repubblicana del nuovo Stato.  L’attualizzazione, ha sottolineato De Marzi, deve avvenire attraverso una cultura partecipata del singolo cittadino alla “cosa pubblica”, associazioni, comitati di quartiere, ecc., e  mantenere viva la memoria e la cultura degli eventi più importanti ed educativi della nostra storia, come il Risorgimento e la Resistenza. A questo proposito veniva ricordato l’appuntamento annuale che la nostra associazione organizza con le scuole  in occasione della celebrazione della battaglia del 30 Aprile, e che si svolge attraverso visite guidate al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina e ai luoghi della battaglia intorno a Porta San Pancrazio, e si conclude con il concorso “Alberto Mori” dedicato alla scuola primaria di secondo grado (premiazione il 29 Aprile al Mausoleo-Ossario).

p.m.

  La conquista di Monterotondo    (Wikipedia) 

Appuntamento 25 ottobre 2015 – ore 10,00

Monterotondo (Rm) – Porta Garibaldi

Garibaldini per l’Italia

con il Prof. Carlo Felici

 

Enrico e Giovanni Cairoli – Foto con firme autentiche   Collezione Leandro Mais – Roma) 

                       


Appuntamento 23 Ottobre 2015 – Ore 10,30

Roma – Villa Glori – Piazzale del Mandorlo

 

Garibaldini per l’Italia

con:

Associazione Nazionale Garibaldina

Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi”

La Cerimonia è stata valorizzata dalla presenza degli alunni della Prima Media dell’Istituto comprensivo Parco della Vittoria, succursale scuola media unica G.G. Belli , preparati all’evento dal Prof. Carlo Felici   e  accompagnati dalla Prof.ssa Valentina Della Volpe

 

      In merito alle celebrazioni ufficiali che normalmente vengono riproposte a Roma il 20 settembre di ogni anno a Porta Pia (da cui ci sentiamo parzialmente estranei, non certo per il definitivo e sacrosanto passaggio dei territori dello Stato della Chiesa e di Roma all’Italia, quanto per l’assenza, da quegli eventi, di due pilastri fondamentali del nostro Risorgimento, Mazzini e Garibaldi),  vogliamo segnalare l’iniziativa della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in particolare della Dott.ssa Mara Minasi, responsabile del Mausoleo Ossario garibaldino del Gianicolo e Direttrice del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina di Porta San Pancrazio, che ha voluto aprire al pubblico il Sacrario dei caduti per Roma nel giorno dedicato alla “breccia di Porta Pia”.

     Nella nota cornice del luogo ove riposano alcuni caduti della Repubblica Romana del 1849 (tra i quali Goffredo Mameli), dell’Aspromonte (1862), di Mentana (1867) e di Porta Pia (1870), abbiamo assistito a quella che era stata indicata, in locandina, come “visita guidata della responsabile dell’area monumentale”. In realtà il racconto di quel giorno di 145 anni fa, esposto magistralmente e con passione da Mara Minasi,  si è sviluppato attraverso un inquadramento  storico-culturale di prim’ordine, in cui sono stati evidenziati particolari delle vicende belliche di quel 20 settembre, inediti al grande pubblico, e frutto di una ricerca basata sui documenti, oltre che sui libri di storia.  Di qui una visione più aderente alla realtà dei fatti, che rende più chiara e tangibile la storia e i personaggi che l’hanno determinata; come Nino Bixio, sulla cui vicenda militare e umana la Minasi si è soffermata più volte. Ecco che Bixio, in questa prospettiva, da comparsa diviene uno dei protagonisti determinanti dell’assedio di Roma del 1870.

    Infatti il Generale Cadorna, comandante dell’esercito italiano, che conosceva fin troppo bene l’impeto del garibaldino Bixio, già combattente a Porta San Pancrazio e dintorni nel 1849,  lo aveva inizialmente “spedito”, cautelativamente, con i suoi soldati a Civitavecchia per conquistare quella guarnigione pontificia. Il Bixio non solo aveva eseguito velocemente l’ordine ma, desiderando essere tra i primi ad entrare nella città eterna da quella stessa Porta San Pancrazio che aveva cercato di difendere con i suoi compagni d’arme nel ’49, si precipitava a marce forzate dalla cittadina marittima a Roma. Nei pressi della città faceva pervenire un messaggio a Cadorna dicendo che sarebbe partito allora da Civitavecchia, mentre si trovava già nei pressi del Gianicolo. Da qui il bombardamento intimidatorio sulla città, e la prima bandiera bianca di resa dei pontifici sventolante da Porta San Pancrazio. Poi l’esercito italiano sarebbe entrato attraverso la famosa breccia nei pressi di Porta Pia.

    Non è stata dunque, quella proposta dalla Minasi, una tradizionale visita guidata, ma una vera e intelligente analisi storica, che ha avuto il suo più alto e originale momento creativo nel parallelismo tra i fatti della Repubblica Romana del 1849 e quelli del 1870. Parallelismi riscontrabili non solo  nelle circostanze che, a ruoli invertiti, si ripetono in una giostra di corsi e ricorsi vichiani, ma anche dei personaggi che, a distanza di 21 anni, vivono una storia non ancora conclusa definitivamente.

    La visita alla cripta del Sacrario, l’omaggio ai caduti per Roma, la storia della genesi del monumento e le informazioni artistiche e culturali che lo caratterizzano, hanno concluso il percorso storico e l’esposizione  di Mara Minasi, le cui iniziative, già lodate dalla nostra associazione, contribuiscono egregiamente a rendere viva e pulsante la storia del Risorgimento italiano.

p.m.

 

Quando si decide di essere utili alla cittadinanza, di mettersi a servizio della comunità, si raggiungono risultati eccellenti. E’ quanto abbiamo visto ieri a Roma, nel XII Municipio della Capitale, ove, per volontà dell’Assessore alla Cultura del Comune Giovanna Marinelli, della Presidente del Municipio XII Cristina Maltese, con l’opera del bravissimo artista della modernità David Diavù Vecchiato, è stata inaugurata l’immagine di Cristina Trivulzio di Belgioioso, “immortalata” sulla Scalea Ugo Bassi, che da Piazza Ippolito Nievo porta a via Dall’Ongaro (Monteverde Vecchio).

Va osservato, per dovere di cronaca, che la scelta di riprodurre l’immagine di Elena Sofia Ricci, interprete del film di Luigi Magni “In nome del Popolo Sovrano”, come icona cinematografica del personaggio “Cristina Trivulzio di Belgioioso”, è stata più simbolica che reale; infatti Magni, nell’impossibilità di conciliare  la storia della nobile milanese con esigenze di copione, ha voluto utilizzare, per la Ricci, nome e cognome di due personaggi storici femminili importanti per Roma: Cristina (per la Belgioioso, eroina del 1849) e Arquati (per Giuditta Tavani Arquati, eroina del 1867). D’altronde, anche se la scelta di Francesca Inaudi, protagonista del film di Mario Martone “Noi credevamo”, in cui l’attrice interpreta proprio Cristina di Belgioioso, sarebbe stata più aderente alla realtà storica del personaggio cinematografico, la centralità nel film di Magni  dell’ambientazione  della vicenda nella Repubblica Romana del 1849, ha probabilmente fatto pendere  la bilancia, che condividiamo,  sull’attrice Elena Sofia Ricci.

Per la prima volta, dopo 166 anni,  il Padre Ugo Bassi e Cristina di Belgioioso si riabbracciano. Questi due grandi protagonisti della Repubblica Romana del 1849, che si erano lasciati dopo aver assistito, entrambi, alla morte di Goffredo Mameli  nell’Ospedale “Trinità dei Pellegrini”,  sono di nuovo insieme per testimoniare la loro fede nell’Italia unita e nella democrazia. Grazie a questa iniziativa, che ha avuto anche il supporto  dell’opera dell’Assessore alle politiche culturali del XII Municipio, Tiziana Capriotti, e di Giada Bazzurri, i cittadini potranno  essere sollecitati, attraverso la visione di questo enorme quadro, ad approfondire la conoscenza di una grande patriota della nostra storia.

Tra il pubblico, i Soci dei “Garibaldini per l’Italia”. Da sinistra a destra:  Monica Simmons, Silvia Mori, Riccardo Conte, Gianni Blumthaler, Alcide Lamensa – Nella foto al centro, la Presidente del Comitato di Quartiere Monteverde Quattro Venti, Licia Perelli (a sinistra) e il Presidente dell’Ass. Garibaldini per l’Italia Paolo Macoratti (a destra)

 

 

 

Una donna, la Belgioioso,  che ebbe il coraggio, utilizzando il proprio  ingente patrimonio, di prodigarsi per elevare le classi più deboli della società di allora – i contadini - attraverso l’istruzione e il miglioramento della qualità della loro vita. Coraggio che le costò forti critiche dall’aristocrazia milanese di cui faceva parte, e anche di illustri letterati, tra cui, in primis, Alessandro Manzoni. Ma Cristina non si stancò mai di perseguire i suoi obiettivi; lo fece anche in Turchia, ove si era rifugiata, passando per la Grecia, dopo la fine della Repubblica Romana: lì fondò una azienda agricola insieme ai fuoriusciti patrioti italiani, non tralasciando di “curare” il benessere dei suoi dipendenti e delle loro famiglie. Ma la Belgioioso, oltre alle imprese della Repubblica Romana (fu coordinatrice degli ospedali e delle ambulanze, e “ideatrice” dell’infermeria femminile) e, in precedenza nel 1848, delle Cinque Giornate di Milano, fu anche imprenditrice, giornalista, scrittrice, fondatrice a Parigi di giornali e di due salotti letterari  Il suo instancabile desiderio di migliorare la condizione umana, così ben espresso nell’attenzione riservata ai contadini, si concretizzò anche nell’aiuto economico dato alla causa dell’indipendenza italiana, a parenti e amici in stato di bisogno, anche con coloro che si erano comportati molto male nei suoi riguardi.

Proclamatasi fervente repubblicana, Lei, fior fiore dell’aristocrazia monarchica, fu lungimirante, come Giuseppe Garibaldi, nel riconoscere al Regno Sabaudo l’unica possibilità di realizzare in tempi brevi l’unità del Paese, pur avendo finanziato uno dei tentativi di Mazzini, purtroppo fallito, di sollevare il Popolo con un atto rivoluzionario. Durante la sua movimentata esistenza non mancò di riconoscere alle donne, con le quali venne a contatto, soprattutto tra le più umili e indifese, il ruolo importante che avevano avuto, mai completamente riconosciuto, nella costruzione dell’unificazione nazionale, e non solo. Ad esse dedicherà un saggio: “Della presente condizione delle donne e del loro avvenire”, che non si rivolgeva certo alla sua condizione privilegiata, ma a quella della maggioranza delle donne di allora, che tanto soffrirono per la loro emancipazione.

Il Presidente Paolo Macoratti , nella sua breve esposizione sulla figura di Cristina di Belgioso, ha voluto citare un brano di quel testo, rivolto a tutte le donne di oggi:

Vogliano le donne felici ed onorate dei tempi avvenire rivolgere tratto tratto il pensiero ai dolori ed alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita, e ricordare con qualche gratitudine i nomi di quelle che loro apersero e prepararono la via alla non mai goduta, forse appena sognata felicità”.

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